INFORM - N. 210 - 11 novembre 2011


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “La Gente d’Italia” di oggi

Una settimana “tormentata”

 

NEW YORK - Abbiamo vissuto tre giorni di difficoltà e di crescente corsa alla speculazione nei confronti dei titoli di stato italiani. Tutta la stampa USA ha commentato con toni da tregenda. Le questioni ‘debito italiano’ e ‘tenuta dell’Euro’ continuano a godere degli onori delle prime pagine con questi titoli: New York Times “Le paure dell’Euro si allargano all’Italia”; Washington Post “L’impennata dei tassi colloca l’Italia in zona-pericolo”; Wall Street Journal “Le paure italiane scuotono la fiducia degli investitori mondiali”.

Ma i rapidi e inequivocabili interventi decisi dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella giornata di mercoledì hanno avuto effetto anche sullo stile e i contenuti dei giornalisti, che hanno scritto o parlato dopo le notizie sia dell’ultimatum per i tempi di approvazione della legge sulla stabilità sia della nomina di Mario Monti a senatore a vita. Il WSJ gli dedica un articolo, intitolato: “L’Italia si dirige verso una coalizione guidata da Monti” ed elabora: “Le forze politiche italiane stanno coalizzandosi sulla possibilità di un governo di emergenza, guidato da Mario Monti, mentre il Paese cerca di muoversi rapidamente per riportare stabilità politica alla terza economia della zona Euro e fermare la rapida e allarmante crescita dei costi del prestito pubblico”.

Poi, ovviamente, segue l’analisi del minuetto dei sì, dei no e dei distinguo: “Alcune fazioni chiave rimangono contrarie alla possibile candidatura di Mr. Monti, già top Commissario europeo antitrust, in particolare l’influente Lega Nord e alcuni membri della coalizione di centrodestra del Primo Ministro Silvio Berlusconi”. Vorrei non doverlo dire, ma sembra davvero al di là del senso comune, prima ancora della ragione di stato, che chi ha portato l’Italia in questo abisso pretenda anche di dettare le condizioni per la costituzione di un nuovo governo che salvi il Paese o, peggio ancora, tenti di imporre le elezioni anticipate, che spingerebbero i mercati ad un’ulteriore spirale negativa, perché non ci sarebbe alcuna stabilità per un minimo di tre mesi e le questioni di ordinaria amministrazione non potrebbero che essere sbrigate dal governo attuale, di fatto sfiduciato dagli ambienti internazionali.

La CNBC, commentando la chiusura di giovedì dei mercati europei, sottolinea che il tasso di interesse del debito italiano a dieci anni ha dato un segnale di discesa, fermandosi al 6.89%, al di sotto del massimo del 7.4% registrato mercoledì. Lo speaker esalta i tempi di reazione dell’Italia, che definisce: “monumentalmente rapidi”, nell’approvazione della legge di stabilità entro il fine settimana, con la conseguente immediata uscita di scena di Berlusconi che, dice: “non instilla alcuna sicurezza nei mercati”, poi inneggia alla scelta di due economisti alla guida dei prossimi governi di Grecia (Papademos, ex vice presidente della Banca Centrale Europea) e Italia con Mario Monti che, informa: “è stato appena nominato senatore a vita”. Quel che serve, lo ripetono tutti, tra le righe o platealmente, è sostituire una figura decaduta nella percezione dell’opinione pubblica mondiale con un personaggio di specchiata autorevolezza e correttezza, per non dire onestà e dirittura morale.

Il Washington Post pubblica:“Giovedì, i mercati europei hanno ripreso parte del terreno perduto quando i tassi dei titoli italiani si sono abbassati in seguito alla previsione che un governo di tecnici, guidato dall’economista Mario Monti, rimpiazzi il premier Silvio Berlusconi”. E titola un successivo articolo: “I mercati risalgono dopo che l’Italia si impegna ad adottare riforme rapide e vede buoni risultati nella vendita dei suoi titoli”. Il WSJ concorda: “Il mercato delle azioni si è consolidato in Europa... dopo che l’Italia (in ordine di tempo l’ultima tessera di domino a cominciare a traballare nella zona Euro) ha avuto successo nell’offerta di titoli di stato, sia pure ad un tasso molto più alto di quello fissato nella sua ultima uscita”. Infatti, giovedì l’Italia ha incassato ?5 miliardi nella vendita di titoli a dodici mesi. Il tesoro italiano ha venduto l’intera offerta di titoli, pagando però una media di poco meno del 6.09% di interessi, molto al di sopra del tasso del 3.57% per un’offerta simile nell’ottobre scorso, e la cifra più alta pagata per lo stesso tipo di titoli dal settembre del 1997, quando c’era ancora la lira. Da Londra, l’Associated Press aggiorna: “la speranza di tutti i mercati, è che Monti, già Commissario europeo per la concorrenza, diventerà il nuovo premier del Paese, ora che Berlusconi si è impegnato a dimettersi presto”.

Mercoledì sera anche la PBS, Public Broadcasting Service – la televisione pubblica indipendente, finanziata esclusivamente da donazioni private e contributi delle Agenzie federali che sostengono le arti e le materie classiche e sociali – ha dedicato il servizio di apertura del suo telegiornale ad un’analisi della situazione italiana, invitando fra i commentatori Mario Platero de Il Sole 24ore. Le conclusioni sono state le stesse: rapida approvazione delle misure di stabilità, immediata uscita di scena di Berlusconi, governo di unità nazionale affidato possibilmente a Monti. Anche l’intera zona Euro si è portata a casa una vittoria che dovrebbe rassicurare i mercati, vale a dire l’attribuzione di un “AAA”, il massimo rating di Moody’s Investor Services, al nuovo titolo decennale del Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria. Al Washington Post, Adam Cole, analista a RBC Capital Markets, dichiara: “È un fatto positive che il Parlamento sembri pronto ad approvare il pacchetto austerità prima del previsto.

Un’approvazione entro il fine settimana, dovrebbe vedere la partenza di Berlusconi entro lunedì”. Il WP sottolinea: “Le tensioni dei mercati sono in parte rientrate alla notizia che l’Italia ha venduto con facilità ?5 miliardi di titoli a dodici mesi a tassi inferiori a quanto ci si aspettava e che le richieste di acquisto siano state quasi il doppio dell’ammontare dei titoli in vendita. Gli investitori hanno chiesto un interesse del 6.087. La vendita ha iniettato nuova fiducia nel mercato dei titoli di stato italiani, facendo abbassare le rendite dei titoli a dieci anni al di sotto del pericoloso livello del 7% sui mercati secondari”.

Il coro è armonico. Ma i mercati sono estremamente sensibili ai minimi segnali positivi o negativi che siano. Basta che ci sia il profumo o il miasma della solita bagarre dei partiti o dentro ai partiti per farci perdere tutto quanto abbiamo riguadagnato in queste ultime ore, grazie prima di tutto a Napolitano. Le voci dissidenti, i rottamatori, i grilli, le cicale, gli ex magistrati, le ex veline assurte ad impensabili scranni, i padaniani e gli irriducibili nostalgici di passati colorati di qualunque sfumatura, da quella del cielo a quelle del fuoco e della notte, per favore, capiscano che devono difendere il futuro dell’Italia, anche se ciò significa rinunciare a qualcosa, a molte cose, a troppe cose. E se non hanno il senso di servizio che dovrebbe essere insito di chi cerca e ottiene cariche pubbliche, si rendano conto che se affossano l’Italia, distruggono anche e prima di tutto se stessi. Anche Saulo di Tarso fu folgorato sulla via di Damasco e diventò San Paolo. Qui non si tratta di diventare santi, ma di mettere l’interesse dell’Italia davanti a quello personale. Non mi sembra che sia chiedere troppo. (Silvana Mangione*-La Gente d’Italia /Inform)

* Vice segretario generale del CGIE per i Paesi anglofoni extraeuropei


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