CORSI DI LINGUA E CULTURA ITALIANE
Coordinate dal Gruppo Des
Contro i tagli, sabato scorso manifestazioni dei docenti
e dei genitori a Berna, San Gallo e Zurigo
Hanno aderito rappresentanti dei Comites,
parlamentari della circoscrizione Estero ed esponenti di organizzazioni svizzere
BERNA/ZURIGO/SAN GALLO - Sabato 19 novembre si sono svolte in contemporanea a Berna, San Gallo e Zurigo tre manifestazioni di protesta dei docenti in forza agli Enti gestori e delle associazioni dei genitori dei ragazzi che frequentano i corsi di lingua e cultura italiane contro i tagli al finanziamento dei corsi operati dal Ministero degli Affari Esteri. Alle manifestazioni, coordinate dal Gruppo Des, hanno partecipato – riferisce una nota dei coordinatori Des Rosanna Chirichella, Francesco Margarone e Egidio Stigliano - anche rappresentanti dei Comites, parlamentari eletti nella circoscrizione Estero e rappresentanti di organizzazioni svizzere che difendono l'insegnamento della lingua italiana nelle scuole elvetiche. “Alle manifestazioni – sottolineano i coordinatori del Gruppo Des - hanno preso parte complessivamente circa 600 cittadini fra connazionali, simpatizzanti e docenti svizzeri; senza contare quanti hanno espresso la loro solidarietà attraverso la rete internet”.
I coordinatori del Gruppo Des denunciano che “i tagli pesantissimi che il Ministero degli Affari Esteri sta operando da tre anni in modo mirato sugli Enti Gestori, hanno già provocato una sostanziale riduzione dei corsi e con quelli preannunciati per il prossimo triennio si assisterà al dimezzamento del servizio. Inoltre –prosegue la nota - si colpisce l'anello debole della catena, i docenti degli Enti gestori; proprio quei docenti che dal 1993 hanno consentito, nonostante l'evidente damping salariale, di mantenere in piedi i corsi e addirittura di ampliare la partecipazione”.
Il Gruppo Des informa che “alla fine della manifestazione sono state
consegnate presso i locali uffici consolari i documenti finali firmati, con
la richiesta d'inoltro alle superiori autorità e alle massime cariche dello
Stato” e aupica un incontro con l’ambasciatore “al
più presto possibile” (