ITALIANI ALL’ESTERO
Dopo le dimissioni
del Governo Berlusconi e l’incarico a Mario Monti
Fabio
Porta (Pd): “Ricostruire l’Italia con politiche di risanamento e di sviluppo:
questo il mandato del Presidente del Consiglio incaricato”
ROMA -
Dopo lunghissimi mesi di agonia, è giunta alla fine la tormentata corsa del
governo di Silvio Berlusconi, rileva in una nota il deputato Fabio Porta del
Pd. Un’agonia lenta e troppo lunga, che da mesi paralizzava un Parlamento dove
non esisteva più una maggioranza in grado di sostenere il governo che aveva
conquistato nel 2008 un numero di parlamentari apparentemente in grado di garantire
lunga vita al suo governo. Un’opposizione unita e responsabile ed un Presidente
della Repubblica che ha esercitato in maniera impeccabile il suo ruolo di supremo
garante delle istituzioni, hanno permesso al Paese di chiudere questa brutta
pagina della sua recente storia nel pieno rispetto delle regole democratiche
e senza traumi.
Al professore
Mario Monti, da pochi giorni nominato senatore a vita e quindi incaricato di
formare un nuovo governo (che presumibilmente godrà del sostegno di un’ampia
maggioranza), il compito difficile ma non impossibile di riportare l’Italia
a percorrere un cammino virtuoso, in grado non soltanto di ridurre il debito
pubblico e mantenere i conti in ordine ma -
e sono le parole dello stesso senatore Monti – di riprendere il “cammino della crescita in un quadro di accresciuta
equità sociale”.
Il resto
verrà da sé; anche tra gli italiani nel mondo - osserva
il deputato eletto nella ripartizione dell’America Meridionale - esiste una
grande aspettativa rispetto alla costituzione di un nuovo governo. L’elenco
delle rivendicazioni sarebbe lungo ma vorrei soffermarmi su un paio di punti,
condizioni essenziali per voltare pagina e passare ad affrontare i problemi
reali: vogliamo innanzitutto essere considerati una risorsa e non un problema;
noi possiamo essere parte della soluzione della crisi che ha colpito il Paese
in maniera tanto violenta. In secondo luogo chiediamo al nuovo governo di restituire
orgoglio e dignità all’immagine dell’Italia nel mondo, un’immagine che mai come
negli ultimi anni si era appannata e ha subìto una caduta verticale e progressiva.
Per questi
motivi - conclude Porta - abbiamo il dovere non soltanto di guardare con attenzione
e speranza, ma anche di sostenere con fiducia e convinzione l’ambiziosa e delicata
scommessa del governo che sta per nascere. (Inform)