UNIONE EUROPEA
Frattini, serve più Europa contro la speculazione
ROMA - “Mai come in questo momento”,
in cui la “speculazione internazionale” ha scommesso “contro la solvibilità
politica dell’intera Unione Europea”, “si avverte l’esigenza tassativa di più
Europa, come l’ha definita il presidente Napolitano, ossia di compiere quel
salto di qualità che richiede il processo di integrazione europea”. Lo ha sottolineato
il ministro degli Esteri Franco Frattini aprendo il convegno “I primi 50 anni
del Regno d’Italia” alla Fondazione Alcide De Gasperi, di cui è stato nominato
presidente.
“Oggi – ha affermato Frattini – paghiamo
il costo della ‘non Europa’: siamo costretti a rigorose politiche di austerità
perché siamo politicamente fragili, perché una vera e propria governance europea non c’è ancora”. Per il ministro “se la
crisi greca fosse stata affrontata all’inizio con decisione e forte spirito
unitario, non ci sarebbe stato il contagio” e se “si continuasse a invocare
l’uso della sovranità nazionale contro l'Europa, nessuno stanziamento di fondi
europei, per quanto ingente, potrebbe mai riuscire a dissuadere gli speculatori
dal continuare con i loro cinici attacchi”.
Quindi, “per difendere la credibilità
dei singoli Stati membri nelle piazze finanziarie, occorre restituire credibilità
all’intero progetto europeo, a partire dal rilancio della costruzione di una
vera e propria governance economica”. Secondo Frattini
“dobbiamo andare oltre Maastricht, e superare la pretesa illusoria che il rispetto
di regole e procedure possa rimpiazzare le scelte strategiche della politica,
che l’adempimento meccanico di criteri tecnici e l’automatismo di sanzioni in
caso di inadempimento siano in grado di scongiurare ogni crisi, presente e futura.
Dobbiamo passare dal governo delle regole al governo delle scelte”.
Il ministro ha ammesso che “viviamo
un momento di diffusa disaffezione nei confronti dell’Unione Europea. I cittadini
si indignano per il fatto di subire scelte che vedono imposte dall’alto, decise
da astrusi comitati di tecnici sapienti, privi di mandato popolare. L’opinione
pubblica protesta contro decisioni che percepisce come violazioni di sovranità
nazionale o addirittura commissariamenti esterni, lamentando il deficit democratico
e l’esclusione dalle dinamiche decisionali”.
Eppure, ha rilevato Frattini, “oggi
per l’Italia l’azione dell’Europa è un’opportunità di stimolo ed incoraggiamento
perché si facciano finalmente quelle riforme che reticenze e veti incrociati
ci hanno impedito di fare. Ad iniziare dalla riduzione del debito pubblico e
da una riforma strutturale delle pensioni” e più in generale “riforme in senso
liberale per dare più competitività all’economia e assicurare concrete prospettive
di futuro ai giovani delusi”.
Per Frattini “occorre ripartire dal
coraggio e dalla lungimiranza dei Padri fondatori” come De Gasperi, secondo
cui “la costruzione degli strumenti e dei mezzi tecnici, le soluzioni amministrative
sono senza dubbio necessarie ma ci vuole anche una volontà politica superiore”.
E “per ridare calore e slancio ideale al progetto, ed evitare che l’Europa degli
spread e dei pil finisca per apparire alle giovani
generazioni come il Sacro Romano Impero in declino - ha aggiunto il Ministro
- è necessario coinvolgere di più i cittadini”.
Frattini ha concluso il suo intervento
ricordando che “la nostra bandiera, la nostra storia, la nostra identità, la
nostra comune civiltà europea hanno un grande passato. E avranno anche un grande
futuro se, continuando a ispirarci ai nobili ideali, al coraggio e alla visione
di De Gasperi, riusciremo a iniettare più forti “anticorpi europei” nel corpo
delle Istituzioni debilitato dalla crisi economica globale, dagli immorali attacchi
speculativi, da irrazionali fobie e dalla disaffezione popolare”. (Inform)