INFORM - N. 201 - 28 ottobre 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Dall’intervista di Lombardinelmondo.org al presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale della Lombardia  

Carlo Saffiotti: Creare maggiori opportunità per non fare emigrare i giovani  

 

MILANO – “Ora abbiamo un’altra emigrazione, molto più limitata nei numeri, ed è l’emigrazione di giovani  laureati e ricercatori che non trovando, più che lavoro, opportunità di  lavoro adeguate lo cercano all'estero”. Lo spiega, in una intervista al portale Lombardinelmondo.org,  il bergamasco Carlo Saffiotti, presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale della Lombardia.  

Nell’intervista Saffiotti affronta diversi temi. Fra essi, l’emigrazione dei corregionali. Quella di ‘una  volta’ e quella di oggi, fatta per perlopiù di giovani ‘cervelli’ che si trasferiscono all’estero. Bisogna, spiega Saffiotti “creare sempre qui maggiori opportunità”. La ricetta è “meno burocrazia, meno ostacoli, più sostegno  alla libertà, più sostegno alla ricerca e più sostegno alle attività”.

“La Lombardia e la mia provincia – ricorda Saffiotti nell’intervista rilasciata Giovanni Girardi  - sono state terra di emigrazione,  soprattutto nel primo novecento e nell'immedito dopoguerra, dopo la seconda  guerra mondiale. È stata una emigrazione di tanti bergamaschi che non  trovando lavoro nelle nostre valli, soprattutto nelle valli, hanno cercato  opportunità di vita in altri paesi soprattutto europei come Francia, Belgio,  Svizzera, Germania, Inghilterra, ma anche nei paesi oltre oceano. È stata  una emigrazione molto dignitosa, di gente che andava a cercare lavoro  cercando di integrarsi nei paesi dove trovava questa opportunità, tenendo sempre dei legami molto forti – sottolinea Saffiotti - con la provincia e con i paesi di origine.  Abbiamo anche una associazione dei Bergamaschi nel Mondo che testimonia di questo legame forte tra i bergamaschi, ben integrati nei paesi dove si sono stabiliti, che sono orgogliosi del legame con la loro terra. È stata una  emigrazione di necessità dovuta a problemi economici. Ora – spiega - abbiamo un'altra  emigrazione, molto più limitata nei numeri, ed è l'emigrazione di giovani  laureati e ricercatori che non trovando, più che lavoro, opportunità di  lavoro adeguate lo cercano all'estero. Vedo molti giovani in America, negli  Stati Uniti, in Inghilterra, nei paesi dove c'è meno burocrazia e c'è più possibilità per un giovane con capacità di farsi valere. Dove il merito è  più sorretto e c'è più possibilità di affermarsi. Quindi – prosegue - una emigrazione numericamente e sicuramente inferiore, non per questo direi penalizza di  meno le nostre terre perchè perdono giovani, intelligenza, entusiasmi e  quant'altro. Che cosa si può fare per questo: il tema è molto difficile e  complesso, quello che dobbiamo fare impegnandoci è – sottolinea - creare sempre qui  maggiori opportunità. Il giovane che ha voglia di fare, che ha capacità di  fare che trovi qui la possibilità di realizzarsi, di studiare, di lavorare,  di operare. Quello che possiamo fare – afferma Saffiotti – è meno burocrazia, meno ostacoli, più  sostegno   alla libertà, più sostegno alla ricerca e anche più sostegno alle attività, alla vita in quelle zone nelle quali è più  difficile vivere, come ad esempio le zone di montagna”. (Inform)

 


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