INFORM - N. 215 - 18 novembre 2011


SENATO DELLA REPUBBLICA

Nel corso del dibattito che ha preceduto in Aula il voto di fiducia al governo Monti

Fantetti (Pdl) richiama l'esperienza dei parlamentari eletti all'estero e sollecita l'approvazione della proposta di riforma di Comites e Cgie

 

ROMA – Nel corso del dibattito che ha preceduto in Senato il voto di fiducia accordato al nuovo governo costituito dal premier incaricato Mario Monti, Raffaele Fantetti, eletto per il Pdl nella ripartizione Europa, ha richiamato l'attenzione del nuovo presidente del Consiglio sull'esperienza parlamentare degli eletti nella circoscrizione Estero e sulle questioni che più da vicino interessano questi connazionali.

Fantetti ha espresso la speranza di trovare in Monti un valido interlocutore su questi temi: “anche lei è stato un italiano all'estero e quindi conosce la complessità di tale fenomeno sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo”. “In Belgio – ha precisato l'esponente Pdl, facendo riferimento all'impegno di Monti in seno alle istituzione europee - risiedono oltre 400.000 italiani, che si sono succeduti in quella terra da tempi non sospetti: un'immigrazione storica che ricordiamo tutti gli anni, in particolare a Marcinelle, quella dei nostri sfortunati minatori, un'immigrazione nel recente passato e una attuale, quella per esempio della cosiddetta nuova immigrazione professionale”.

A proposito dei temi citati nella relazione svolta in Aula dal nuovo presidente del Consiglio, in particolare “talento e cooptazione”, Fantetti ha ricordato come proprio molti connazionali siano costretti ad emigrare a causa dell'abuso di strumenti come la cooptazione. “Si tratta di una risorsa di cui l'Italia dovrebbe iniziare a dotarsi, e per questo, con spirito bipartisan, abbiamo approvato in quest'Aula una legge, di cui sono stato relatore, che prevede incentivi fiscali per il rientro dei talenti – ha precisato l'esponete del Pdl, domandando in questa occasione al nuovo governo una verifica “in merito all'attuazione in questo specifico campo dei regolamenti, che ci constano non essere ancora perfettamente operativi”.

Fantetti ha inoltre richiamato l'attenzione sulla proposta di riforma di Comites e Cgie sottoposta all'esame parlamentare con il governo Berlusconi. “L'auspicio è che il suo governo possa farsi esecutore di tale riforma. In questo senso, ci troveremmo nella piacevole e anomala situazione di un governo di tecnici non eletti che favorisce il rinnovo degli organi democratici di elezione degli italiani all'estero – egli ha affermato. “Noi tutti siamo eletti, compresi i rappresentanti parlamentari: a ogni livello ci sono rappresentanti eletti democraticamente, e anche nel Cgie, attraverso questa riforma- ha concluso Fantetti, - non ci saranno più cooptati, ma solo eletti”. (Inform)


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