STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Su “Tribuna Italiana”
di oggi l’editoriale del direttore Marco Basti
Il
governo del Presidente
BUENOS
AIRES - "Governo del Presidente". Così è stato definito da vari esponenti
politici e osservatori della politica italiana l'incarico dato dal Presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano, al prof. Mario Monti, di formare un nuovo
governo.
Governo
del Presidente, perché, infatti, é stato l'inquilino del Quirinale a muoversi
con rapidità e intelligenza di fronte all'emergenza economica e finanziaria
che vive l' Italia, messa sotto attacco dai mercati.
Da tempo
l'opposizione, buona parte della stampa nazionale ed estera e l'establishment
sostenevano che si rendeva necessaria l'uscita di scena del capo del governo
Silvio Berlusconi, per far cessare l'attacco al titoli italiani. Le debolezze
dell'economia italiana - elevato indebitamento e mancanza di crescita - si rendono
più evidenti, più negative agli occhi dei mercati, sostenevano i critici di
Berlusconi, a causa della mancanza di fiducia nel premier, nel suo governo e
nella sua coalizione. Una coalizione, va detto, che dava segni di sgretolamento,
come si é visto in Parlamento, martedì della settimana scorsa, quando si é reso
evidente che il governo non aveva più i numeri alla Camera.
Inoltre
sostenevano in tanti, che ci voleva una figura di grande prestigio e spessore
tecnico, di grande preparazione ed esperienza nell'economia internazionale,
per calmare il nervosismo dei mercati. Tale personalità è stata riscontrata,
identificata, già da qualche settimana, nel prof. Mario Monti, economista, rettore
e poi presidente dell'Università Bocconi e più tardi commissario europeo alla
concorrenza, nonché economista apprezzato dai principali partiti del centrodestra
e del centrosinistra.
Come dicevamo,
di fronte agli ininterrotti attacchi dei mercati, il Capo dello Stato ha giocato
d'anticipo e non appena Berlusconi gli ha annunciato che si sarebbe dimesso
dopo l'approvazione del pacchetto di misure chieste dall'Ue, ha nominato il
prof. Monti senatore a vita. Cosi facendo, esercitando una delle sue prerogative,
ha messo il neo senatore a vita al riparo da eventuali polemiche a futuro sulla
convenienza o meno di affidargli l'incarico di formare governo, una volta che
Berlusconi avesse formalmente lasciato Palazzo Chigi.
In altre
parole, con la nomina a senatore a vita di Monti, Napolitano ha reso evidente
la sua intenzione di affidargli la formazione del nuovo governo. Perché ha messo
la maggioranza di fronte alla prospettiva concreta di un governo diverso e quindi
ha messo fine alle ricadute negativa che le lacerazioni interne al centrodestra
avevano sul governo. Ed ha mostrato all'opposizione che si dimostrava incapace
di proporre una alternativa a Berlusconi, che una alternativa invece c'era.
Inoltre il Presidente della Repubblica, si é attivato presso i presidenti della
Camera e del Senato perché assicurassero l'approvazione delle misure richieste
dall'Ue nei tempi piú ristretti consentiti dalle procedure parlamentari.
Cioè,
nell'adempimento del suo molo di notaio della Repubblica, è stato capace di
mettere d'accordo i rissosi figli che continuavano a litigare al capezzale del
malato Italia, senza curarsi del peggioramento delle sue condizioni.
Va detto
che né l'annuncio delle dimissioni di Berlusconi, una volta approvato il pacchetto
per il rilancio dell'economia chiesto dall'Ue, né l’effettuazione di tali dimissioni,
sabato scorso, sono serviti a calmare i mercati.
In queste
ore però, l'Italia si sta affidando alle sue grandi capacità, a molti dei numeri
della sua economia che, al di fuori dei due dati citati all'inizio, sono migliori
a quelli di quasi tutti i soci dell'Ue, Francia e Germania comprese.
E si sta
affidando al suo Presidente della Repubblica, al quale i capi di Stato e di
governo delle principali potenze, a cominciare da Obama e da Merkel, hanno riconosciuto
la sua autorevolezza, il suo equilibrio, fu suo prestigio.
Come italiani
all'estero che abbiamo seguito con apprensione l'evolversi della situazione
italiana, non sempre presentata dai media internazionali in modo disinteressato,
ci siamo sentiti sollevati dall'azione svolta da Napolitano. L'augurio è che
"il governo del Presidente" sia sostenuto senza se e senza ma dalla
maggior parte della politica italiana e che riesca a ridare all'Italia la fiducia
che sembra aver smarrito. (Marco Basti-Tribuna Italiana/Inform)