STAMPA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO
“Messaggero di sant’Antonio” di novembre: intervista all’assessore ai
flussi migratori Daniele Stival
Più forza ai giovani
Cultura e formazione per promuovere l’interesse per il
Veneto. L’identità è ancora matrice di collaborazioni culturali e affari.
Quindici progetti che coinvolgono anche i corregionali lontani da molti anni.
La Regione del Veneto ha stanziato 271 mila euro per
15 progetti culturali e formativi destinati ai giovani oriundi veneti, fino
alla terza generazione. Con quali obiettivi? Lo chiediamo a Daniele Stival, assessore ai Flussi migratori della Regione del Veneto.
«Il finanziamento – spiega l’assessore Daniele Stival – risponde alla logica di dare spazio agli eventi culturali
in Veneto e all’estero, e di far conoscere la Regione ai giovani oriundi veneti,
in modo che ci sia un dialogo con le nostre comunità all’estero. Occorre,
infatti, alimentare l’interesse per la conoscenza della nostra Regione, anche
sul piano economico, per collaborare con il Veneto anche conoscendone e promuovendone
i prodotti».
Con quali criteri avete proceduto a selezionare i progetti
che sono stati presentati alla Regione?
Il bilancio del
Le iniziative si suddividono in quattro sezioni: giovani
e formazione, soggiorno di giovani nel Veneto, soggiorno di anziani, eventi
culturali nel Veneto e all’estero.
In che modo valorizzerete sia le vecchie che le nuove
generazioni?
Noi riteniamo che le cosiddette «vecchie generazioni»
abbiano l’esigenza di rivedere il Veneto dopo che se ne sono andati, spesso
molto tempo fa. Ma noi dobbiamo consentire anche ai veneti residenti all’estero
di vivere la regione di oggi, attraverso iniziative promosse nei loro stessi
Paesi di residenza, sulla falsariga di quanto facciamo per i giovani ai quali,
ovviamente, dedichiamo in più anche l’aspetto strategico della formazione,
ambito nel quale gli interscambi danno loro la possibilità di conoscere da
vicino il Veneto nei suoi vari aspetti: industriali, culturali, turistici,
dell’artigianato, dell’enogastronomia. Tutto ciò affinché si coltivi il desiderio
di sentirsi veneti e di consumare i prodotti regionali che, da sempre, sono
apprezzati per la loro qualità.
In che modo le associazioni dei veneti, i Comuni e gli
altri enti territoriali sono coinvolti nella realizzazione di questi progetti?
La Regione ha ripartito le risorse disponibili coinvolgendo
Comuni, associazioni, università e tutti quei soggetti che gravitano intorno
al mondo dell’emigrazione, e che hanno avuto la possibilità di presentare
i propri progetti, di cui avranno la gestione. Riteniamo che questa sia la
formula vincente per razionalizzare e rendere efficaci gli investimenti.
L’assessorato in autunno ha due importanti scadenze.
Sì, a fine ottobre, a Toronto in Canada, si è tenuta
la Consulta annuale dei veneti nel mondo. Quest’anno il tema è stato molto
importante, perché le associazioni dei veneti hanno presentato una serie di
modifiche legislative alla legge del settore, e quindi ci si è confrontati
alla presenza della Consulta, insieme a tredici federazioni, discutendo le
proposte innovative e, comunque, la modifica della legge. L’obiettivo è stato
quello di trovare una sintesi condivisa.
Poi, la prima settimana di dicembre, incontreremo i veneti
residenti in Europa, nel corso di un incontro che si terrà in Svizzera, nell’area
intorno a Zurigo. Sarà un appuntamento rilevante per ridefinire priorità e
strategie sul fronte della collaborazione in ambito economico, imprenditoriale
e culturale. (Marco Evangelisti- Messaggero di sant'Antonio,edizione italiana per l'estero/