PARTITI
Eugenio Marino (Pd): Commercio estero, in tre anni dal
Governo solo tagli
“Serve progetto organico di riforma, non solo del sistema
camerale estero ma dell’intera presenza italiana all’estero”
ROMA
–“Sappiamo tutti che i tagli non sono di per se un male assoluto, perché possono
anche costringere gli enti interessati a organizzarsi, superando inefficienze
e aumentando la produttività, ma solo se vi è contemporaneamente un progetto
organico di riforma, in questo caso non solo del sistema camerale estero,
quanto dell’intera presenza italiana all’estero”. Eugenio Marino, responsabile
del Pd all’estero muove dure critiche alla maggioranza dopo la XX Convention
mondiale delle Camere di commercio italiane all'estero (Ccie) che si è tenuta a Napoli dal 22 al 26 ottobre. Per Marino
è, infatti, “paradossale sentire da esponenti della maggioranza di Governo
che è 'opportuno sostenere a ogni livello l'interesse generale a promuovere
il ruolo delle Camere di commercio italiane all'estero’, sapendo che dopo
tre anni di Governo non hanno fatto altro che penalizzarle fortemente con
tagli di risorse che, solo tra il 2009 e il 2010, sono pari al 50% della disponibilità
dell’anno precedente”.
“Risparmi
di spesa nel sistema delle Camere di commercio italiane all'estero – suggerisce
Marino – si potevano avere, ad esempio, anche attraverso alcuni interventi
mirati tesi a concedere il contributo sulla base del fatturato e non dei costi
generati, promuovendo chi cresce, quindi non chi genera costi, e introducendo
dei criteri di efficienza e produttività che costringano le CCIE che invece
non sono adeguatanmente strutturate ed efficienti
a diventarlo, pena l’esclusione dal co-finanziamento e dal sistema”.
“Tali
riforme – secondo l’esponente Marino – sarebbero state urgenti in una fase
in cui la poca crescita generata dal Paese deriva esclusivamente dalle esportazioni,
che vanno quindi incentivate e adeguatamente sostenute e in una fase in cui
le Ccie sono l’unica rete estera con competenze
e capacità di intervento concreto e a breve nel campo dell’internazionalizzazione
di cui l’Italia dispone attualmente”.
Ma
per Marino “non si è fatto nulla di tutto questo fino a oggi” e, invece “si
sono solo operati pesanti tagli”. E allora, “non basta più la scusa delle
risorse e non si è credibili se, dopo più di tre anni di governo, si parla
ancora al futuro e di promesse, addirittura con timide di