VOLONTARIATO
Campagna “I diritti alzano la voce”: Equità, crescita
dell’occupazione e difesa dei redditi siano le priorità del Governo Monti
Lotta all’evasione, tassazione più alta sui patrimoni
mobiliari e immobiliari, taglio delle spese militari e riduzione dei costi della
politica i settori dove trovare le risorse per il rilancio del paese. Necessaria
una modifica radicale della legge delega fiscale-assistenziale
ROMA - La campagna “I diritti alzano
la voce” – promossa da 24 organizzazioni del volontariato e del terzo settore
italiani tra cui il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) –
valuta positivamente la nascita del Governo Monti, in considerazione della gravissima
situazione in cui versa il paese. Tuttavia, la campagna sottolinea il fatto
che i nodi da affrontare con urgenza non sono solo quelli che riguardano i conti
dello stato, ma anche i 3 milioni di disoccupati, il progressivo impoverimento
di fasce consistenti, e crescenti, di popolazione, l’iniqua distribuzione della
ricchezza, l’abnorme evasione fiscale. Sono questi i veri ostacoli allo sviluppo
sociale ed economico dell’Italia.
“Siamo preoccupati per il nostro paese,”
dichiara Lucio Babolin, portavoce della campagna I diritti alzano la voce, “ma
anche per il dibattito sulla crisi portato avanti dagli opinion maker e le testate
più influenti. Sembra quasi che allo sfacelo economico e finanziario di questi
anni si voglia continuare a rispondere con le stesse ricette che hanno generato
il disastro. Anzi, la tentazione potrebbe essere quella di approfittare dell’emergenza
per far passare provvedimenti fermi al palo da anni.”
“Noi crediamo”, continua Babolin, “che
vi siano due priorità per il paese: la messa in sicurezza dei conti dello stato
e, insieme, il miglioramento delle condizioni di vita per tutte quelle persone
e famiglie che hanno pagato fin qui, ingiustamente, il prezzo della crisi. Non
basterà una patrimoniale ‘leggera’ per assicurare l’uno e l’altro obiettivo.
Bisognerà piuttosto agire in modo incisivo sull’evasione fiscale, tassare maggiormente
i patrimoni mobiliari e immobiliari, tagliare le spese militari, ridurre i costi
della politica.”
“La campagna I diritti alzano la voce”,
conclude il portavoce, “ritiene che una parte delle risorse così reperite possa
permettere una riforma del welfare attesa da tempo, permettendo il varo dei
Livelli essenziali delle prestazioni e del reddito minimo di inserimento e l’istituzione
di un fondo e di misure adeguate per la non autosufficienza e per ammortizzatori
sociali efficaci a beneficio di tutti coloro che perdono il lavoro. In questo
modo sosterremmo la domanda e aiuteremmo larghi strati della popolazione. Finalità
che non potrebbero essere raggiunte con la legge delega sulla riforma fiscale
e assistenziale voluta dal precedente Governo, che a nostro avviso va radicalmente
modificata.” (Inform)