INFORM - N. 202 - 31 ottobre 2011


RASSEGNA STAMPA

Intervista del “Sole 24 Ore” di oggi al ministro plenipotenziario Massimo Rustico del MAE

L'impegno dell'Ance in missioni e contatti

 

ROMA - «Noi dell'Ance stiamo facendo un grande lavoro per sostenere anche le piccole imprese nella penetrazione dei mercati esteri. Poi naturalmente è fondamentale che si uniscano, si consorzino».

Massimo Rustico, ministro plenipotenziario, ha sostituito dal marzo 2010 Gerardo Carante come funzionario distaccato dalla Farnesina all'Ance per promuovere le attività all'estero delle imprese di costruzione, ed è da allora coordinatore delle iniziative per l'estero dell'associazione.

Ministro, cosa fate per sostenere le Pmi edili all'estero?

«Nel maggio 2010 è stato costituito il Gruppo internazionale per le Pmi, coordinato da Carlo Ferretti, e da allora curiamo con particolare attenzione la promozione delle piccole imprese. Come? Intanto identificando Paesi che meglio di altri si prestano, e facendo missioni ritagliate ad hoc per le Pmi: nel 2011 siamo stati in Croazia a marzo, con 50 imprese partecipanti, in Romania a luglio, 120 imprese e andremo in Polonia l' 1-2 dicembre. C'erano anche grandi imprese, ed è stato utile, perché rafforzano la missione e "tirano la volata" alle piccole».

Ci spieghi meglio come funzionano le missioni...

«Abbiamo un nuovo metodo: ci facciamo inviare prima dalle Ambasciate e dall'Ice l'elenco dei principali settori dove sono previsti investimenti infrastrutturali (ferrovie, strade, ambiente, energia eccetera), anche non opere pubbliche. Giriamo queste schede alle imprese, le associate Ance, che ci indicano cosa gli interessa di più. Identificata la lista delle "priorità", la giriamo ad Ambasciata e Ice che organizzano con le istituzioni locali gli incontri che si svolgeranno con la nostra delegazione i giorni della missione. A quel punto gli incontri sono molto mirati. Prima i dirigenti di amministrazioni, enti o società tengono relazioni generali, poi al pomeriggio si svolgono incontri diretti con le imprese interessate».

Quanto costa per le imprese partecipare alle missioni?

«Nulla, solo il biglietto aereo e l'albergo. Ovviamente bisogna essere associati all'Ance. Altro aspetto importante è che nelle nostre missioni proponiamo sempre partnership con le imprese locali — il nostro slogan è "building together" —, un approccio sempre molto apprezzato perché aiutiamo anche loro a vincere le gare contro i colossi stranieri».

Va bene la missione, ma certo per le piccole imprese non basta...

«No, certo, il follow up lo devono fare da sole. E le Pmi si devono unire: consorzi, Ati ... in qualche modo devono condividere i costi. Bisogna presentarsi con proposte innovative e "chiavi in mano", soprattutto nel real estate, dove c'è molta concorrenza».

Oltre alle Pmi, su quali aree del mondo state lavorando?

«Abbiamo di recente fatto missioni in Kazakistan, Iraq, Kurdistan iracheno, India, Arabia Saudita (dove torneremo). Stiamo organizzando per l'inizio del 2012 missioni in Qatar e in Kuwait. Più avanti andremo in Serbia e in un Paese africano (forse in Senegal). Comunque, non è vero che siamo forti nei Paesi deboli e viceversa. La Trevi, ad esempio, sta costruendo il nuovo sistema di dighe a New Orleans, la Salini ha vinto il metró di Copenaghen, Ghella il passante di Brisbane in Australia. L'America Latina resta il nostro primo mercato, ed è in forte crescita. In Africa c'è la forte e difficile concorrenza della Cina, che stipula accordi diretti con i governi, ma comunque il sistema delle gare è ancora prevalente. L'Est Europa ha e avrà ancora ingenti programmi di investimenti con fondi europei. La Turchia pure ha un programma infrastrutturale gigantesco».

Che cosa ha comportato la "primavera araba" per le imprese italiane di costruzione?

«In Egitto c'erano progetti di sviluppo di nostre imprese, c'era stata una missione stavamo preparando cordate per partecipare a gare e si è bloccato tutto. Fs sta facendo il masterplan delle ferrovie per il governo egiziano. I danni maggiori sono stati in Libia, dove avevamo commesse per 2,8 miliardi: si è fermato tutto, ma ora sia la Farnesina che le nostre imprese stanno lavorando per rimettere in piedi i lavori, visto che il Consiglio nazionale provvisorio ha confermato la validità dei contratti in essere prima del 17 febbraio 2011. Sembra fra l'altro che l'Italia resterà il principale player straniero nel Paese».  (Sole 24 Ore, Edilizia e Territorio, del 31 ottobre 2011)

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