INFORM - N. 203 - 2 novembre 2011


ASSOCIAZIONI

Argentina: nasce l'Usef a Cordoba

 

CORDOBA/MENDOZA - Arrivo a Cordoba quasi a mezzanotte, col volo più economico di Aerolineas Argentinas, venerdì 28 ottobre del 2001. All’aeroporto mi aspettano due ragazzi affettuosi: Matías Piazza e Lucas Chapur. Matías lo conosco da due anni, prima per email e dopo di presenza, a Palermo nel 2010. Lucas invece mi sembra conoscerlo pur essendo la prima volta che ci incontriamo, se non contiamo che pochi giorni prima ho notato la sua presenza sul facebook, seguendo le attività USEF. Chissà se questo sia uno degli aspetti positivi della tecnologia moderna. Conoscerci senza essersi mai visti (anche se a volte può essere un aspetto negativo, d’accordo con chi sono le persone).

La mia esperienza è altamente positiva, debbo dirlo. I ragazzi mi portano in macchina a fare un giro per la Cordoba che non vedo da più di 10 anni, cresciuta, splendida e moderna, senza aver perso la sua identità storica che sostengono tanti edifici dell’epoca coloniale e del Secolo XIX e la “Cañada”, il piccolo fiume che attraversa la città al suo antico centro e che come di solito offre le sue “leggende urbane” al turista credulone. Il faro - faro senza mare e senza scopo chiaro, ma romantico senza dubbio - è illuminato dopo molto tempo per la prima volta (in mio onore, scherzano i ragazzi).

La città di Cordoba è piena di vita dopo mezzanotte, come tante città argentine dove esiste una vita notturna molto attiva. Dopo girare e fermarci in alcuni posti strategici della città, arriviamo all’albergo quasi alle due.

La mattina seguente, verso le 10, mi riunisco con Lucas e Matías al bar dell’hotel dove facciamo colazione insieme e m’informano del loro progetto e della gente che condivide il progetto che non è altro che creare una USEF a Cordoba e lavorare per l’emigrazione con un criterio assolutamente giovanile, professionistico e moderno.

Siamo già alla terza generazione (di emigranti) con questi ragazzi. Loro vogliono conoscere la cultura, la lingua, il territorio italiano. Vogliono portare  ed offrire questa cultura ai connazionali italoargentini e nello stesso tempo farsi conoscere e far conoscere quello che hanno, chi sono e come sono, agli italiani. Vogliono finalmente essere una risorsa ed approfittare questa situazione per ottenere, attraverso il loro lavoro, diverse possibilità di approfondire i legami culturali, commerciali, professionali, tra i due paesi.

Mi raccontano degli altri ragazzi e ragazze che si sono avvicinati al progetto, tra i quali c’é Florencia Gomez, che conosco dal momento che è stata al Congresso di politica italo –latinoamericana che si è svolto a giugno a Mendoza..

Verso mezzogiorno arriva Salvatore Finocchiaro, presidente del CEIAUSEF di Rosario, caro amico e sostenitore di questo progetto, alla pari di me e di Silvana Gomez, la presidente di Marcos Juarez (Famiglia Siciliana aderita all’USEF), che arriverà al pomeriggio.

Ce ne andiamo tutti e quattro a pranzo a un ristorante italiano dove si mangia buona pizza.

Verso le 15.30 ci rincontriamo con Carlos Waiss, presidente del Circolo PD di Cordoba in Piazza Italia e dopo aver fatto alcune fotografie prendiamo un caffè al bar di un albergo vicino. Dopo l’interscambio di idee e di commenti sulle diverse attività, restiamo in cordiale comunicazione per il futuro e ce ne andiamo alla nostra missione: la fondazione di un circolo dell’USEF a Cordoba, attraverso una riunione che è stata convocata per le ore 17 al bar del Museo Caraffa, un posto bellissimo e classico della Cordoba intellettuale , dove da ora in poi, in attesa di avere una sede propria, si riuniranno una volta al mese per stringere legami e per raccontare il risultato dei diversi lavori che affronteranno per raccogliere soci, adesioni ed amici che possano collaborare al progetto.

Verso le 17.30 sono presenti tutti i convocati. Si parla dell’USEF, della sua modalità di lavoro, della rete latinoamericana e delle priorità attuali.

Ciascuno dei partecipanti, si presenta  e spiega perché e come ha pensato di aderire.

Si vede un gruppo rispettoso di ognuno di loro, un gruppo che potrà avere una vera coesione di squadra, ragazze e ragazzi  intelligenti, affettuosi, disposti a faticare per organizzare l’istituzione. Tutti si esprimono e parlano della propria esperienza dentro la collettività, tutti si accordano a lavorare per l’USEF. Si sceglie il nome: “USEF Córdoba”, si sceglie la modalità di commissione più semplice e si fanno le proposte degli incarichi,che vengono approvati all’unanimità, con serena e lucida determinazione: presidente Florencia Gomez; segretario Matias Piazza; tesoriere Mauro Sanguedolce; membri  Lucas Chapur, Paula Barrios, Miguel Sanchez; revisori dei conti Noelia La Russa, Aldana Palmeri

E finalmente si scrive il verbale. Dopo la firma di tutti, viene il brindisi, generosamente offerta da Matías Piazza una bottiglia di champagne per salutarci e darci gli auguri di uno straordinario futuro per questa USEF più giovane del mondo.

Poco dopo ognuno riprende la sua strada ed io me ne vado in albergo dove, accompagnata da Finocchiaro, facciamo una semplice cena e mentre lui parte in macchina per la vicina Rosario, io me ne vado a riposare perche domenica 30 ottobre alle 7 debbo essere all’aeroporto per partire per la lontana Mendoza (il volo economico). Cose della tecnologia moderna. Ho dormito a Cordoba ed ho fatto colazione a Mendoza, a casa mia, con un profondo sentimento di soddisfazione. (Antonina Cascio-Usef/Inform)

 


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