INFORM - N. 201 - 28 ottobre 2011


IMMIGRAZIONE

Un ponte fra il Ghana e il Trentino, ecco la “migrazione circolare”

L'assessore Beltrami Giovanazzi: "Il Trentino si conferma terra di accoglienza e sperimentazione"

 

TRENTO - Dare vita ad un percorso di “migrazione circolare”, un circolo virtuoso che permetta un buon inserimento occupazionale dei lavoratori in Italia e consenta poi il loro reinserimento in patria valorizzando le competenze acquisite. Questo percorso è stato sperimentato con successo negli scorsi mesi in Trentino, attraverso l'impiego di lavoratori ghanesi nel settore del lavoro stagionale. L'iniziativa, denominata “Aeneas Lamiwa - migrazione per lavoro in Africa occidentale”, è stata coordinata da Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni dell'Onu), ministero del Lavoro italiano e ministero del Lavoro ghanese, con finanziamento dell'Unione Europea. Sul territorio provinciale la sperimentazione è stata resa possibile in particolare dall'impegno della Coldiretti e dell'assessorato provinciale alla Solidarietà internazionale e alla convivenza, coinvolgendo i tecnici del Cinformi, del Sevizio lavoro e della Solidarietà internazionale.

Il concetto che sta alla base del progetto è la creazione di un approccio coerente alla gestione della migrazione per lavoro in Ghana ma in futuro anche in Nigeria, Senegal e Libia, promuovendo l'immigrazione legale e prevenendo la migrazione irregolare. Nel paese di origine sono stati individuati 20 lavoratori interessati a un’esperienza di migrazione in Italia e a un successivo rientro in Ghana. E' seguita una fase di orientamento pre-partenza, con l'insegnamento di alcuni elementi di base della lingua e della cultura italiana. I lavoratori ghanesi sono arrivati in Trentino all'inizio dello scorso mese di agosto e si sono fermati fino alla fine di settembre. Inizialmente hanno seguito un corso – in questo caso intensivo – di italiano e sono state insegnate loro le modalità di raccolta della frutta nonché le tecniche di sicurezza sul lavoro. La loro esperienza occupazionale in Trentino è stata seguita passo dopo passo; la prossima fase vedrà la verifica dell'applicazione, una volta tornati in Ghana, dell'esperienza acquisita in Italia. Non solo: verrà valutata la possibilità del ritorno di questi lavoratori in Italia nelle successive stagioni, sviluppando così ulteriormente quel meccanismo di migrazione circolare tra i due paesi che rappresenta l'obiettivo complessivo del progetto.

Per valorizzare questa esperienza pilota e per confrontarsi sui risultati raggiunti e sulle prospettive future, stamane a Trento, al Palazzo della Regione, si è svolta una tavola rotonda con l’assessore provinciale alla Solidarietà internazionale Lia Beltrami Giovanazzi, Elizabeth Hagan del ministero del Lavoro del Ghana; relatori Wilmot Kojo, funzionario di Oim Ghana, Gerardo Torlino, del ministero del Lavoro italiano, Pierluigi La Spada, coordinatore del Cinformi, Gabriele Calliari, presidente di Coldiretti Trento, Barbara Battistello, responsabile cooperazione Istituto Agrario San Michele e Ugo Melchionda, esperto in migrazioni del lavoro Oim Roma.

Carico di emozione l'intervento di Justice Danso, rappresentante dei lavoratori ghanesi. Nelle sue parole il racconto non solo di un'esperienza occupazione e formativa, ma anche di un percorso umano in una provincia che si conferma terra di accoglienza. Proprio per questa accoglienza e per aver creduto al progetto, Atieku Simon, Primo Segretario dell'Ambasciata del Ghana a Roma, ha rivolto a nome del Presidente della Repubblica del Ghana un particolare ringraziamento alla Provincia autonoma di Trento. (ac-Inform)

 


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