FARNESINA
Dalle rivolte arabe alla diplomazia economica
Tre anni e mezzo di politica estera a guida Frattini
ROMA - Dal Mediterraneo, con l'ampio dossier sulla primavera araba, ai rapporti con gli Stati Uniti, dalle politiche comuni europee alla 'diplomazia economica' con vecchi e nuovi partner commerciali, passando per la riforma del ministero degli Esteri e la difesa delle minoranze religiose: sono i temi più significativi al centro della politica estera dell’Italia nei tre e mezzo in cui il Ministero degli Affari Esteri e’ stato guidato da Franco Frattini.
"Frattini
è riuscito ad essere presente ovunque con un'energia e un'intensità di impegno
che ha sorpreso anche i suoi più stretti collaboratori". A dirlo è Maurizio
Massari, portavoce della Farnesina, che in una conversazione con l'ANSA ripercorre
alcune tappe dell'attività del ministro uscente. Il dossier delle rivolte
arabe è stato "sempre presente sulla sua scrivania: l'impegno di Frattini
ha consentito all'Italia di mantenere un ruolo di primo piano dalla Libia,
all'Egitto, alla Tunisia", sostiene Massari elencando una serie di "primati":
"Oltre a partecipare a pieno titolo all'operazione Unified
Protector, siamo stati i primi a riattivare a marzo
il Consolato Generale a Bengasi, il secondo paese europeo dopo
"L'Italia
- prosegue Massari - ha quindi promosso programmi consistenti di aiuti bilaterali
ai paesi della primavera araba, insieme ad iniziative multilaterali per lo
sviluppo economico della regione, tra cui, in quanto membro del G8, la 'Deauville Partnership', e l'estensione dell'Erasmus alle giovani generazioni di quei paesi. Sui grandi
dossier internazionali fondamentali sono state le relazioni con gli Stati
Uniti, anche grazie "al rapporto stretto con il Segretario di Stato Hillary
Clinton, per raccordare le posizioni sull'Iran,
In ambito europeo,
inoltre, continua ancora il capo del servizio stampa della Farnesina, Frattini
"é stato il principale sponsor della liberalizzazione dei visti e dell'allargamento
dell'Unione europea" ai Paesi dei Balcani occidentali, mentre "dopo
una lunga assenza, grazie a Frattini l'Italia è tornata politicamente in Africa"
dove ha compiuto due lunghi viaggi agli inizi del 2009 e del 2010. "Anche
se condizionati sul piano degli aiuti dal vincolo delle risorse decrescenti
per le attività di cooperazione - ammette Massari - ci siamo sforzati per
impegnare in un dialogo attivo e democratico i paesi africani finora esclusi
dai temi dell'agenda globale". "Abbiamo mantenuto un ruolo particolarmente
profilato sul Corno d'Africa, promuovendo riunioni internazionali (da ultimo
a New York d'iniziativa con Gran Bretagna e Uganda), sostenendo l'institution
building e coagulando gli sforzi internazionali nella lotta alla pirateria".
E su decisione di Frattini, continua Massari, "riapriremo tra poco la
nostra presenza diplomatica a Mogadiscio, mentre abbiamo sollecitato la creazione
della figura di un rappresentante Speciale dell'Ue per il Corno d'Africa".
Tra le altre aree dove il capo della Farnesina è stato "particolarmente
attivo", anche
Grandi temi trasversali hanno poi occupato l'attività diplomatica di Frattini: Massari ricorda in particolare la risoluzione adottata, "anche grazie al forte impulso italiano", nel dicembre 2010 dall'Assemblea generale dell'Onu, per la moratoria universale della pena di morte, e le iniziative promosse in favore della libertà religiosa e dei diritti delle donne, come l'abolizione delle mutilazioni genitali femminili. Frattini ha infine raggiunto "due importanti risultati concreti: la riforma del Ministero degli Esteri, realizzata insieme al Segretario generale Giampiero Massolo con la creazione di una Direzione generale Sistema Paese, e la riforma dell'Ice che crea le premesse per una maggiore efficienza dell'assistenza delle imprese all'estero sotto la regia delle ambasciate".