SENATO DELLA REPUBBLICA
Approvato un Rapporto favorevole che sollecita il governo
a liberare risorse per rafforzare politiche di competenza del Mae, come la cooperazione
allo sviluppo. Chiesto un autonomo stanziamento per il Museo dell’Emigrazione
Italiana. L’intervento del sottosegretario Mantica
ROMA
– Nel corso dell’esame sullo stato di previsione del ministero degli Esteri
per l’anno finanziario 2012 e per il triennio 2012-2014 e sulle disposizioni
relative alla legge di stabilità 2012,
L’Odg, non accettato dalla Commissione, rilevava in particolare come necessario un intervento capace di ridurre le spese sostenute dalle strutture amministrative del Mae, “allo scopo di reindirizzare le risorse così risparmiate alle politiche di competenza del ministero medesimo”, indicando tra esse in primis la cooperazione allo sviluppo, ma anche la promozione della pace e sicurezza internazionale, l’integrazione europea, gli italiani nel mondo e le politiche migratorie. A giudizio di Tonini, l’Odg avrebbe quindi consentito un’inversione di rotta nella gestione delle risorse del Mae: “ad oggi il segnale che proviene da quest’ultimo – ha puntualizzato il senatore del Pd - è quello di una contrazione delle ambizioni della politica estera del Paese pur di mantenere inalterata la struttura del sistema diplomatico. Occorrerebbe invece fare il contrario: riorganizzare la struttura per liberare risorse a favore delle politiche”.
A ritenere non accettabile l’Odg anche il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, che ha formulato su questo un parere conforme a quello, parzialmente negativo, già espresso dal relatore del provvedimento in discussione alla Commissione, Giampaolo Bettamio (Pdl). Mantica ha osservato come “attualmente non vi sia flessibilità nelle spese riguardanti il personale del Mae, il che limita e condiziona la spending review”. Egli ha inoltre ricordato l’esperienza del Museo nazionale dell’emigrazione italiana, “per il funzionamento del quale – avverte - non vi saranno più fondi a partire dall’anno prossimo, e ciò anche per le rigidità della struttura del bilancio del ministero degli Esteri”. I tagli alla cooperazione allo sviluppo sarebbero invece determinati dall’impossibilità ribadita dal sottosegretario di “incidere su una serie di spese obbligatorie e di contributi che l’Italia dà ad organismi internazionali”.
Nel corso del dibattito, inoltre, sia il presidente della Commissione, Lamberto Dini, che i senatori del Pd Tonini e Pietro Marcenaro, hanno evidenziato di ritenere la spending review utile ai fini di un’incisiva e complessiva riforma sulla struttura e sull’organizzazione del Mae, mentre Luigi Compagna (Pdl) ha ribadito la necessità di poter incidere sulle spese riguardanti il personale.
Respinto
l’Odg, Bettamio si è di
Pubblichiamo
di seguito il testo completo del Rapporto approvato dalla Commissione:
La 3a
Commissione, Affari esteri, emigrazione,
esaminato lo stato di previsione del Ministero degli
affari esteri per l’anno finanziario 2012, nonché le parti corrispondenti del
disegno di legge stabilità,
premesso che il disegno di legge di stabilità rispecchia
gli obiettivi programmatici di finanza pubblica come stabiliti nella decisione
di finanza pubblica, adottata e successivamente modificata alla luce dell’aggravarsi
della crisi finanziaria interna e internazionale;
osservato come i documenti di finanza pubblica risultano
ispirati alla distinzione tra spese discrezionali (discretionary spending)
e obbligatorie (mandatory spending);
rilevato che per quanto concerne specificamente i profili
di competenza della Commissione Affari esteri l’articolo 3 reca riduzioni delle
spese rimodulabili, che per il Ministero degli affari esteri ammontano a 144,6
milioni di euro per il 2012. Una tale riduzione porta inevitabilmente ad un
ridimensionamento di attività del Ministero con l’effetto di ridurne la produttività.
Per queste ragioni è necessario effettuare entro novembre
2011 la spending review prevista dall’articolo 01 del decreto-legge n.
138 del 2011, relativo alla revisione integrale della spesa pubblica, con l’obiettivo
di ridurre in modo permanente le spese amministrative del Ministero degli esteri,
così da rafforzare le politiche di competenza del Ministero medesimo, compresa
la cooperazione allo sviluppo;
rilevato altresì che l’articolo 4 prevede una riduzione
delle spese non rimodulabili del Ministero degli affari esteri pari a 61,3 milioni
di euro per il 2012;
evidenziato come l’entità complessiva del saldo netto
da finanziare per il Ministero degli esteri, pari a 206 milioni di euro nel
2012, se confrontata con lo stanziamento di competenza di 1.890 milioni di euro
(Tabella 6), equivale a oltre il 10 per cento del totale;
ricordato che tra le voci da includere nel fondo speciale
di parte corrente per il Ministero degli affari esteri (Tabella A) è previsto
per il 2012 un accantonamento di 22,6 milioni di euro per la ratifica di accordi
internazionali già conclusi;
esprime un
rapporto favorevole:
sollecitando l’Amministrazione degli esteri a operare
le opportune scelte organizzative e strategiche nell’ambito del processo di
spending review, individuando opportuni profili di economia, anche mediante
il maggiore ricorso a personale a contratto, e liberando risorse per rafforzare
le politiche di competenza del Ministero, compresa la cooperazione allo sviluppo;
restando inteso che le misure di cui all’articolo 4 del
disegno di legge di stabilità recanti le riduzioni di spesa non rimodulabile
del Ministero degli affari esteri sono limitate all’anno 2012, soprattutto per
quanto concerne il finanziamento italiano delle operazioni di politica estera
e di sicurezza comune dell’Unione europea;
assicurando che si provveda a un incremento degli accantonamenti
per effettuare la ratifica di Trattati già sottoscritti dal Governo di cui si
attende l'entrata in vigore;
invitando il Governo a prevedere un autonomo stanziamento
al fine di provvedere alle spese di manutenzione e funzionamento del Museo nazionale
dell’emigrazione italiana.
(Inform)