INFORM - N. 213 - 16 novembre 2011


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su “Tribuna Italiana” di oggi l’editoriale del direttore Marco Basti

Il governo del Presidente

 

BUENOS AIRES - "Governo del Presidente". Così è stato definito da vari esponenti politici e osservatori della politica italiana l'incarico dato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al prof. Mario Monti, di formare un nuovo governo.

Governo del Presidente, perché, infatti, é stato l'inquilino del Quirinale a muoversi con rapidità e intelligenza di fronte all'emergenza economica e finanziaria che vive l' Italia, messa sotto attacco dai mercati.

Da tempo l'opposizione, buona parte della stampa nazionale ed estera e l'establishment sostenevano che si rendeva necessaria l'uscita di scena del capo del governo Silvio Berlusconi, per far cessare l'attacco al titoli italiani. Le debolezze dell'economia italiana - elevato indebitamento e mancanza di crescita - si rendono più evidenti, più negative agli occhi dei mercati, sostenevano i critici di Berlusconi, a causa della mancanza di fiducia nel premier, nel suo governo e nella sua coalizione. Una coalizione, va detto, che dava segni di sgretolamento, come si é visto in Parlamento, martedì della settimana scorsa, quando si é reso evidente che il governo non aveva più i numeri alla Camera.

Inoltre sostenevano in tanti, che ci voleva una figura di grande prestigio e spessore tecnico, di grande preparazione ed esperienza nell'economia internazionale, per calmare il nervosismo dei mercati. Tale personalità è stata riscontrata, identificata, già da qualche settimana, nel prof. Mario Monti, economista, rettore e poi presidente dell'Università Bocconi e più tardi commissario europeo alla concorrenza, nonché economista apprezzato dai principali partiti del centrodestra e del centrosinistra.

Come dicevamo, di fronte agli ininterrotti attacchi dei mercati, il Capo dello Stato ha giocato d'anticipo e non appena Berlusconi gli ha annunciato che si sarebbe dimesso dopo l'approvazione del pacchetto di misure chieste dall'Ue, ha nominato il prof. Monti senatore a vita. Cosi facendo, esercitando una delle sue prerogative, ha messo il neo senatore a vita al riparo da eventuali polemiche a futuro sulla convenienza o meno di affidargli l'incarico di formare governo, una volta che Berlusconi avesse formalmente lasciato Palazzo Chigi.

In altre parole, con la nomina a senatore a vita di Monti, Napolitano ha reso evidente la sua intenzione di affidargli la formazione del nuovo governo. Perché ha messo la maggioranza di fronte alla prospettiva concreta di un governo diverso e quindi ha messo fine alle ricadute negativa che le lacerazioni interne al centrodestra avevano sul governo. Ed ha mostrato all'opposizione che si dimostrava incapace di proporre una alternativa a Berlusconi, che una alternativa invece c'era. Inoltre il Presidente della Repubblica, si é attivato presso i presidenti della Camera e del Senato perché assicurassero l'approvazione delle misure richieste dall'Ue nei tempi piú ristretti consentiti dalle procedure parlamentari.

Cioè, nell'adempimento del suo molo di notaio della Repubblica, è stato capace di mettere d'accordo i rissosi figli che continuavano a litigare al capezzale del malato Italia, senza curarsi del peggioramento delle sue condizioni.

Va detto che né l'annuncio delle dimissioni di Berlusconi, una volta approvato il pacchetto per il rilancio dell'economia chiesto dall'Ue, né l’effettuazione di tali dimissioni, sabato scorso, sono serviti a calmare i mercati.

In queste ore però, l'Italia si sta affidando alle sue grandi capacità, a molti dei numeri della sua economia che, al di fuori dei due dati citati all'inizio, sono migliori a quelli di quasi tutti i soci dell'Ue, Francia e Germania comprese.

E si sta affidando al suo Presidente della Repubblica, al quale i capi di Stato e di governo delle principali potenze, a cominciare da Obama e da Merkel, hanno riconosciuto la sua autorevolezza, il suo equilibrio, fu suo prestigio.

Come italiani all'estero che abbiamo seguito con apprensione l'evolversi della situazione italiana, non sempre presentata dai media internazionali in modo disinteressato, ci siamo sentiti sollevati dall'azione svolta da Napolitano. L'augurio è che "il governo del Presidente" sia sostenuto senza se e senza ma dalla maggior parte della politica italiana e che riesca a ridare all'Italia la fiducia che sembra aver smarrito. (Marco Basti-Tribuna Italiana/Inform)

tribunaitaliana@yahoo.com.ar


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