INFORM - N. 208 - 9 novembre 2011


QUIRINALE

Intervento del capo dello Stato alla celebrazione della Giornata dello Spettacolo

Napolitano: "Si crei un clima di confronto più aperto e obiettivo, ancorato ai problemi reali"

 

ROMA - "Se in ore difficili e delicate come queste, sono qui nonostante tutto è per la convinzione del ruolo essenziale che l'Italia delle arti, dello spettacolo, del teatro e più in generale della cultura è chiamata a dare sempre, e ancora di più nella fase che il paese sta attraversando". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenendo alla celebrazione al Quirinale della Giornata dello Spettacolo.

"E' insorta - ha rilevato il presidente - in Europa e non solo in Europa  una grave crisi di fiducia nei confronti del nostro paese. Nessuno può mettere in questione che l'Europa abbia in sé l'Italia come parte integrante e incancellabile della sua civiltà, e non solo della sua storia ma del suo futuro. Dobbiamo tuttavia ben capire - ciascuno di noi - che l'Unione europea, come espressione di un già lungo processo di integrazione, segnato da straordinari progressi comuni, sta vivendo il suo momento più critico in un mondo ormai radicalmente cambiato e investito, nel nostro continente come negli Stati Uniti d'America, da squilibri e sussulti profondi sul piano finanziario ed economico. E a noi, Italia, tocca - ha osservato Napolitano - dare un apporto maggiore che non negli ultimi tempi al necessario rinnovamento e balzo in avanti nel sistema di integrazione europea, e insieme, però, riguadagnare credibilità e fiducia come paese, così da uscire innanzitutto, oggi, da una stretta molto pericolosa sui titoli del nostro debito pubblico nei mercati finanziari e sulle condizioni dei nostri istituti di credito, con prevedibili ricadute sull'attività economica e sull'occupazione".

Per il capo dello Stato "ciò richiede un impegno immediato e di lunga lena, da parte nostra, nella gestione della finanza pubblica e più in generale nella visione e nella guida dello sviluppo economico e sociale del paese. Scelte severe nell'uso delle risorse, diversi e meditati ordini di priorità, superamento di fatali ritardi e contraddizioni nell'affrontare, con riforme spesso annunciate e sempre mancate, debolezze di fondo del sistema paese : ecco gli imperativi che riguardano noi tutti, e che esigono nuova consapevolezza diffusa e nuovi comportamenti, individuali e collettivi, rigore e qualità, spirito di sacrificio e slancio innovativo".

"Nuovi comportamenti - ha rilevato il presidente Napolitano - si richiedono anche nelle istituzioni e da parte delle forze politiche. Per trarci fuori dalla condizione critica e allarmante in cui ci troviamo, occorre che cadano troppe chiusure e vecchi tabù, che si crei un clima di confronto più aperto e obbiettivo, ancorato ai problemi reali della società e dello Stato e alle loro possibili soluzioni. Abbiamo bisogno di decisioni presto e via via nei prossimi anni, che diano il senso di una rinnovata responsabilità e coesione nazionale. E' il messaggio che abbiamo - non certo io solo, ma in molti - lanciato con le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia; ed è lo sforzo che mi guiderà anche nell'arbitrare la crisi di governo che sta per aprirsi".

Il capo dello Stato si è quindi rivolto agli artisti presenti: "Operando, ciascuno di voi nel campo che gli è proprio, col talento e la creatività di cui siete capaci, e facendo la vostra parte di cittadini consapevoli in ogni occasione e luogo di vita pubblica, aiuterete l'Italia a riguadagnare la fiducia che merita e la solidarietà che le occorre". (Inform)

 


Vai a: