INFORM - N. 199 - 26 ottobre 2011


SINDACATI

Il Coordinamento degli impiegati a contratto degli Istituti Italiani di Cultura sui tagli della manovra economica di agosto

Si chiede al ministero degli Esteri di non applicare la riduzione delle agevolazioni fiscali per i lavoratori a contratto

 

ROMA – Il Coordinamento degli impiegati a contratto degli Istituti Italiani di Cultura ha elaborato una lettera di protesta, da inviare al ministro degli Esteri Franco Frattini dopo la raccolta delle firme, in cui si sottolinea come questa categoria di lavoratori sia fortemente penalizzata nelle sue retribuzioni dal taglio delle risorse dell’ultima manovra economica. “La cosiddetta ‘manovra d’agosto’- spiega la missiva -  produrrà di fatto per i dipendenti in parola,  a seguito dell’innalzamento del 25%  della loro base imponibile, un maggior prelievo fiscale, che non sarà  circoscritto al solo 2012, come avvenuto per le indennità del  restante personale bensì, dopo una fase di transizione, andrà a regime dal primo gennaio 2013. L’applicazione del nuovo imponibile agli stipendi dei dipendenti a contratto determinerà inesorabilmente un più alto gettito fiscale anche a seguito del passaggio alle nuove aliquote.  A ciò è necessario aggiungere il maggior prelievo fiscale, che verrà  altresì operato dagli Uffici delle imposte dei paesi esteri, ai quali i dipendenti sono tenuti a dichiarare il reddito prodotto in Italia. Il fisco del paese di residenza, infatti, pur non tassando direttamente gli stipendi del dipendente a contratto, applica nella fattispecie il principio del cumulo dei redditi con il coniuge, la cui aliquota verrà conseguentemente e  sensibilmente aumentata”.

Nella lettera viene inoltre ricordata sia la mancanza di certezze della categoria per quanto riguarda le detrazioni per i carichi di famiglia, che andranno nuovamente in scadenza il 31 dicembre 2011, sia il mancato rinnovo del contratto della categoria con relativi aumenti che si fanno attendere da oltre 10 anni. Alla luce di ciò, dopo aver ricordato che i dipendenti a contratto costituiscono  il 50% dell’organico totale della rete consolare nonché degli IIC, nella missiva si chiede al ministro Frattini, non essendo le retribuzioni della categoria più congrue, di intervenire affinché  la riduzione delle agevolazioni fiscali al personale a contratto non trovino applicazione. (Inform)  

 


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