MUSEO
DELL’EMIGRAZIONE ITALIANA
Presentata dal deputato Franco Narducci (Pd).Oggi
la conferenza stampa alla Camera
Proposta di legge per garantire funzionamento e organizzazione
del Mei
A rischio, senza apposito stanziamento, il percorso museale
allestito al Vittoriano. Appoggio alla proposta di legge dal sottosegretario
agli Esteri Alfredo Mantica
ROMA – Una proposta di legge per garantire il funzionamento
del Museo dell’Emigrazione Italiana (Mei) è stata
presentata stamani in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati. Un’iniziativa
di Franco Narducci, eletto per il Pd nella ripartizione
Europa e vice presidente della Commissione Esteri della Camera, e sottoscritta
da esponenti di opposizione e maggioranza – tra questi anche Marco Zacchera
(Pdl), presidente del Comitato per le questioni
degli italiani all’estero - per far fonte all’esaurirsi del fondo originariamente
destinato all’istituzione del Mei, situazione che
rischia di comprometterne l’esistenza.
“Mentre la contingenza del momento politico attuale devia
l’attenzione altrove – afferma Gianni Lattanzio, fondatore dell’associazione
Dialoghi, moderatore dell’incontro, - noi abbiamo scelto di occuparci di cultura”.
A spiegare funzione e obiettivi del Museo il coordinatore
del Comitato scientifico del Mei, Lorenzo Prencipe.
“Il Museo, inaugurato il 23 ottobre 2009 presso il Vittoriano a Roma alla
presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, risponde ad una
richiesta del mondo dell’emigrazione italiana – spiega Prencipe,
ricordando quanto sia stato importante “il contributo delle collettività all’estero
alla crescita del Paese e quanto l’esperienza migratoria condizioni la stessa
identità italiana”, riflessione che è legata quest’anno alle celebrazioni
dei 150 anni di Unità nazionale. Prencipe si sofferma
sull’organizzazione dell’allestimento, che ripercorre in modo cronologico
150 anni di storia dell’emigrazione italiana, “vicenda che ha coinvolto circa
29 milioni di nostri concittadini”, numeri che “hanno spinto uno studioso
del fenomeno a parlare del più grande esodo di un popolo nella storia”. “Ma
il Mei non è solo un deposito di oggetti folcloristici,
ma uno strumento utile a non dimenticare una storia che continua – ha aggiunto
il coordinatore del Comitato scientifico, - e che è fatta dalla mobilità in
uscita, che ancora oggi caratterizza in particolare la fascia più giovane
della popolazione italiana, e dall’arrivo crescente degli stranieri in Italia”.
Prencipe segnala infatti come il saldo migratorio
risulti invertito, dalla fine degli anni ’70 in poi, “anni in cui il numero
degli immigrati comincia progressivamente ad oscurare le partenze dal nostro
Paese, che resta tuttavia connotato da circa 50 mila partenze l’anno”.
Condivide la proposta di legge il sottosegretario agli
Esteri, Alfredo Mantica, che proprio alcuni giorni fa aveva segnalato in Commissione
Affari Esteri alla Camera l’assenza di fondi destinati al funzionamento del
Mei a partire dal 2012 (vedi
Mantica ha riconosciuto quale merito del governo Prodi
l’aver destinato 1 milione di euro per l’istituzione del Museo e si dice convinto
che un’iniziativa come quella presentata da Narducci,
volta a garantire il funzionamento della struttura, trovi in Parlamento la
volontà concorde di maggioranza ed opposizione. “Appoggio la proposta e farò
in modo che l’iniziativa venga sviluppata in ambito parlamentare il prima
possibile – afferma Mantica, che ipotizza un suo inserimento nel maxiemendamento
previsto alla legge finanziaria, su cui il Parlamento sarà chiamato a votare
nei prossimi giorni. Egli ricorda inoltre come l’inaugurazione del Mei sia stato il primo evento ad ottenere il logo del Comitato
istituito per i 150 anni di Unità, soffermandosi sull’importanza dell’allestimento
quale luogo della memoria, dedicato in particolare ai più giovani, e quale
centro di studi e approfondimento del fenomeno migratorio. “Il Mei
ci offre anche modo di continuare il rapporto con gli oltre 4 milioni di cittadini
italiani residenti all’estero, aiutandoci a conoscere queste realtà oggi,
oltre che il loro contributo allo sviluppo del Paese – afferma il sottosegretario,
consapevole della complessità del fenomeno.
“L’emigrazione italiana non è solo storia di sofferenza,
ma anche di affermazione e successi – afferma Luigi Bobba, vice presidente della Commissione Lavoro, tra i firmatari
della proposta di legge ed in passato anche presidente delle Acli, associazione
storicamente al fianco dei connazionali emigrati. “Sarebbe un errore chiudere
questa esperienza in un cassetto a causa della mancanza di fondi, - prosegue
Bobba, ricordando i circa 2 milioni di visitatori
sino ad oggi registrati dal Museo e il contributo apportato dall’iniziativa
culturale all’approccio verso l’immigrazione in Italia. “Il Mei ci consente di avventurarci in quello che sarà il nostro
futuro – aggiunge Bobba, dicendosi convito che la
struttura, una volta stabilmente insediata, possa essere in grado di “camminare
sulle proprie gambe”.
Insiste sul contributo educativo del Mei mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione
Migrantes. “L’emigrazione rappresenta una parte
importante della storia d’Italia e il Museo ci consente di non disperdere
un fatto storico che oggi ha molti volti diversi – egli afferma, segnalando
la necessità di “salvare un luogo importante per fare educazione”, anche per
una più matura consapevolezza del vissuto di coloro che il nostro Paese oggi
accoglie.
Narducci indica come obiettivo della proposta di legge sia “stabilizzare
il funzionamento del Mei, allestimento che raccoglie
testimonianze di umanità che è necessario salvaguardare e proiettare nel futuro,
visto anche il persistere del fenomeno nel presente”. “Proprio in questo periodo
di crisi diventa ancora più opportuno rifarsi al coraggio di tante persone
che, armate spesso della sola forza della disperazione, seppero trovare il
loro posto nel mondo – aggiunge l’esponente democratico a proposito delle
sofferte vicende dell’emigrazione e ricordando il ruolo di sostegno svolto
in esse dall’associazionismo in particolare. Mentre Narducci auspica una pronta calendarizzazione
della proposta, Mantica sottolinea come l’intenzione sia quella di mantenere
l’allestimento al Vittoriano. “L’ipotesi di una sua connotazione itinerante,
presso i 52 musei dell’emigrazione presenti in Italia e focalizzati sulle
rispettive vicende locali, se da un lato potrebbe renderlo più fruibile su
tutto il territorio nazionale - precisa il sottosegretario, - dall’altro solleverebbe
questioni logistiche più complesse”. Prencipe ricorda
infine come le collettività all’estero abbiano dimostrato un interessamento
concreto a reperire risorse per il progetto, mentre la proposta di legge quantifica
in 500 mila euro annui la copertura finanziaria “per l’esercizio ordinario
e per il mantenimento della struttura del Museo” a partire dal 2012. Una cifra
a cui si provvederebbe, si legge nel testo della proposta, “mediante corrispondente
riduzione delle proiezioni per il medesimo anno dello stanziamento iscritto,
ai fini del bilancio triennale 2011-2013, nell’ambito del Fondo speciale di
parte corrente dello stato di revisione del Ministero dell’economia e delle
finanze per l’anno 2011, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento
relativo al Mibac”. (