CONFERENZE INTERNAZIONALI
A Roma “Protezione civile e interventi umanitari”
Elisabetta Belloni (ministero
Esteri): Innovare il sistema della protezione civile
ROMA - Promuovere
l’evoluzione e la messa a punto di meccanismi di miglioramento nella capacità
di intervento umanitario e di emergenza. Con lo spirito, ad un anno esatto
dall’insediamento del capo del Dipartimento della protezione Civile Franco
Gabrielli, “di compiere passi evolutivi’’ per un
sistema, quello italiano “che ha gia’ migliorato
sensibilmente la propria capacita’ di assistere
le popolazioni colpite da eventi di crisi, grazie ad una volontà condivisa,
da parte dello Stato, degli Organismi internazionali, del settore privato
e della societa’ civile”.Questo l’auspicio espresso dal Direttore
generale della Cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Esteri Elisabetta
Belloni,concludendo i lavori della seconda e ultima
giornata della conferenza internazionale su Protezione civile e interventi
umanitari” che si è svolta Roma il 13 e 14 novembre presso
Il sistema della protezione civile, ha affermato Belloni, grazie alla creazione a livello delle Nazioni Unite di un approccio interagenzie e di un meccanismo di finanziamento comune dell’emergenza, e a livello Ue del Meccanismo europeo di intervento di cui si celebra il decennale con questa due giorni, ha avviato un percorso di coordinamento progressivo che, tuttavia, non puo’ dirsi compiuto.
Tre le priorità indicate da Belloni. Innanzitutto una rilettura del concetto di efficacia, “che non dipende solo dalla capacità di essere tempestivi, nell’intervenire, ma innanzitutto in quella di pianificare sulla base dei bisogni’’. La chiave è quella di mettere a punto a priori meccanismi di conoscenza delle risorse a disposizione, nella sfera pubblica e privata, che rientrano in una rafforzata capacità di prevenzione in cui l’Italia, tuttavia, ha mostrato grandi miglioramenti.
In secondo luogo,
secondo il direttore Belloni, “c’è bisogno di una
catena di comando
Ultimo spazio di lavoro, secondo Belloni, quello della razionalizzazione delle risorse con l’attribuzione, all’interno di una programmazione civile d’intervento, dei ruoli adeguati a ciascuno strumento d’intervento, compreso quello militare, “ottenendo così un’ottimizzazione delle risorse che metta meglio a sistema tutti gli strumenti a disposizione, non soltanto a livello del singolo Stato, ma anche a livello superiore”. (Inform)