CINEMA ITALIANO
Fino al 13 novembre
“Voir Naples
et sourire (?)” : 34esima
edizione del Festival di Villerupt
VILLERUPT/LUSSEMBURGO - Ritorna l'immancabile appuntamento con il cinema italiano che da 34 anni accende i riflettori su Villerupt, cittadina francese a pochi passi dal Lussemburgo.
Il titolo della kermesse quest'anno è “Voir Naples et sourire (?)” (http://festival-villerupt.com/).
Napoli fu già il filo conduttore della XVII edizione del festival di Villerupt ma tra la camorra, i rifiuti, gli scandali e le proteste, questa tormentata città ha continuato ad offrire temi di scottante attualità. Sembra che a Napoli qualcosa stia cambiando, e la volontà di riscattarsi da questo passato e dai luoghi comuni passa anche per il grande schermo.
In equilibrio tra il tono grave di Gomorra e il ritmo cadenzato di Into Paradiso, gli organizzatori del Festival ci raccontano una città storica e attuale, già magistralmente riassunta ne L'oro di Napoli di De Sica a cui si ispira il più recente Polvere di Napoli, tutti film in programma.
Prendendo abilmente in prestito le espressioni conturbanti di Toni Servillo o il coraggio indignato di Francesco Rosi, questa retrospettiva ci suggerisce anche l'ironia di Claudio Bisio e quanti altri attori che ci faranno vedere Napoli e... sorridere!
Italia love it or leave it Oltre alla retrospettiva, anche quest'anno una folta programmazione riempirà le sale di spettatori attenti alla produzione italiana con i film della sezione Panorama, tra cui Il Villaggio di Cartone di Ermanno Olmi, Habemus Papam di Nanni Moretti e Qualunquemente di Giulio Manfredonia.
Infine le opere in competizione, tra cui le giurie presse, exploitants, jeunes, e Cinéma (presieduta quest'anno dal produttore Nicolas Steil), decreteranno i vincitori della 34a edizione assegnando i classici Amilcar.
Venerdì 28 ottobre,
serata inaugurale con il concerto dei Neapolis
Ensemble “...un gruppo che resuscita i canti popolari di Napoli, restituendo
tutta la loro forza sovversiva. Lontano dalle canzonette per turisti.” (cit.
Télérama). (Guglielmo Sessa,italiani.lu/