INFORM - N. 209 - 10 novembre 2011


CAMERA DEI DEPUTATI

Riunito il Comitato permanente sugli Italiani all’estero

Mettere in sicurezza l’esercizio del voto degli italiani nel mondo in vista di possibili elezioni anticipate

Si è parlato dei punti critici da sanare. Gli interventi del presidente Zacchera e dei deputati del Pd Fedi, Narducci, Farina e Garavini

 

ROMA – Si è riunito ieri alla Camera dei Deputati il Comitato permanente sugli Italiani all’Estero. In apertura di seduta il presidente del Comitato Marco Zacchera ha ricordato il recente svolgimento delle audizioni, a suo tempo richieste, di dirigenti dell’Inps e di Rai Internazionale. Zacchera ha inoltre evidenziato come nelle ultime settimane, l’attività del Comitato si sia intrecciata con quella della Commissione Esteri e dell’Assemblea, riferendosi, nel primo caso, all’esame in sede referente delle proposte di legge  di riforma degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero nel corso del quale hanno avuto luogo le audizioni di rappresentanti del Cgie , della Consulta Nazionale Emigrazione (CNE), e del direttore generale del Mae per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie Carla Zuppetti. Per quanto riguarda invece l’assemblea Zacchera  ha ricordato la discussione in aula delle mozioni relative al voto degli italiani all’estero. Un dibattito che, per il presidente del Comitato, ha sostanzialmente confermato l’importanza della rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero, ferma restando l’esigenza di una modifica delle procedure elettorali. Anche in considerazione dell’ipotesi di svolgimento di elezioni anticipate Zacchera ha poi sottolineato la necessità, da parte del Comitato, di individuare quei punti critici nello svolgimento delle procedure di voto per gli italiani all’estero che possono essere superati con semplici provvedimenti amministrativi a legislazione invariata. Zacchera ha anche giudicato utile la presa di posizione del Comitato su temi quali le modalità di invio delle schede con procedure postali in qualche modo certificate e il maggiore controllo sui sistemi di stampa e di raccolta delle schede, come strumento utile a garantire la regolarità del voto all’estero.

Dal canto suo il deputato del Pd Marco Fedi, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania, Antartide, ha evidenziato l’esigenza di affrontare il problema del voto all’estero in modo complessivo, anche traendo le conclusioni politiche rispetto alle mozioni approvate dalla Camera dei deputati lo scorso 3 novembre. Fedi ha inoltre paventato il rischio che la stesura di un elenco delle questioni critiche, senza una visione generale, possa rappresentare un alibi per interventi parziali, senza permettere una reale soluzione dei problemi individuati. Franco Narducci (Pd), eletto nella ripartizione Europa, ha segnalato come gli aspetti critici nell’espressione del voto all’estero siano già emersi in altre occasioni dall’attività parlamentare e dalle inchieste della magistratura. A suo avviso la possibilità di affrontarli dipende in primo luogo dalla volontà delle amministrazioni competenti, in particolare i ministeri degli Esteri e dell’Interno. In ogni caso, secondo Narducci, l’elencazione da parte del Comitato di questi punti critici appare sicuramente opportuna. Dal deputato viene inoltre precisato come in questo ambito potrebbe rilevarsi utile la  centralizzazione della stampa delle schede al livello dei singoli Paesi.

Anche la deputata del Pd Laura Garavini ha espresso apprezzamento per l’idea che il Comitato faccia propria l’urgenza della messa in sicurezza delle procedure del voto all’estero, in linea con le mozioni recentemente approvate dalla Camera. La Garavini ha anche sottolineato la necessita di individuare con precisione gli aspetti del voto su cui intervenire,  anche in considerazione del fatto che dalla maggioranza si è più volte prospettata l’abolizione del suffragio all’estero o una forte riduzione della rappresentanza degli italiani nel mondo. La deputata del Pd ha infine ricordato come molte proposte di legge presentate sulla materia contemplino procedure di registrazione preventiva per l’esercizio del voto per corrispondenza. Una soluzione che avrebbe l’effetto indiretto di diminuire il numero delle schede elettorali da inviare per posta, ma permetterebbe di utilizzare procedure più sicure anche se più costose.

Dopo l’intervento del deputato Gianni Farina (Pd) che si è detto d’accordo sull’utilità dell’introduzione della stampa centralizzata delle schede elettorali nei singoli Paesi e ha ipotizzato altri miglioramenti da apportare alla legge sul voto all’estero per via amministrativa, il presidente Zacchera ha reso noto che predisporrà, sulla base delle indicazioni fornite nel corso della seduta, una bozza di relazione sulla materia in esame da presentare alla Commissione Esteri. Un documento che sarà sottoposto all’attenzione dei membri del Comitato in una prossima seduta. (Inform)

 


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