INFORM - N. 221 - 28 novembre 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Soddisfazione per la liberazione della motonave Rosalia d'Amato

Il ministro Terzi: “Massima attenzione e impegno costante dell’Unità di Crisi sin dalle prime fasi”. Il senatore Mantica: “Le istituzioni italiane ed il governo hanno fatto negli scorsi mesi il massimo che si può fare in questi casi”

 

ROMA Il ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi ha appreso con “viva soddisfazione” la notizia della liberazione della motonave italiana Rosalia d’Amato. Il ministro, ricordando con gratitudine che la Farnesina, attraverso l’Unità di Crisi, ha seguito la vicenda con massima attenzione e impegno costante sin dalle sue prime fasi, ha tenuto a manifestare il suo caloroso ringraziamento a tutti gli organismi dello Stato coinvolti, “che si sono adoperati con senso di responsabilità ed elevata professionalità per la positiva soluzione della vicenda”, ha sottolineato Terzi. “Esprimo inoltre la mia riconoscenza - ha proseguito - agli organi di informazione che hanno raccolto, con senso di responsabilità,l’appello al silenzio stampa”. Terzi ha infine rivolto “un particolare pensiero di vicinanza e solidarietà ai membri dell’equipaggio della Rosalia D'Amato per la loro dolorosa vicissitudine, ed ai loro familiari, con i quali la Farnesina ha mantenuto, in questi difficili mesi, costanti contatti”.

“Ho appreso con grande soddisfazione la liberazione della nave italiana Rosalia D’Amato avvenuta ieri sera”, ha dichiarato il senatore Alfredo Mantica,che nella veste di sottosegretario agli Esteri ha seguito personalmente la vicenda. “Questo risultato - ha aggiunto - è la dimostrazione che le istituzioni italiane ed il governo hanno fatto negli scorsi mesi il massimo che si può fare in questi casi. L’esito positivo di questa vicenda dimostra che pazienza, perseveranza, determinazione ed anche pressioni diplomatiche possono rivelarsi cruciali in situazioni di crisi come questa. Ma gli sforzi dello Stato italiano sarebbero stati poco efficaci senza la capacità di resistenza dimostrata dai marinai in mano ai pirati e soprattutto senza il contegno – che in questi casi va definito coraggio – delle loro famiglie che con dignità e comprensione hanno saputo affrontare questa pericolosa sfida. Il mio pensiero  - ha concluso Mantica - corre ora ai marinai e alle famiglie della Savin Caylin che sono ancora in mano ai pirati somali, nella speranza che non passino il Natale privati dagli affetti dei propri cari”. (Inform)


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