INFORM - N. 200 - 27 ottobre 2011


PARTITI

Eugenio Marino (Pd): Commercio estero, in tre anni dal Governo solo tagli

“Serve progetto organico di riforma, non solo del sistema camerale estero ma dell’intera presenza italiana all’estero”

 

ROMA –“Sappiamo tutti che i tagli non sono di per se un male assoluto, perché possono anche costringere gli enti interessati a organizzarsi, superando inefficienze e aumentando la produttività, ma solo se vi è contemporaneamente un progetto organico di riforma, in questo caso non solo del sistema camerale estero, quanto dell’intera presenza italiana all’estero”. Eugenio Marino, responsabile del Pd all’estero muove dure critiche alla maggioranza dopo la XX Convention mondiale delle Camere di commercio italiane all'estero (Ccie) che si è tenuta a Napoli dal 22 al 26 ottobre. Per Marino è, infatti, “paradossale sentire da esponenti della maggioranza di Governo che è 'opportuno sostenere a ogni livello l'interesse generale a promuovere il ruolo delle Camere di commercio italiane all'estero’, sapendo che dopo tre anni di Governo non hanno fatto altro che penalizzarle fortemente con tagli di risorse che, solo tra il 2009 e il 2010, sono pari al 50% della disponibilità dell’anno precedente”.

“Risparmi di spesa nel sistema delle Camere di commercio italiane all'estero – suggerisce Marino – si potevano avere, ad esempio, anche attraverso alcuni interventi mirati tesi a concedere il contributo sulla base del fatturato e non dei costi generati, promuovendo chi cresce, quindi non chi genera costi, e introducendo dei criteri di efficienza e produttività che costringano le CCIE che invece non sono adeguatanmente strutturate ed efficienti a diventarlo, pena l’esclusione dal co-finanziamento e dal sistema”.

“Tali riforme – secondo l’esponente Marino – sarebbero state urgenti in una fase in cui la poca crescita generata dal Paese deriva esclusivamente dalle esportazioni, che vanno quindi incentivate e adeguatamente sostenute e in una fase in cui le Ccie sono l’unica rete estera con competenze e capacità di intervento concreto e a breve nel campo dell’internazionalizzazione di cui l’Italia dispone attualmente”.

Ma per Marino “non si è fatto nulla di tutto questo fino a oggi” e, invece “si sono solo operati pesanti tagli”. E allora, “non basta più la scusa delle risorse e non si è credibili se, dopo più di tre anni di governo, si parla ancora al futuro e di promesse, addirittura con timide dichiarazioni del tipo 'appare opportuno' . No, non ‘appare opportuno’, è assolutamente necessario ed era necessario farlo già diverso tempo fa”.(Inform)


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