ASSOCAMERESTERO
In calo ad ottobre le vendite extra Ue, ma migliora il
saldo commerciale nei primi 10 mesi dell'anno
Nel periodo gennaio-settembre l'export italiano, secondo
i dati Istat, meglio di quello tedesco e francese
ROMA - Prosegue l’altalena delle vendite
di prodotti italiani sui mercati extra-europei, anche se la flessione di ottobre
secondo i dati destagionalizzati (-5,1%) è la maggiore da ottobre 2009 (-7,5%).
Nei primi dieci mesi dell’anno il saldo al netto dell’energia risulta però in
crescita di 2,5 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2010.
“È possibile che si tratti di un assestamento
dovuto a due fattori: l’incertezza che da dopo l’estate si è diffusa sui mercati
internazionali, e in particolare anche su quelli dei Paesi extra-europei, accompagnata
dalla flessione della crescita del PIL che sta interessando anche le economie
fino ad oggi traino della crescita mondiale, tra le quali la stessa Cina, che
nel terzo trimestre 2011 registra un rallentamento del PIL di 0,4 punti percentuali
rispetto al trimestre precedente - sottolinea Gaetano Fausto Esposito, segretario
generale di Assocamerestero, commentando i dati diffusi
oggi dall’Istat.
A livello mondiale, -sottolinea la
nota diffusa in proposito dall'associazione che riunisce le camere di commercio
italiane nel mondo, - a partire dall’inizio dell’anno, l’Italia è comunque cresciuta
a ritmi più sostenuti rispetto ai suoi principali competitor, compresa
la stessa Germania, secondo esportatore mondiale: nel periodo gennaio-settembre,
l’export italiano è aumentato infatti del 14% circa, mentre il competitor
tedesco è fermo al 13,4% e la Francia al 9,4%. Sempre nello stesso periodo,
fatta salva l’eccezione della Germania (con un attivo di 22,7 miliardi di euro),
il deficit italiano in ambito extra-europeo, pari a circa 19 miliardi di euro
nei dati destagionalizzati, è pari a meno della metà di quello francese (-39,3
miliardi).
“La performance di medio periodo dell’Italia
in ambito extra-europeo è indubbiamente favorita anche dal deprezzamento dell’euro,
che ad ottobre ha toccato il livello più basso da aprile 2011, ma è sicuramente
il frutto del continuo upgrading qualitativo
dei prodotti delle nostre imprese sui mercati internazionali - aggiunge Esposito.
Quanto ai Paesi target del Made in Italy,
recuperano terreno i primi due partner di riferimento: negli Stati Uniti e in
Svizzera il surplus della bilancia commerciale supera i 15 miliardi di euro.
Buone le performance anche verso le economie più dinamiche: nei BRIC (Brasile,
Russia, India e Cina), l’Italia, con una quota del 18% circa, è seconda solo
alla Germania per incidenza di questi Paesi sulle vendite in Extra-UE.
(Inform)