INFORM - N. 204 - 3 novembre 2011


SENATO DELLA REPUBBLICA

La Commissione Affari Esteri sullo stato di previsione del Mae per il 2012

Approvato un Rapporto favorevole che sollecita il governo a liberare risorse per rafforzare politiche di competenza del Mae, come la cooperazione allo sviluppo. Chiesto un autonomo stanziamento per il Museo dell’Emigrazione Italiana. L’intervento del sottosegretario Mantica

 

ROMA – Nel corso dell’esame sullo stato di previsione del ministero degli Esteri per l’anno finanziario 2012 e per il triennio 2012-2014 e sulle disposizioni relative alla legge di stabilità 2012, la Commissione Affari esteri del Senato ha discusso e respinto, nella seduta di ieri, un Ordine del giorno illustrato da Giorgio Tonini (Pd) che intendeva impegnare il governo a procedere con misure volte ad una revisione complessiva della spesa del Mae (spending review), al fine di arrivare ad una diversa ripartizione dei tagli.

L’Odg, non accettato dalla Commissione, rilevava in particolare come necessario un intervento capace di ridurre le spese sostenute dalle strutture amministrative del Mae, “allo scopo di reindirizzare le risorse così risparmiate alle politiche di competenza del ministero medesimo”, indicando tra esse in primis la cooperazione allo sviluppo, ma anche la promozione della pace e sicurezza internazionale, l’integrazione europea, gli italiani nel mondo e le politiche migratorie. A giudizio di Tonini, l’Odg avrebbe quindi consentito un’inversione di rotta nella gestione delle risorse del Mae: “ad oggi il segnale che proviene da quest’ultimo – ha puntualizzato il senatore del Pd - è quello di una contrazione delle ambizioni della politica estera del Paese pur di mantenere inalterata la struttura del sistema diplomatico. Occorrerebbe invece fare il contrario: riorganizzare la struttura per liberare risorse a favore delle politiche”.

A ritenere non accettabile l’Odg anche il sottosegretario agli Esteri  Alfredo Mantica, che ha formulato su questo un parere conforme a quello, parzialmente negativo, già espresso dal relatore del provvedimento in discussione alla Commissione, Giampaolo Bettamio (Pdl). Mantica ha osservato  come “attualmente non vi sia  flessibilità nelle spese riguardanti il personale del Mae, il che limita e condiziona la spending review”. Egli ha inoltre ricordato l’esperienza del Museo nazionale dell’emigrazione italiana, “per il funzionamento del quale – avverte - non vi saranno più fondi a partire dall’anno prossimo, e ciò anche per le rigidità della struttura del bilancio del ministero degli Esteri”. I tagli alla cooperazione allo sviluppo sarebbero invece determinati dall’impossibilità ribadita dal sottosegretario di “incidere su una serie di spese obbligatorie e di contributi che l’Italia dà ad organismi internazionali”.

Nel corso del dibattito, inoltre, sia il presidente della Commissione, Lamberto Dini, che i senatori del Pd Tonini e Pietro Marcenaro, hanno evidenziato di ritenere la spending review utile ai fini di un’incisiva e complessiva riforma sulla struttura e sull’organizzazione del Mae, mentre Luigi Compagna (Pdl) ha ribadito la necessità di poter incidere sulle spese riguardanti il personale.

Respinto l’Odg, Bettamio si è dichiarato favorevole alla approvazione di un Rapporto sullo stato di previsione del ministero degli Affari esteri per l’anno finanziario 2012 e per il triennio 2012-2014 che tenga conto delle osservazioni e dei rilievi emersi nel corso del dibattito, quali il reperimento di risorse indispensabili a rafforzare le politiche di competenza del Mae, come la cooperazione allo sviluppo, e a prevedere un autonomo stanziamento per il Museo dell’Emigrazione Italiana. Un Rapporto il cui contenuto lo stesso Tonini ha mostrato di condividere, poiché contenente, a suo avviso, “valutazioni per certi versi più radicali di quelle contenute nell’ordine del giorno testé esaminato”.

Pubblichiamo di seguito il testo completo del Rapporto approvato dalla Commissione:

La 3a Commissione, Affari esteri, emigrazione,

esaminato lo stato di previsione del Ministero degli affari esteri per l’anno finanziario 2012, nonché le parti corrispondenti del disegno di legge stabilità,

premesso che il disegno di legge di stabilità rispecchia gli obiettivi programmatici di finanza pubblica come stabiliti nella decisione di finanza pubblica, adottata e successivamente modificata alla luce dell’aggravarsi della crisi finanziaria interna e internazionale;

osservato come i documenti di finanza pubblica risultano ispirati alla distinzione tra spese discrezionali (discretionary spending) e obbligatorie (mandatory spending);

rilevato che per quanto concerne specificamente i profili di competenza della Commissione Affari esteri l’articolo 3 reca riduzioni delle spese rimodulabili, che per il Ministero degli affari esteri ammontano a 144,6 milioni di euro per il 2012. Una tale riduzione porta inevitabilmente ad un ridimensionamento di attività del Ministero con l’effetto di ridurne la produttività.

Per queste ragioni è necessario effettuare entro novembre 2011 la spending review prevista dall’articolo 01 del decreto-legge n. 138 del 2011, relativo alla revisione integrale della spesa pubblica, con l’obiettivo di ridurre in modo permanente le spese amministrative del Ministero degli esteri, così da rafforzare le politiche di competenza del Ministero medesimo, compresa la cooperazione allo sviluppo;

rilevato altresì che l’articolo 4 prevede una riduzione delle spese non rimodulabili del Ministero degli affari esteri pari a 61,3 milioni di euro per il 2012;

evidenziato come l’entità complessiva del saldo netto da finanziare per il Ministero degli esteri, pari a 206 milioni di euro nel 2012, se confrontata con lo stanziamento di competenza di 1.890 milioni di euro (Tabella 6), equivale a oltre il 10 per cento del totale;

ricordato che tra le voci da includere nel fondo speciale di parte corrente per il Ministero degli affari esteri (Tabella A) è previsto per il 2012 un accantonamento di 22,6 milioni di euro per la ratifica di accordi internazionali già conclusi;

esprime un rapporto favorevole:

sollecitando l’Amministrazione degli esteri a operare le opportune scelte organizzative e strategiche nell’ambito del processo di spending review, individuando opportuni profili di economia, anche mediante il maggiore ricorso a personale a contratto, e liberando risorse per rafforzare le politiche di competenza del Ministero, compresa la cooperazione allo sviluppo;

restando inteso che le misure di cui all’articolo 4 del disegno di legge di stabilità recanti le riduzioni di spesa non rimodulabile del Ministero degli affari esteri sono limitate all’anno 2012, soprattutto per quanto concerne il finanziamento italiano delle operazioni di politica estera e di sicurezza comune dell’Unione europea;

assicurando che si provveda a un incremento degli accantonamenti per effettuare la ratifica di Trattati già sottoscritti dal Governo di cui si attende l'entrata in vigore;

invitando il Governo a prevedere un autonomo stanziamento al fine di provvedere alle spese di manutenzione e funzionamento del Museo nazionale dell’emigrazione italiana.

 (Inform)

 


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