POESIA
Da una intervista all’autrice di “Senza sponde”
Tiziana Grassi: "La poesia abita la vita, ne fa
parte"
ROMA - Tiziana Grassi, nata a Taranto,
vive e lavora a Roma. giornalista, ricercatrice e studiosa di migrazioni, autrice
di programmi televisivi per italiani all'estero e Rai International e consulente
di programmi culturali per Rai1. Nel 2010 è stata insignita del Premio Internazionale
"Globo Tricolore-Italian Women in the World all'eccellenza
italiana nel mondo". Ha pubblicato numerosi volumi di saggistica e il dvd
"Segni e sogni dell'emigrazione-L'Italia dall'emigrazione all'immigrazione",
Roma, Eurilink, 2009, con il patrocinio del ministero Affari Esteri,
curato con Catia Monacelli e Giovanna Chiarilli.
Qui di seguito l’anticipazione di una
intervista rilasciata a Giovanni Zambito.
Scrivere poesia permette di percepire
volti, persone, incontri, situazioni come straordinarie dimensioni amplificanti,
che regalano nuovi "sguardi": esordisce così Tiziana Grassi, poetessa
e giornalista, in un'intervista pubblicata da www.fattitaliani.it. Parla della
raccolta "Senza sponde" pubblicata da Nemapress edizioni, fresca del riconoscimento ottenuto lo
scorso 23 ottobre con il Primo Premio internazionale di letteratura "Terre
di Liguria". Su argomenti che apparentemente possono sembrare poco adatti
a essere oggetto di poesia, dice: "Sono convinta che tutto quello che è
attorno a noi, dentro di noi, soltanto a saperlo "guardare", può essere
oggetto di versi. La poesia abita la vita, ne fa parte, o così dovrebbe. È esperienza
trasposta in parola, parola che scioglie nodi, scava, toglie dal cono d'ombra".
Donna impegnata nel lavoro, nello studio
e nella famiglia, confessa che per lei l'urgenza e la circostanza di scrivere
versi "arrivano senza preavviso e senza freni. Il pensiero segue un proprio
percorso, sempre possibile". Tiziana Grassi rivolge un pensiero sulla condizione
delle donne oggi in Italia: "Di testa, siamo molto avanti, oltre. Ma il
contesto sociale non ci sostiene. Non tifa per noi e per il nostro volo. Di
parità si parla sempre molto... ma sono indignata - e lo dico per esperienza
diretta - nell'aver constatato che poi nella realtà non esiste alcun supporto
alla donna, alla famiglia, nessun servizio che sostenga e incoraggi chi desidera
più figli, chi vuole/deve lavorare e invece è precaria e senza diritti, chi
non ha una rete parentale che sostenga economicamente o sul piano organizzativo,
chi ha dei sogni nel cassetto... Siamo senza sponde e senza orizzonti. E mi
chiedo che Paese è quello in cui una donna, in assoluta solitudine, deve inventarsi
la vita e i tempi per conciliare tutte le parti di Sé?". (Giovanni Zambito-www.fattitaliani.it /Inform)