INFORM - N. 213 - 16 novembre 2011
PITTURA
Franco
Angelosante in mostra al Vittoriano con “Spazio e Volume”
L’artista
aquilano espone 25 opere, una sintesi compiuta del suo poliforme percorso pittorico
L’AQUILA
- Un altro artista aquilano conquista un luogo d’elezione, qual è il complesso
del Vittoriano. Negli spazi espositivi che l’Altare della Patria custodisce
nel suo seno approda Franco Angelosante, con 25 opere che descrivono il suo
poliforme percorso artistico, una sintesi sufficientemente narrativa del suo
eclettismo, della spiccata propensione alla ricerca e alla sperimentazione pittorica.
Sarà dunque una tappa importante per l’artista, con un’impegnativa Personale
che dal 18 novembre prossimo resterà in esposizione fino al 14 dicembre. Promossa
dall’Associazione Culturale Methafora e allestita da Comunicare Organizzando, la mostra gode
del patrocinio della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici
d’Abruzzo e della Guardia di Finanza, Gruppo Tutela del Patrimonio Archeologico.
Il 18 novembre, alle ore 18, l’inaugurazione. L’evento è curato da Cristina
Bettini, con Francesco Giulio Farachi e Massimo Rossi Ruben dei cui contributi
critici s’avvale l’elegante e corposo catalogo pubblicato da Cangemi Editore.
Franco
Angelosante è nato nel 1957
a L’Aquila, dove vive e lavora. Ma veniamo alla sua mostra.
Nella grande Sala del Giubileo, situata nel lato destro dell’Altare della Patria
(ingresso da via San Pietro in Carcere), l’esposizione conta dipinti su tela
e tavola, polimaterici e istallazioni. L’assortimento delle opere, secondo la
scelta dell’artista e dei curatori della mostra, è certamente in grado di mostrare
al meglio l’universo artistico del Maestro abruzzese. “Spazio e Volume. Metafora contemporanea e technology art” il titolo
dell’esposizione. Spazio e Volume sono due elementi correlati della nostra esperienza,
essenza e misura dell’umana percezione dell’esistente. Nella produzione di Franco
Angelosante acquistano una fisicità modellabile che l’artista utilizza per creare
la scomposizione dei piani fisici e dei campi visivi sia interni sia esterni
alle realizzazioni. Il lavoro di Angelosante si fonda su una tecnica personalissima
che coniuga la pittura con l’impiego di materie diverse e con l’inclusione nelle
opere di congegni di illuminazione e movimento. Così le creazioni sono a metà
strada fra il quadro, la scultura, l’installazione. Di conseguenza la visione
si arricchisce di altre e più significative suggestioni: dalla vibrazione luminosa,
alla mutevolezza dinamica, allo sbalzo prospettico e plastico.
Franco
Angelosante definisce la propria maniera di creare Technology Art, in
quanto la tecnologia dei materiali, quella delle applicazioni e degli strumenti,
quella delle luci e dei flussi di energia entrano a far parte dell’opera d’arte
come componenti essenziali e costitutivi, non aggiunte o variazioni alle tecniche
tradizionali d’espressione artistica, ma termini di una vera e propria nuova
forma di linguaggio. E come nuovo linguaggio, la Technology Art
è il modo più avanzato e coerente di rendere compiutamente il senso del
contemporaneo, è cioè la forma espressiva meglio in grado di tradurre, e quindi
di far comprendere, i dubbi, le paure, i problemi, le contraddizioni, gli errori,
ma anche la capacità di bellezza, le ambizioni, i desideri alati, il genio e
l’ingegno dell’uomo di oggi. L’esposizione segue il filo d’un percorso che l’artista
ha delineato per collocare i suoi lavori all’interno di questo ambito e momento
così ben individuati e caratteristici. In tal senso, l’evento è stato pensato
come l’articolarsi d’una rappresentazione, realizzato quindi come un’opera ulteriore
e a sé stante. La presenza dei polimaterici, delle rappresentazioni di atmosfere
extra-terrestri e surreali, dei sistemi elettronici e cibernetici, delle visioni
spirituali e mistiche, disegna lo spazio, definisce i volumi, apre dimensioni
d’infinito. (Goffredo Palmerini-Inform)