CAMERA DEI
DEPUTATI
Riunito il Comitato permanente sugli Italiani all’estero
Mettere in sicurezza l’esercizio del voto degli italiani
nel mondo in vista di possibili elezioni anticipate
Si è parlato dei punti critici da sanare. Gli interventi
del presidente Zacchera e dei deputati del Pd Fedi, Narducci, Farina e Garavini
ROMA – Si è riunito ieri alla Camera
dei Deputati il Comitato permanente sugli Italiani all’Estero. In apertura di
seduta il presidente del Comitato Marco Zacchera ha ricordato il recente svolgimento
delle audizioni, a suo tempo richieste, di dirigenti dell’Inps e di Rai Internazionale.
Zacchera ha inoltre evidenziato come nelle ultime settimane, l’attività del
Comitato si sia intrecciata con quella della Commissione Esteri e dell’Assemblea,
riferendosi, nel primo caso, all’esame in sede referente delle proposte di legge
di riforma degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero nel
corso del quale hanno avuto luogo le audizioni di rappresentanti del Cgie
, della Consulta Nazionale Emigrazione (CNE), e del direttore generale del Mae
per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie Carla Zuppetti.
Per quanto riguarda invece l’assemblea Zacchera ha ricordato la discussione
in aula delle mozioni relative al voto degli italiani all’estero. Un dibattito
che, per il presidente del Comitato, ha sostanzialmente confermato l’importanza
della rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero, ferma restando
l’esigenza di una modifica delle procedure elettorali. Anche in considerazione
dell’ipotesi di svolgimento di elezioni anticipate Zacchera ha poi sottolineato
la necessità, da parte del Comitato, di individuare quei punti critici nello
svolgimento delle procedure di voto per gli italiani all’estero che possono
essere superati con semplici provvedimenti amministrativi a legislazione invariata.
Zacchera ha anche giudicato utile la presa di posizione del Comitato su temi
quali le modalità di invio delle schede con procedure postali in qualche modo
certificate e il maggiore controllo sui sistemi di stampa e di raccolta delle
schede, come strumento utile a garantire la regolarità del voto all’estero.
Dal canto suo il deputato del Pd Marco
Fedi, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania,
Antartide, ha evidenziato l’esigenza di affrontare il problema del voto all’estero
in modo complessivo, anche traendo le conclusioni politiche rispetto alle mozioni
approvate dalla Camera dei deputati lo scorso 3 novembre. Fedi ha inoltre paventato
il rischio che la stesura di un elenco delle questioni critiche, senza una visione
generale, possa rappresentare un alibi per interventi parziali, senza permettere
una reale soluzione dei problemi individuati. Franco Narducci
(Pd), eletto nella ripartizione Europa, ha segnalato come gli aspetti critici
nell’espressione del voto all’estero siano già emersi in altre occasioni dall’attività
parlamentare e dalle inchieste della magistratura. A suo avviso la possibilità
di affrontarli dipende in primo luogo dalla volontà delle amministrazioni competenti,
in particolare i ministeri degli Esteri e dell’Interno. In ogni caso, secondo
Narducci, l’elencazione da parte del Comitato di questi
punti critici appare sicuramente opportuna. Dal deputato viene inoltre precisato
come in questo ambito potrebbe rilevarsi utile la centralizzazione della
stampa delle schede al livello dei singoli Paesi.
Anche la deputata del Pd Laura Garavini ha espresso apprezzamento per l’idea che il Comitato
faccia propria l’urgenza della messa in sicurezza delle procedure del voto all’estero,
in linea con le mozioni recentemente approvate dalla Camera. La Garavini
ha anche sottolineato la necessita di individuare con precisione gli aspetti
del voto su cui intervenire, anche in considerazione del fatto che dalla
maggioranza si è più volte prospettata l’abolizione del suffragio all’estero
o una forte riduzione della rappresentanza degli italiani nel mondo. La deputata
del Pd ha infine ricordato come molte proposte di legge presentate sulla materia
contemplino procedure di registrazione preventiva per l’esercizio del voto per
corrispondenza. Una soluzione che avrebbe l’effetto indiretto di diminuire il
numero delle schede elettorali da inviare per posta, ma permetterebbe di utilizzare
procedure più sicure anche se più costose.
Dopo l’intervento del deputato Gianni
Farina (Pd) che si è detto d’accordo sull’utilità dell’introduzione della stampa
centralizzata delle schede elettorali nei singoli Paesi e ha ipotizzato altri
miglioramenti da apportare alla legge sul voto all’estero per via amministrativa,
il presidente Zacchera ha reso noto che predisporrà, sulla base delle indicazioni
fornite nel corso della seduta, una bozza di relazione sulla materia in esame
da presentare alla Commissione Esteri. Un documento che sarà sottoposto all’attenzione
dei membri del Comitato in una prossima seduta. (Inform)