STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Su “Tribuna Italiana”
di oggi, l’editoriale del direttore Marco Basti
Il
messaggio di Obama anche per noi
BUENOS
AIRES - Invitiamo gli amici lettori della TRIBUNA ITALIANA a leggere il servizio
dell’Adnkronos sulla partecipazione del presidente USA Barack Obama alla 36esima
cena annuale della Niaf, la più famosa tra le organizzazioni create negli Stati
Uniti dagli emigrati italiani e dai loro discendenti.
“Per
gli italiani immigrati negli Stati Uniti – ha detto Obama – non è stato sempre
facile, ma non hanno aspettato aiuti dall’alto e hanno lavorato sodo facendosi
strada, arricchendo la nostra cultura con la loro, contribuendo a costruire
“Oggi
– ha ammesso Obama – viviamo tempi difficili e quel sogno americano che portò
qui tanti italiani per molti sembra svanire”. "Bisogna quindi,
ha insistito, “riscoprire l’impegno, la dedizione, la forza di un tempo per
far rivivere quel sogno americano e ricordarsi che anche allora i tempi non
erano facili ”.
Sono parole
che possiamo perfettamente condividere e applicarle all’emigrazione italiana
in Argentina.
Certamente
si tratta di due realtà molto diverse, gli Stati Uniti, pur se sono in crisi,
continuano ad essere l’unica superpotenza globale.
L’Argentina
invece, fino a mezzo secolo fa poteva ancora essere scelta come destinazione
dagli italiani che cercavano altrove di costruirsi un destino migliore, ma poi
è scivolata in una lunga spirale di decadenza dalla quale ancora oggi stenta
a uscire.
Negli
Stati Uniti l'emigrazione italiana incontrò gravi difficoltà, ostilità e pregiudizi
che la condannarono per molti anni alla ghettizzazione e quindi a una successiva
e meritevolissima riscossa.
Anche
in Argentina ci furono all'inizio pregiudizi e tante difficoltà, specialmente
per gli italiani della prima ondata emigratoria. Ma col passare degli anni e
avendo dimostrato il loro valore, avendo dato un contributo determinante allo
sviluppo del Paese, non solo hanno avuto il riconoscimento da parte della società
argentina, ma sono diventati una parte fondamentale e costituente della stessa.
"Noi
siamo l'Argentina" ama ripetere il presidente della FEDITALIA Luigi Pallaro
per definire la nostra presenza al Plata.
Giovedì
scorso Pallaro ha detto durante la riunione del Confederale di FEDITALIA che,
visto che dall'Italia vogliono tagliare i ponti con gli italiani nel mondo (e
di questo, il taglio dei fondi è solo un esempio), l'Associazionismo deve rimettersi
in marcia. Ed ha ribadito che la forza degli italiani in Argentina sta nelle
Associazioni che hanno creato in 160 anni di lavoro in questo Paese, un patrimonio
immenso. "Non è stato facile e non hanno aspettato aiuti dall'alto, ma
hanno lavorato solo facendosi strada" ha detto Obama.
Lo stesso
hanno fatto gli italiani in Argentina, anche se il Paese non sempre li ha accompagnati
del punto di vista dell'economia.
Pur "essendo
l'Argentina" gli italiani qui emigrati hanno mantenuto forte il legame
con l'Italia e manifestato la fierezza delle proprie origini, che si è tradotta
in tante associazioni che diffondono cultura italiana, che hanno costruito scuole
e che hanno contribuito ad arricchire culturalmente e materialmente le comunità
nelle quali sono inserite, costruendo un ponte.
Per questo,
ha spiegato Pallaro, le Associazioni lottarono per mezzo secolo perché l'Italia
avesse una politica per gli italiani nel mondo.
Oggi chi
sta al governo quella politica la detesta, coloro che ci rappresentano in Parlamento
non vogliono o non possono modificare questo stato di cose e inoltre l'Italia
è impegnata nella ricerca di una soluzione alla sua crisi.
Rimettiamo
l'Associazionismo in marcia, propone
Non é
stato facile - ripetiamo con Obama - per gli italiani in Argentina, i quali
hanno fatto tanto senza aspettare aiuti che venissero dall'alto. Purtroppo l'impegno
profuso in mezzo secolo per ottenere dall'Italia una politica per gli italiani
nel mondo, vien disperso dall'atteggiamento dell'attuale maggioranza.
La comunità
italiana in Argentina e le sue Associazioni che sono il suo vanto, hanno deciso
di rimettersi in marcia, senza aspettare che altri vengano a dire cosa devono
fare. Lo sanno, come lo dimostra la loro storia. (Marco Basti- Tribuna Italiana /Inform)