COMMEMORAZIONI
Associazione
Bellunesi nel Mondo: mons. Gioacchino Muccin ricordato nel ventennale della
scomparsa
BELLUNO
- Promosso dall’Associazione Bellunesi nel Mondo, dal Comune di Longarone e
dalla Diocesi di Belluno–Feltre, il 22 ottobre Longarone ha ospitato un incontro
dedicato alla memoria del vescovo Gioacchino Muccin (1899-1991) nel ventennale
della sua morte.
La giornata
– riferisce l’Abm - è iniziata con la messa nel cimitero delle vittime del Vajont,
presieduta dal vescovo di Belluno Feltre Giuseppe Andrich, nel ricordo di
quanto la tragedia abbia inciso nella persona e nell’impegno dell’allora vescovo della Diocesi.
Successivamente, nel capoluogo, ha fatto seguito un elevato convegno su “Gioacchino Muccin: un’indimenticabile
presenza- La sua opera tra gli emigranti e nel Vajont” imperniato su una magistrale relazione di mons.
Lino Mottes, che ne fu per tanti anni
stretto collaboratore, e che, attingendo
a incancellabili ricordi personali e citando più volte le parole del Presule,
accompagnato da eloquenti immagini raccolte e presentate dal direttore Abm Marco
Crepaz, ha offerto al pubblico una viva e
commossa testimonianza della grande figura di questo insigne protagonista nella
storia della nostra emigrazione e nelle tristi giornate della tragedia del 1963.
Sono seguite
le altrettanto intense parole di Patrizio
De Martin, nel ricordo della
costante e solidale presenza del vescovo tra gli emigranti e della parte importante che
egli ebbe nel sorgere dell’Abm, e di Rino Zoldan,
memoria viva della partecipazione di Lui nel dramma del Vajont. Nel corso del convegno,
dopo le sentite espressioni del sindaco di Longarone Roberto
Padrin, con la gratitudine della comunità
per il vescovo di allora, è
stato letto un toccante messaggio di
mons. Pietro Bez, arciprete di Longarone nel dopo Vajont, anch’egli unito nella
grata memoria del
presule. Infine il vescovo Giuseppe Andrich ha completato la descrizione della
straordinaria personalità del vescovo Muccin, ricordando, in particolare – conclude
l’Abm - come essa emerga vigorosa e completa
nei suoi scritti che meritano tuttora un’attenta lettura”. (