INFORM - N. 199 - 26 ottobre 2011


COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

Dall’associazione delle Ong italiane un appello alla salvaguardia dei fondi destinati al settore

Alle forze politiche la richiesta di risparmiare la cooperazione allo sviluppo dai tagli contenuti nelle manovre finanziarie estive e ripristinare nel dibattito parlamentare almeno i livelli finanziari del 2010

 

ROMA – Le Organizzazioni non governative italiane chiedono alle forze politiche di risparmiare la cooperazione allo sviluppo dai tagli contenuti nelle manovre finanziarie estive e di ripristinare, nel corso dell’esame parlamentare delle leggi di Stabilità 2012 e di Bilancio, almeno i livelli finanziari del 2010 destinati al settore.

Nell’appello lanciato dall’associazione delle Ong italiane l’allarme deriva dalla previsione di un forte taglio alla cooperazione allo sviluppo, “tagli addirittura peggiori di quelli già previsti a settembre  - si legge nel messaggio che quantifica in meno di 20 milioni di euro i fondi disponibili per nuovi interventi di cooperazione allo sviluppo.

Disponibilità finanziaria che sarebbe “4 volte inferiore rispetto a quanto le stesse Ong italiane hanno raccolto nel 2010 in attività di fund raising dai cittadini italiani” e che inducono Francesco Petrelli, presidente dell’associazione Ong italiane, a parlare di “dismissione della cooperazione” da parte del governo italiano.

Sui tagli previsti al Mae dalle manovre estive di 206 milioni di euro, 92 milioni sarebbero quelli a carico della cooperazione allo sviluppo, settore a cui andrebbero nel 2012 86 milioni di euro, definiti nella nota delle Ong “un nuovo record negativo, rispetto al minimo storico raggiunto nel 2011, pari a 179 milioni di euro”, “davvero eccessivo se si considera che queste attività pesano sul bilancio del Mae per circa il 10%”.

“La diminuzione è ancor più evidente se si prende a confronto il dato del 2008, in cui la cooperazione allo sviluppo aveva raggiunto i 732 milioni di euro di stanziamenti. Il calo – si legge nella nota - è dell’88%. Il previsto stanziamento di soli 86 milioni di euro comporterà un ulteriore ridimensionamento dell’azione italiana di cooperazione in molti Paesi, se si considera che nel 2009 le stesse risorse erano state stanziate dall’Italia in soli due dei 61 paesi assistiti: Etiopia e Afghanistan”.

“Dalle scarsissime dotazioni previste andranno ulteriormente sottratte le spese di funzionamento  (circa 8 milioni di euro) e gli impegni pluriennali già sottoscritti (almeno 40 milioni), di cui 20 relativi ad impegni già assunti con le Ong. Per nuovi interventi di cooperazione allo sviluppo – conclude il comunicato - sarebbero dunque disponibili meno di 20 milioni di euro”. La nota diffusa è particolarmente critica quando segnala di contro la salvaguardia di stanziamenti destinati al trattato con la Libia, alle missioni militari internazionali o alla partecipazione al consorzio europeo di aeronautica militare.

L’associazione Ong italiane auspica almeno un ripristino dei fondi, sollecitando l’inclusione del settore tra i destinatari dei fondi derivanti dal “tesoretto” legato all’asta pubblica delle frequenze Tv.

“I dati di cui diamo conto, dimostrano che anche i tagli non sono affatto lineari ma selettivi e colpiscono in modo abnorme e ingiustificato la cooperazione internazionale – afferma Petrelli, che definisce la penalizzazione del settore “un’azione di irresponsabilità politica da parte del governo, che rischia di interrompere e vanificare un lavoro prezioso delle Ong e di pregiudicare il ruolo e la credibilità internazionale del nostro Paese”. (Inform)

 


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