INFORM - N. 218 - 23 novembre 2011


MONDO SCALABRINIANO

Padre Fabio Baggio: “I processi di globalizzazione e i nuovi crocevia di popoli e culture, una sfida a chi vuole annunciare la Parola oggi”.

 

ROMA - Padre Fabio Baggio, preside dello Scalabrini International Migration Institute (SIMI) è intervenuto all'incontro dei delegati e coordinatori nazionali delle Missioni Cattoliche Italiane in Europa, riuniti a Roma su invito della Fondazione Migrantes, parlando sul tema “Migrazioni e nuova evangelizzazione”.

Per il missionario scalabriniano - segnala Migrantes online - “i processi di globalizzazione e i nuovi crocevia di popoli e culture, realtà evidenti nei fenomeni che caratterizzano la mobilità umana contemporanea, rappresentano una sfida a chi vuole annunciare la Parola oggi”, mentre si intensificano “gli attacchi al lavoro di formazione di una sola famiglia umana, comunione in Cristo: la secolarizzazione, le sette, insensibilità verso il cristianesimo, la frammentarietà”. Nei Paesi più industrializzati – ha sottolineato p. Baggio – dove “la fede diventa sempre più una questione culturale” i migranti cattolici corrono il “rischio” di “perdere il senso della fede” con il risultato che o si “allontanano” dalla vita ecclesiale “chiudendosi in uno spiritualismo privato” o si rivolgono a sette che “offrono accadimento personalizzato e aiuto materiale”.

Nel messaggio per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del rifugiato, che si celebra il 15 gennaio, il Papa “ci invita ad aiutare i migranti a mantenere salda la loro fede con nuove strategie pastorali” come – ha detto p. Baggio - il “promuovere il dialogo rispettoso nel rispetto delle diversità”, il “favorire la testimonianza concreta della solidarietà”, il “risvegliare la coscienza cristiana assopita”, il “riscoprire il ruolo essenziale dei migranti nell’azione evangelizzatrice, sia per il primo annuncio che per la nuova evangelizzazione”. Papa Benedetto XVI – ha spiegato ancora p. Baggio – ribadisce la necessità di “intensificare le sinergie tra Chiese di origine, quelle di transito e quelle di accoglienza dei flussi migratori” con l’obiettivo di realizzare la pastorale di comunione”. Un riferimento poi ai giovani italiani all’estero per motivi di studio o lavoro professionale: si tratta – ha detto il religioso scalabriniano – di una “tipologia diversa di migrazione che ha bisogno di una considerazione particolare e di una pianificazione pastorale particolare”. (Inform)

 


Vai a: