INFORM - N. 209 - 10 novembre 2011


CONVEGNI

“I primi 50 anni del Regno d’Italia (1961-1911)”, organizzato dalla Fondazione Alcide De Gasperi

Frattini: L’Europa deve tornare ad essere protagonista

“Salvare l’Italia richiede credibilità e responsabilità. Prudenza nell’invocare le urne”

 

ROMA – L’Europa “deve tornare a essere il vero protagonista” e “convincere così le piazze finanziarie internazionali che i popoli europei sono ancora fortemente animati dalla volontà politica superiore di difendere i nobili ideali di solidarietà, libertà e unità ai quali si ispirarono i Padri Fondatori”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini che oggi è intervenuto al convegno “I primi 50 anni del Regno d’Italia (1961-1911)” della Fondazione Alcide De Gasperi di cui è stato nominato presidente. “Per ridare slancio al progetto europeo non è al momento opportuno riaprire il vaso di Pandora della modifica dei Trattati. Ma possiamo puntare a utilizzare appieno gli strumenti esistenti”, ha aggiunto Frattini. Secondo il quale “per ridare calore e slancio ideale al progetto, ed evitare che l’Europa degli spread e dei pil finisca per apparire alle giovani generazioni come il Sacro Romano Impero in declino, è necessario coinvolgere di più i cittadini. Occorre – ha affermato - superare il deficit democratico attraverso la riscoperta della dialettica, della passione per il dibattito e il libero confronto, esprimendo l’esigenza che all'Europa monetaria si affianchi l'Europa politica. E magari eleggere, alla prossima scadenza, il presidente del Consiglio Europeo con suffragio universale”.

Riguardo all’Italia, per il titolare della Farnesina l’azione dell’Europa è “un’opportunità di stimolo ed incoraggiamento perché si facciano finalmente quelle riforme che reticenze e veti incrociati ci hanno impedito di fare. A iniziare dalla riduzione del debito pubblico e da una riforma strutturale delle pensioni. Noi italiani, con il terzo debito pubblico al mondo, siamo da tempo coscienti – ha sottolineato - della necessità di un riequilibrio generazionale, essendo insostenibile,oltre che immorale, una situazione che addossa agli incolpevoli figli la responsabilità dei padri. E in cui per giunta – ha proseguito Frattini - la generazione dei figli si trova a vivere,per la prima volta da tempo, in una condizione peggiore rispetto a quella dei padri. Noi italiani siamo consapevoli della necessità urgente di riforme in senso liberale per dare più competitività all’economia e assicurare concrete prospettive di futuro ai giovani delusi. L’economia sociale di mercato, pilastro del popolarismo europeo, è anche in questo la nostra guida e marca i nostri valori” . E “se il nostro Paese – ha poi osservato - deve in questi giorni fare i compiti a casa, con una rigorosa manovra europea per risanamento e crescita, sarei prudente nell’invocare un ricorso immediato alle urne, precipitando il Paese in tre mesi di campagna elettorale con gli spread che volano e il nostro indebitamento che sale. Salvare l’Italia – ha rimarcato Frattini - richiede credibilità e responsabilità anche se la tattica o il calcolo elettorale suggerirebbero scelte diverse”.

Frattini al termine del suo intervento ha anche tenuto a sottolineare che “la nostra bandiera, la nostra storia, la nostra identità, la nostra comune civiltà europea hanno un grande passato”. E, ha aggiunto, “avranno anche un grande futuro se, continuando a ispirarci ai nobili ideali, al coraggio e alla visione di De Gasperi, riusciremo a iniettare più forti ‘anticorpi europei’ nel corpo delle Istituzioni debilitato dalla crisi economica globale, dagli immorali attacchi speculativi, da irrazionali fobie e dalla disaffezione popolare”. (Inform)

 


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