CORSI DI LINGUA E CULTURA ITALIANA
La posizione del direttore della Fondazione ECAP
Mobilitazione unitaria e nessuna guerra tra poveri, tra
docenti MAE e Enti Gestori
ZURIGO - Nelle scorse settimane scorse
il Sottosegretario Mantica nella sua relazione al Consiglio generale degli Italiani
all’Estero ha lanciato la proposta di tagliare drasticamente il contingente
dei Docenti MAE impiegati nei corsi di Lingua e Cultura Italiana e di compensare
il taglio aumentando le risorse destinate agli Enti Gestori per l’assunzione
di personale in loco. Questa proposta è stata poi ripresa da alcuni parlamentari
PD ed in particolare si è tradotta in un emendamento alla Legge di Stabilità
presentato al Senato.
Sostenere questa proposta è un errore
di merito e di metodo, afferma il direttore della Fondazione ECAP Guglielmo
Bozzolini, in una nota indirizzata ai Comitati dei
Genitori, agli insegnanti dei corsi di lingua e cultura italiana, agli Enti
Gestori degli stesso corsi, ai parlamentari eletti all’estero ed alle organizzazioni
sindacali.
Al di là delle posizioni ideologiche
rispetto alla gestione “pubblica” o di “privato sociale” dei corsi di lingua
e cultura Italiana, sulla quale si possono avere pareri e opinioni diverse che
andrebbero confrontate in un ampio dibattito, è infatti evidente - prosegue
la nota - che non ci siano alternative nei tempi rapidi all’attuale sistema
misto e che un riordino del settore non possa che passare attraverso una nuova
articolata legge specifica, che affronti e risolva i problemi emersi in questi
anni, e non con emendamenti alla Legge di Stabilità.
La proposta di tagliare il contingente
dei docenti MAE e compensare il taglio con l’aumento dei fondi per gli enti
gestori, fa pensare che il problema del settore sia in qualche forma di spreco
o nei privilegi dei docenti e che basti la ridistribuzione delle risorse attuali
per risolverlo.
Il problema della scuola italiana all’estero
è invece nella riduzione continua delle risorse praticata dal governo negli
ultimi anni e che si preannuncia ancora maggiore per il 2012.
La proposta di destinare 12 milioni
di euro agli Enti Gestori per compensare il taglio di 350 docenti di ruolo,
non tiene inoltre conto che tale somma costituirebbe semplicemente una restituzione
parziale dei tagli fatti negli anni scorsi ai fondi per gli Enti e delle perdite
per la variazione del rapporto di cambio. Complessivamente quindi gli effetti
della proposta sarebbero comunque di drastica riduzione delle risorse complessive
(fondi Enti + docenti di ruolo) destinate alla scuola italiana all’estero rispetto
a quanto necessario per garantire il servizio, ovvero il diritto allo studio
di milioni di giovani italiani, e giuste condizioni di impiego per chi vi lavora!
Appare inoltre evidente che 12 milioni
di Euro siano del tutto insufficienti per compensare il lavoro di 350 docenti,
pari a circa 280'000 ore di lezione all’anno, e che le strutture attuali di
molti enti gestori, indebolite ulteriormente da anni e anni di tagli dei contributi,
sarebbero comunque in difficoltà ad affrontare questo ruolo.
La proposta è poi un errore sul piano
politico: sia perché sposta l’attenzione dalla necessità di opporsi con tutti
i mezzi ai continui tagli delle risorse, sia perché divide e contrappone gli
operatori del settore, mettendoli gli uni contro gli altri, anziché costruire
unità e consenso attorno a proposte efficaci per il rilancio della scuola italiana
all’estero.
E’ quindi evidente - afferma Bozzolini - che si debba dire no alle divisioni e si all’unità
tra genitori, docenti assunti in loco, docenti MAE, organizzazioni sindacali
e enti gestori. Unità nell’opporsi ai tagli e nel rivendicare con tutti gli
strumenti necessari le necessarie risorse per il settore.
A partire dal prossimo 19 novembre
bisogna quindi costruire la mobilitazione unitaria e non scatenarci in una guerra
tra poveri. Bisogna mobilitarsi - conclude il direttore della Fondazione
ECAP - per garantire il futuro dei corsi di lingua e cultura italiana e della
scuola italiana all’estero per tutelare i diritti e i posti di lavoro
dei docenti assunti in loco, non dividerci! (Inform)