ITALIANI ALL’ESTERO
Dall’intervista di Lombardinelmondo.org al presidente della Commissione
Agricoltura del Consiglio Regionale della Lombardia
Carlo Saffiotti: Creare maggiori opportunità per non
fare emigrare i giovani
MILANO – “Ora
abbiamo un’altra emigrazione, molto più limitata nei numeri, ed è l’emigrazione
di giovani laureati e ricercatori che non trovando, più che lavoro,
opportunità di lavoro adeguate lo cercano all'estero”. Lo spiega, in
una intervista al portale Lombardinelmondo.org, il bergamasco Carlo
Saffiotti, presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale
della Lombardia.
Nell’intervista
Saffiotti affronta diversi temi. Fra essi, l’emigrazione dei corregionali.
Quella di ‘una volta’ e quella di oggi, fatta per perlopiù di giovani
‘cervelli’ che si trasferiscono all’estero. Bisogna, spiega Saffiotti “creare
sempre qui maggiori opportunità”. La ricetta è “meno burocrazia, meno ostacoli,
più sostegno alla libertà, più sostegno alla ricerca e più sostegno
alle attività”.
“La Lombardia e la mia provincia
– ricorda Saffiotti nell’intervista rilasciata Giovanni Girardi - sono
state terra di emigrazione, soprattutto nel primo novecento e nell'immedito
dopoguerra, dopo la seconda guerra mondiale. È stata una emigrazione
di tanti bergamaschi che non trovando lavoro nelle nostre valli, soprattutto
nelle valli, hanno cercato opportunità di vita in altri paesi soprattutto
europei come Francia, Belgio, Svizzera, Germania, Inghilterra, ma anche
nei paesi oltre oceano. È stata una emigrazione molto dignitosa, di
gente che andava a cercare lavoro cercando di integrarsi nei paesi dove
trovava questa opportunità, tenendo sempre dei legami molto forti – sottolinea
Saffiotti - con la provincia e con i paesi di origine. Abbiamo anche
una associazione dei Bergamaschi nel Mondo che testimonia di questo legame
forte tra i bergamaschi, ben integrati nei paesi dove si sono stabiliti, che
sono orgogliosi del legame con la loro terra. È stata una emigrazione
di necessità dovuta a problemi economici. Ora – spiega - abbiamo un'altra
emigrazione, molto più limitata nei numeri, ed è l'emigrazione di giovani
laureati e ricercatori che non trovando, più che lavoro, opportunità
di lavoro adeguate lo cercano all'estero. Vedo molti giovani in America,
negli Stati Uniti, in Inghilterra, nei paesi dove c'è meno burocrazia
e c'è più possibilità per un giovane con capacità di farsi valere. Dove il
merito è più sorretto e c'è più possibilità di affermarsi. Quindi –
prosegue - una emigrazione numericamente e sicuramente inferiore, non per
questo direi penalizza di meno le nostre terre perchè perdono giovani,
intelligenza, entusiasmi e quant'altro. Che cosa si può fare per questo:
il tema è molto difficile e complesso, quello che dobbiamo fare impegnandoci
è – sottolinea - creare sempre qui maggiori opportunità. Il giovane
che ha voglia di fare, che ha capacità di fare che trovi qui la possibilità
di realizzarsi, di studiare, di lavorare, di operare. Quello che possiamo
fare – afferma Saffiotti – è meno burocrazia, meno ostacoli, più sostegno
alla libertà, più sostegno alla ricerca e anche più sostegno alle
attività, alla vita in quelle zone nelle quali è più difficile vivere,
come ad esempio le zone di montagna”. (Inform)
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