COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
Dall’associazione
delle Ong italiane un appello alla salvaguardia dei
fondi destinati al settore
Alle forze
politiche la richiesta di risparmiare la cooperazione allo sviluppo dai tagli
contenuti nelle manovre finanziarie estive e ripristinare nel dibattito parlamentare
almeno i livelli finanziari del 2010
ROMA – Le Organizzazioni non governative
italiane chiedono alle forze politiche di risparmiare la cooperazione allo sviluppo
dai tagli contenuti nelle manovre finanziarie estive e di ripristinare, nel
corso dell’esame parlamentare delle leggi di Stabilità 2012 e di Bilancio, almeno
i livelli finanziari del 2010 destinati al settore.
Nell’appello lanciato dall’associazione
delle Ong italiane l’allarme deriva dalla previsione
di un forte taglio alla cooperazione allo sviluppo, “tagli addirittura peggiori
di quelli già previsti a settembre - si legge nel messaggio che quantifica
in meno di 20 milioni di euro i fondi disponibili per nuovi interventi di cooperazione
allo sviluppo.
Disponibilità finanziaria che sarebbe
“4 volte inferiore rispetto a quanto le stesse Ong
italiane hanno raccolto nel 2010 in attività di fund
raising dai cittadini italiani” e che inducono
Francesco Petrelli, presidente dell’associazione Ong italiane, a parlare di “dismissione della cooperazione”
da parte del governo italiano.
Sui tagli previsti al Mae dalle manovre estive di 206 milioni di euro, 92 milioni
sarebbero quelli a carico della cooperazione allo sviluppo, settore a cui andrebbero
nel 2012 86 milioni di euro, definiti nella nota delle Ong “un nuovo record negativo, rispetto al minimo storico
raggiunto nel 2011, pari a 179 milioni di euro”, “davvero eccessivo se si considera
che queste attività pesano sul bilancio del Mae per
circa il 10%”.
“La diminuzione è ancor più evidente
se si prende a confronto il dato del 2008, in cui la cooperazione allo sviluppo
aveva raggiunto i 732 milioni di euro di stanziamenti. Il calo – si legge nella
nota - è dell’88%. Il previsto stanziamento di soli 86 milioni di euro comporterà
un ulteriore ridimensionamento dell’azione italiana di cooperazione in molti
Paesi, se si considera che nel 2009 le stesse risorse erano state stanziate
dall’Italia in soli due dei 61 paesi assistiti: Etiopia e Afghanistan”.
“Dalle scarsissime dotazioni previste
andranno ulteriormente sottratte le spese di funzionamento (circa 8 milioni
di euro) e gli impegni pluriennali già sottoscritti (almeno 40 milioni), di
cui 20 relativi ad impegni già assunti con le Ong.
Per nuovi interventi di cooperazione allo sviluppo – conclude il comunicato
- sarebbero dunque disponibili meno di 20 milioni di euro”. La nota diffusa
è particolarmente critica quando segnala di contro la salvaguardia di stanziamenti
destinati al trattato con la Libia, alle missioni militari internazionali o
alla partecipazione al consorzio europeo di aeronautica militare.
L’associazione Ong
italiane auspica almeno un ripristino dei fondi, sollecitando l’inclusione del
settore tra i destinatari dei fondi derivanti dal “tesoretto” legato all’asta
pubblica delle frequenze Tv.
“I dati di cui diamo conto, dimostrano
che anche i tagli non sono affatto lineari ma selettivi e colpiscono in modo
abnorme e ingiustificato la cooperazione internazionale – afferma Petrelli, che definisce la penalizzazione del settore “un’azione
di irresponsabilità politica da parte del governo, che rischia di interrompere
e vanificare un lavoro prezioso delle Ong e di pregiudicare
il ruolo e la credibilità internazionale del nostro Paese”. (Inform)