INFORM - N. 206 - 5 novembre 2011


CULTURA ITALIANA

Articolo di Vincenzo Marra su “America Oggi”

Ilica: confronto terroni-polentoni. Il settimo evento culturale incentrato su una storica conferenza

 

NEW YORK. L'Italian Language Inter-Cultural Alliance CE* (Cultural Event), numero 7, è atteso da tutti, italiani e non, per la storica conferenza Terroni & Polentoni che si terrà al Manhattan Campus di St. John's University, 101 Murray Street, downtown NY. Alla ricerca della propria identità, lontano dalle retoriche delle celebrazioni, Ilica ha scelto la strada più difficile per fare gli auguri all'Italia: Terroni & Polentoni. I due autori, Pino Aprile (pugliese) e Lorenzo Del Boca (piemontese) saranno il 10 novembre a dibattere un tema che, negli ultimi 15 anni, ha conosciuto un nuovo revival. La ricerca della verità ha portato i due autori su percorsi paralleli che, in modo speculare, stabiliscono un'unità insospettata tra la gente d'Italia.

L'occasione ci è cara per ricordarvi che l'11 novembre (11-11-11) Ilica saluterà oltre 300 ospiti all'evento culturale che si terrà al Pier 60 di Manhattan. Pino Aprile sarà l'Uomo Ilica 2011 in dolce compagnia della Donna Ilica, Letizia Airos. John Marino, Direttore Nazionale della Niaf, riceverà il quinto premio Stella mentre il prof. Enrico Bruschini avrà il premio Arte Ilica alla carriera. E sarà Bruschini che aprirà la lunga festa di compleanno dell'Unità d'Italia, con una conferenza sul contributo che la cultura Italiana ha dato al nostro pianeta. La conferenza si terrà il 9 novembre dalle 5:45 alle 8:00 PM all'Istituto Italiano di Cultura.

Abbiamo fatto la stessa domanda a tutti i nostri premiati: "Perché ha accettato il premio Ilica 2011?"

La prima risposta è venuta da Letizia che ci ha detto: "Si può rifiutare un premio? Io credo che Ilica abbia svolto un grande lavoro di sensibilizzazione per quanto riguarda la cultura Italiana e lo ha fatto anche in momenti difficili. Chiaramente io stessa posso essere critica su certe sue scelte ma questo fa parte del gioco, di una dinamica che deve sempre portare la comunità italiana e quella italoamericana a dibattere anche delle proprie contraddizioni, errori, difetti. Ma c'è una ragione particolare che mi rende contenta di questo premio. Il fatto che Ilica abbia scelto di affiancare al suo Gala annuale un simposio dove dei colleghi giornalisti affrontano una tematica molto controversa e delicata: il Sud, il Nord e l'unità d'Italia. Anche in questo caso è importante parlarne. Possiamo non essere d'accordo con Pino Aprile e Lorenzo Del Boca. Ma parliamone. Apriamo un dibattito anche al di qua dell'oceano. C'è bisogno poi di tornare a riflettere e far riflettere. Questo va fatto soprattutto assieme ai giovani che mi auguro sapranno rispondere con la loro presenza a questo simposio. Mi piace il coraggio di Ilica - continua Letizia - di affrontare tematiche controverse, di fare della cultura non solo qualcosa che va esaltato ma anche discusso. Ilica ha anche capito, prima di molti altri, l'importanza delle nuove tecnologie e di quanto queste servano per avvicinare i giovani ancora troppo distanti dalle Associazioni italoamericane. La scelta di Ilica di porre la propria attenzione sul mondo italo/Americano di Anthony Julian Tamburri, merita una menzione. Aver compreso le sfide che il dean del Calandra Institute sta affrontando in un mondo che spesso vede la cultura come perdente o fine a se stessa. Anche se il ministro Giulio Tremonti ha detto che ‘la cultura non ci dà da mangiare'. Ci sono dati che dimostrano l'esatto contrario. Dobbiamo far produrre l'unica vera risorsa che possediamo in Italia e farla fruttare anche all'estero. Questo senza aspettare che intervenga sempre lo Stato. E Ilica ci sta provando".

Meno loquace invece è stato John Marino che alla stessa domanda risponde: "A Washington noi siamo più cauti di New York perché una dichiarazione può essere interpretata se non studiata bene prima di rilasciarla. Io - continua Marino - verrò a prendere il Premio Stella e nessuno meglio di Ilica sa quanto importante Stella sia stato per tutti noi. Continuo a pensare di non aver fatto ancora abbastanza per meritare tanta attenzione ma Ilica è formata, di sicuro, da grandi professionisti italoamericani che parlano anche l'italiano. Tra i fondatori c'è Tony Miele che, come me, è nato in New Jersey e Annalisa Liuzzo: tutti i nostri nonni venivano dalla Campania. Questo per me sarebbe già abbastanza per sentirmi tra amici perché anche io parlo Italiano. Vorrei comunque sottolineare il prestigio di ricevere il premio intitolato ad uno dei più grandi italoamericani che tanto ha fatto per il nostro gruppo etnico e per la Niaf".

Pino Aprile ci dice: "Come potevo rifiutare? Il mio libro più bello, più sentito, più vissuto è stato tradotto dalla figlia del presidente e segretaria di Ilica, Ilaria Marra Rosiglioni. Chi scrive sa cosa significa comunicare con chi non ti vede, figurarsi con chi nemmeno ti capisce. Dirò tutto quando sarò a New York perché ci sarà anche la traduzione simultanea e non dovrò fare pause per esprimere la mia grande gioia... Cosa vuoi che dica di Ilica? L'ho già scritto sul TERRONI Americano: Thank you!".

A Bruschini abbiamo già dedicato un articolo e la sua risposta è nella sua funzione di direttore nel Consiglio di Ilica. Mentre a chi ci legge, vogliamo ricordare che Ilica propone un concetto nuovo che mira a fare sinergia fuori dai confini del gruppo etnico. Le nuove tecnologie stanno creando originali paradigmi di comunicazione. Le nuove generazioni hanno ormai motivazioni diverse dal secolo scorso e l'innovazione che amplifica la tradizione, diventa il loro comune denominatore. L'Italia resta un oggetto del desiderio per tutte le ragioni che conosciamo. È ora anche per noi di conoscere meglio l'Italia di oggi per dividerla con chi, come noi, la ama. (Vincenzo Marra*-America Oggi, 7 novembre/Inform)

*Fondatore e presidente di Ilica

 


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