INFORM - N. 207 - 6 novembre 2011


MUSEO DELL’EMIGRAZIONE ITALIANA

Presentata dal deputato Franco Narducci (Pd).Oggi la conferenza stampa alla Camera

Proposta di legge per garantire funzionamento e organizzazione del Mei

A rischio, senza apposito stanziamento, il percorso museale allestito al Vittoriano. Appoggio alla proposta di legge dal sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica

 

ROMA – Una proposta di legge per garantire il funzionamento del Museo dell’Emigrazione Italiana (Mei) è stata presentata stamani in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati. Un’iniziativa di Franco Narducci, eletto per il Pd nella ripartizione Europa e vice presidente della Commissione Esteri della Camera, e sottoscritta da esponenti di opposizione e maggioranza – tra questi anche Marco Zacchera (Pdl), presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero - per far fonte all’esaurirsi del fondo originariamente destinato all’istituzione del Mei, situazione che rischia di comprometterne l’esistenza.

“Mentre la contingenza del momento politico attuale devia l’attenzione altrove – afferma Gianni Lattanzio, fondatore dell’associazione Dialoghi, moderatore dell’incontro, - noi abbiamo scelto di occuparci di cultura”.

A spiegare funzione e obiettivi del Museo il coordinatore del Comitato scientifico del Mei, Lorenzo Prencipe. “Il Museo, inaugurato il 23 ottobre 2009 presso il Vittoriano a Roma alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, risponde ad una richiesta del mondo dell’emigrazione italiana – spiega Prencipe, ricordando quanto sia stato importante “il contributo delle collettività all’estero alla crescita del Paese e quanto l’esperienza migratoria condizioni la stessa identità italiana”, riflessione che è legata quest’anno alle celebrazioni dei 150 anni di Unità nazionale. Prencipe si sofferma sull’organizzazione dell’allestimento, che ripercorre in modo cronologico 150 anni di storia dell’emigrazione italiana, “vicenda che ha coinvolto circa 29 milioni di nostri concittadini”, numeri che “hanno spinto uno studioso del fenomeno a parlare del più grande esodo di un popolo nella storia”. “Ma il Mei non è solo un deposito di oggetti folcloristici, ma uno strumento utile a non dimenticare una storia che continua – ha aggiunto il coordinatore del Comitato scientifico, - e che è fatta dalla mobilità in uscita, che ancora oggi caratterizza in particolare la fascia più giovane della popolazione italiana, e dall’arrivo crescente degli stranieri in Italia”. Prencipe segnala infatti come il saldo migratorio risulti invertito, dalla fine degli anni ’70 in poi, “anni in cui il numero degli immigrati comincia progressivamente ad oscurare le partenze dal nostro Paese, che resta tuttavia connotato da circa 50 mila partenze l’anno”.

Condivide la proposta di legge il sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, che proprio alcuni giorni fa aveva segnalato in Commissione Affari Esteri alla Camera l’assenza di fondi destinati al funzionamento del Mei a partire dal 2012 (vedi Inform del 3 novembre: http://www.mclink.it/com/inform/art/11n20406.htm ). La preoccupazione è quindi che l’esperienza del Museo possa concludersi con la fine del 2011, in concomitanza con il chiudersi degli eventi associati alle celebrazioni dei 150 anni di Unità nazionale.

Mantica ha riconosciuto quale merito del governo Prodi l’aver destinato 1 milione di euro per l’istituzione del Museo e si dice convinto che un’iniziativa come quella presentata da Narducci, volta a garantire il funzionamento della struttura, trovi in Parlamento la volontà concorde di maggioranza ed opposizione. “Appoggio la proposta e farò in modo che l’iniziativa venga sviluppata in ambito parlamentare il prima possibile – afferma Mantica, che ipotizza un suo inserimento nel maxiemendamento previsto alla legge finanziaria, su cui il Parlamento sarà chiamato a votare nei prossimi giorni. Egli ricorda inoltre come l’inaugurazione del Mei sia stato il primo evento ad ottenere il logo del Comitato istituito per i 150 anni di Unità, soffermandosi sull’importanza dell’allestimento quale luogo della memoria, dedicato in particolare ai più giovani, e quale centro di studi e approfondimento del fenomeno migratorio. “Il Mei ci offre anche modo di continuare il rapporto con gli oltre 4 milioni di cittadini italiani residenti all’estero, aiutandoci a conoscere queste realtà oggi, oltre che il loro contributo allo sviluppo del Paese – afferma il sottosegretario, consapevole della complessità del fenomeno.

“L’emigrazione italiana non è solo storia di sofferenza, ma anche di affermazione e successi – afferma Luigi Bobba, vice presidente della Commissione Lavoro, tra i firmatari della proposta di legge ed in passato anche presidente delle Acli, associazione storicamente al fianco dei connazionali emigrati. “Sarebbe un errore chiudere questa esperienza in un cassetto a causa della mancanza di fondi, - prosegue Bobba, ricordando i circa 2 milioni di visitatori sino ad oggi registrati dal Museo e il contributo apportato dall’iniziativa culturale all’approccio verso l’immigrazione in Italia. “Il Mei ci consente di avventurarci in quello che sarà il nostro futuro – aggiunge Bobba, dicendosi convito che la struttura, una volta stabilmente insediata, possa essere in grado di “camminare sulle proprie gambe”.

Insiste sul contributo educativo del Mei mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes. “L’emigrazione rappresenta una parte importante della storia d’Italia e il Museo ci consente di non disperdere un fatto storico che oggi ha molti volti diversi – egli afferma, segnalando la necessità di “salvare un luogo importante per fare educazione”, anche per una più matura consapevolezza del vissuto di coloro che il nostro Paese oggi accoglie.

Narducci indica come obiettivo della proposta di legge sia “stabilizzare il funzionamento del Mei, allestimento che raccoglie testimonianze di umanità che è necessario salvaguardare e proiettare nel futuro, visto anche il persistere del fenomeno nel presente”. “Proprio in questo periodo di crisi diventa ancora più opportuno rifarsi al coraggio di tante persone che, armate spesso della sola forza della disperazione, seppero trovare il loro posto nel mondo – aggiunge l’esponente democratico a proposito delle sofferte vicende dell’emigrazione e ricordando il ruolo di sostegno svolto in esse dall’associazionismo in particolare. Mentre Narducci auspica una pronta calendarizzazione della proposta, Mantica sottolinea come l’intenzione sia quella di mantenere l’allestimento al Vittoriano. “L’ipotesi di una sua connotazione itinerante, presso i 52 musei dell’emigrazione presenti in Italia e focalizzati sulle rispettive vicende locali, se da un lato potrebbe renderlo più fruibile su tutto il territorio nazionale - precisa il sottosegretario, - dall’altro solleverebbe questioni logistiche più complesse”. Prencipe ricorda infine come le collettività all’estero abbiano dimostrato un interessamento concreto a reperire risorse per il progetto, mentre la proposta di legge quantifica in 500 mila euro annui la copertura finanziaria “per l’esercizio ordinario e per il mantenimento della struttura del Museo” a partire dal 2012. Una cifra a cui si provvederebbe, si legge nel testo della proposta, “mediante corrispondente riduzione delle proiezioni per il medesimo anno dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2011-2013, nell’ambito del Fondo speciale di parte corrente dello stato di revisione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2011, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Mibac”. (Viviana Pansa – Inform)

 


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