QUIRINALE
Intervento del capo dello Stato alla celebrazione della
Giornata dello Spettacolo
Napolitano: "Si crei un clima di confronto più aperto
e obiettivo, ancorato ai problemi reali"
ROMA - "Se in ore difficili e
delicate come queste, sono qui nonostante tutto è per la convinzione del ruolo
essenziale che l'Italia delle arti, dello spettacolo, del teatro e più in generale
della cultura è chiamata a dare sempre, e ancora di più nella fase che il paese
sta attraversando". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano, intervenendo alla celebrazione al Quirinale della Giornata dello
Spettacolo.
"E' insorta - ha rilevato il presidente
- in Europa e non solo in Europa una grave crisi di fiducia nei confronti
del nostro paese. Nessuno può mettere in questione che l'Europa abbia in sé
l'Italia come parte integrante e incancellabile della sua civiltà, e non solo
della sua storia ma del suo futuro. Dobbiamo tuttavia ben capire - ciascuno
di noi - che l'Unione europea, come espressione di un già lungo processo di
integrazione, segnato da straordinari progressi comuni, sta vivendo il suo momento
più critico in un mondo ormai radicalmente cambiato e investito, nel nostro
continente come negli Stati Uniti d'America, da squilibri e sussulti profondi
sul piano finanziario ed economico. E a noi, Italia, tocca - ha osservato Napolitano
- dare un apporto maggiore che non negli ultimi tempi al necessario rinnovamento
e balzo in avanti nel sistema di integrazione europea, e insieme, però, riguadagnare
credibilità e fiducia come paese, così da uscire innanzitutto, oggi, da una
stretta molto pericolosa sui titoli del nostro debito pubblico nei mercati finanziari
e sulle condizioni dei nostri istituti di credito, con prevedibili ricadute
sull'attività economica e sull'occupazione".
Per il capo dello Stato "ciò richiede
un impegno immediato e di lunga lena, da parte nostra, nella gestione della
finanza pubblica e più in generale nella visione e nella guida dello sviluppo
economico e sociale del paese. Scelte severe nell'uso delle risorse, diversi
e meditati ordini di priorità, superamento di fatali ritardi e contraddizioni
nell'affrontare, con riforme spesso annunciate e sempre mancate, debolezze di
fondo del sistema paese : ecco gli imperativi che riguardano noi tutti, e che
esigono nuova consapevolezza diffusa e nuovi comportamenti, individuali e collettivi,
rigore e qualità, spirito di sacrificio e slancio innovativo".
"Nuovi comportamenti - ha rilevato
il presidente Napolitano - si richiedono anche nelle istituzioni e da parte
delle forze politiche. Per trarci fuori dalla condizione critica e allarmante
in cui ci troviamo, occorre che cadano troppe chiusure e vecchi tabù, che si
crei un clima di confronto più aperto e obbiettivo, ancorato ai problemi reali
della società e dello Stato e alle loro possibili soluzioni. Abbiamo bisogno
di decisioni presto e via via nei prossimi anni, che
diano il senso di una rinnovata responsabilità e coesione nazionale. E' il messaggio
che abbiamo - non certo io solo, ma in molti - lanciato con le celebrazioni
del 150° dell'Unità d'Italia; ed è lo sforzo che mi guiderà anche nell'arbitrare
la crisi di governo che sta per aprirsi".
Il capo dello Stato si è quindi rivolto
agli artisti presenti: "Operando, ciascuno di voi nel campo che gli è proprio,
col talento e la creatività di cui siete capaci, e facendo la vostra parte di
cittadini consapevoli in ogni occasione e luogo di vita pubblica, aiuterete
l'Italia a riguadagnare la fiducia che merita e la solidarietà che le occorre".
(Inform)