CONVEGNI
“I primi 50 anni del Regno d’Italia (1961-1911)”, organizzato dalla Fondazione
Alcide De Gasperi
Frattini: L’Europa deve tornare ad essere protagonista
“Salvare l’Italia richiede credibilità e responsabilità.
Prudenza nell’invocare le urne”
ROMA – L’Europa “deve tornare a essere il vero protagonista”
e “convincere così le piazze finanziarie internazionali che i popoli europei
sono ancora fortemente animati dalla volontà politica superiore di difendere
i nobili ideali di solidarietà, libertà e unità ai quali si ispirarono i Padri
Fondatori”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini che oggi
è intervenuto al convegno “I primi 50 anni del Regno d’Italia (1961-1911)”
della Fondazione Alcide De Gasperi di cui è stato nominato presidente. “Per
ridare slancio al progetto europeo non è al momento opportuno riaprire il
vaso di Pandora della modifica dei Trattati. Ma possiamo puntare a utilizzare
appieno gli strumenti esistenti”, ha aggiunto Frattini. Secondo il quale “per
ridare calore e slancio ideale al progetto, ed evitare che l’Europa degli
spread e dei pil finisca per apparire alle giovani
generazioni come il Sacro Romano Impero in declino, è necessario coinvolgere
di più i cittadini. Occorre – ha affermato - superare il deficit democratico
attraverso la riscoperta della dialettica, della passione per il dibattito
e il libero confronto, esprimendo l’esigenza che all'Europa monetaria si affianchi
l'Europa politica. E magari eleggere, alla prossima scadenza, il presidente
del Consiglio Europeo con suffragio universale”.
Riguardo all’Italia, per il titolare della Farnesina
l’azione dell’Europa è “un’opportunità di stimolo ed incoraggiamento perché
si facciano finalmente quelle riforme che reticenze e veti incrociati ci hanno
impedito di fare. A iniziare dalla riduzione del debito pubblico e da una
riforma strutturale delle pensioni. Noi italiani, con il terzo debito pubblico
al mondo, siamo da tempo coscienti – ha sottolineato - della necessità di
un riequilibrio generazionale, essendo insostenibile,oltre che immorale, una
situazione che addossa agli incolpevoli figli la responsabilità dei padri.
E in cui per giunta – ha proseguito Frattini - la generazione dei figli si
trova a vivere,per la prima volta da tempo, in una condizione peggiore rispetto
a quella dei padri. Noi italiani siamo consapevoli della necessità urgente
di riforme in senso liberale per dare più competitività all’economia e assicurare
concrete prospettive di futuro ai giovani delusi. L’economia sociale di mercato,
pilastro del popolarismo europeo, è anche in questo la nostra guida e marca
i nostri valori” . E “se il nostro Paese – ha poi osservato - deve in questi
giorni fare i compiti a casa, con una rigorosa manovra europea per risanamento
e crescita, sarei prudente nell’invocare un ricorso immediato alle urne, precipitando
il Paese in tre mesi di campagna elettorale con gli spread che volano e il
nostro indebitamento che sale. Salvare l’Italia – ha rimarcato Frattini -
richiede credibilità e responsabilità anche se la tattica o il calcolo elettorale
suggerirebbero scelte diverse”.
Frattini al termine del suo intervento ha anche tenuto
a sottolineare che “la nostra bandiera, la nostra storia, la nostra identità,
la nostra comune civiltà europea hanno un grande passato”. E, ha aggiunto,
“avranno anche un grande futuro se, continuando a ispirarci ai nobili ideali,
al coraggio e alla visione di De Gasperi, riusciremo a iniettare più forti
‘anticorpi europei’ nel corpo delle Istituzioni debilitato dalla crisi economica
globale, dagli immorali attacchi speculativi, da irrazionali fobie e dalla
disaffezione popolare”. (