ITALIA-GIAPPONE
Si
è tenuto all’Istituto Italiano di Cultura
Due culture a confronto, seminario a Tokyo
ROMA - Facilitare la comprensione reciproca tra l'Italia e il Giappone: questo l’obiettivo dell’Incontro di Dialogo Culturale Italo-Giapponese dal titolo “Tradizione e globalizzazione: Cristianesimo e Buddhismo di fronte alle sfide della modernità”, che si è svolto all’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo dal 27 ottobre al 1° novembre.
L'incontro è
stato promosso dalla Fondazione Meeting per l'amicizia tra i popoli, dal Centro
Internazionale di Comunione e Liberazione, dalla Scuola Shingon (una delle
principali scuole buddiste giapponesi), dalla Scuola Zen-Soto (una delle due
grandi scuole del Buddismo Zen del Giappone), dall'Istituto Italiano di Cultura
di Tokyo, dalla Scuola Italiana di Studi sull'Asia Orientale di Kyoto e dall'Università
di Napoli ‘L'Orientale’ e si è svolto sotto il patrocinio dell’Ambasciata
italiana, della Nunziatura Apostolica in Giappone e della Prefettura di Wakayama,
ove ha Sede
Partendo dall'esperienza di scambi avviata dall'incontro, alla fine degli anni 80, tra il fondatore di Comunione e Liberazione Don Luigi Giussani e il Reverendo Shodo Habukawa (allora Sommo Abate della Scuola Shingon) e proseguita in occasione delle frequenti visite dei monaci Shingon al Meeting di Rimini, l'evento ha consentito di approfondire il confronto tra tradizione cattolica e buddista su temi di attualita' quali la formazione giovanile, l'integrazione sociale e culturale, l'etica dei consumi e la tutela dell'ambiente.La partecipazione di importanti intellettuali laici e di alcuni tra i piu' insigni conoscitori della realta' giapponese ha inoltre consentito di allargare il tema del dibattito oltre l'orizzonte strettamente religioso e, allo stesso tempo, di portare all'interno dell'iniziativa un prezioso patrimonio di conoscenze ed esperienze che ha contribuito in maniera determinante all'interesse del dibattito e a facilitare il dialogo tra le due importanti organizzazioni promotrici dell'evento.
L'idea di estendere
le iniziative di cooperazione anche alla dimensione sociale e religiosa rappresenta,
per due paesi che vantano una profonda tradizione religiosa che ha inciso
fortemente nella formazione dei tratti fondanti dell'identita' culturale delle
rispettive società, un elemento di novità ed interesse suscettibile, nel lungo
termine, di positive ricadute sul più ampio contesto dei rapporti bilaterali.
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