INFORM - N. 208 - 9 novembre 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Fabio Porta (Pd) sulla risposta alla sua richiesta di avvio di rapporti con le autorità peruviane per un accordo di previdenza sociale

“Un altro appuntamento rinviato a data da destinarsi per mancanza di risorse”

 

ROMA – Fabio Porta, deputato eletto per il Pd nella ripartizione America meridionale, si dichiara insoddisfatto della risposta del governo all’interrogazione da lui presentata relativa all’avvio di rapporti bilaterali con le autorità peruviane per arrivare alla definizione di un accordo di previdenza sociale.

“L’idea dalla quale sono partito è che una convenzione bilaterale sia lo strumento più utile per fare chiarezza e dare certezza di diritti in materia previdenziale ai lavoratori migranti – afferma Porta a proposito dell’interrogazione. - Tanto più che, negli ultimi anni, alla storica comunità di italiani presenti in Perù si è affiancata una comunità di peruviani residenti in Italia, che si aggira ormai sulle ottantamila persone”.

Il governo nella sua riposta, secondo quanto riportato nella nota diffusa del parlamentare democratico, concorda sul valore che un accordo bilaterale di sicurezza sociale potrebbe avere per tutti gli interessati, ma avverte che il Mae “non dispone allo stato di risorse che consentano l’avvio di nuovi negoziati in materia di sicurezza sociale e previdenziale”.

“L’appuntamento è rinviato, dunque, a data da destinarsi. In sostanza, – scrive Porta, - non se ne fa nulla per gli italiani che sono in Perù né per i peruviani che sono in Italia”.

“La mancanza di risorse produce lo stesso effetto per la convenzione con il Cile, che è definita e aspetta solo che il Parlamento l’approvi, per il rinnovo di quella con il Brasile, che viene da anni rinviata, e per tante altre in attesa di sorte migliore – lamenta l’esponente democratico, definendo una “guerra totale” quella “dichiarata dal governo alle comunità italiane all’estero”. “In realtà - conclude Porta, - non si capisce o non si vuole capire che questa politica della distruzione devasta non tanto le nostre comunità quanto gli interessi dell’Italia nel mondo”. (Inform)     

 


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