SICUREZZA ALIMENTARE
“Italia
a Tavola
Il
Dossier lancia un allarme sulla contraffazione dei prodotti agroalimentari italiani,
enorme giro d’affari che richiederebbe un inasprimento delle pene frutto di
una nuova governance in materia
ROMA –
L’VIII Rapporto sulla sicurezza alimentare del Movimento Difesa del Cittadino
e Legambiente, intitolato “Italia a Tavola
Un fenomeno
che, dall’italian sounding ai taroccamenti dei prodotti a marchio di
origine (DOP, IGP e STG), ora appare sbarcato anche su internet e produce un
business lucroso, confermato dal valore dei beni sequestrati nel corso delle
operazioni anticontraffazione delle forze dell’ordine.
Queste
ultime hanno infatti evitato che arrivassero sulle nostre tavole 36 milioni
di chilogrammi e più di 18 milioni di litri di prodotti contraffatti o in cattivo
stato di conservazione solo nel 2010 (tra i prodotti sequestrati, per avere
un’idea delle contrattazioni più lucrose, 10 milioni di euro di olio di oliva
spacciato per extravergine e 7 milioni di euro di prodotti vinosi spacciati
per “Amarone” e “Valpolicella Ripasso”).
Ogni giorno
gli istituti preposti restituiscono all’agroalimentare la sua credibilità passando
al setaccio produttori, allevatori, trasformatori, supermercati, negozi e ristoranti.
Ma anche mercati rionali, pescherie, stabilimenti balneari, campeggi, villaggi
turistici, bar e agriturismi. Solo nel 2010 sono stati effettuati più di 430
mila controlli e il dossier “Italia a Tavola
Le conseguenze
del fenomeno della contraffazione colpiscono sia i produttori onesti, i lavoratori
che i consumatori. A farne le spese – così come rileva il Dossier pubblicato
- anche l’ambiente, visto che spesso i contraffattore non rispettano le norme
a tutela dell’ambiente, commercializzano e scambiano anche sostanze pericolose.
Per quanto riguarda i consumatori questi possono essere vittima di un frode
merceologica che di un reato alla salute pubblica. Nel primo caso a rimetterci
è soprattutto il portafogli. Ma non solo. La stessa cultura della qualità del
cibo decade di fronte a prodotti con ingredienti importanti ma assenti o sostituiti
con altri di minor pregio; a oli extra vergine di pessima qualità colorati o
trattati o a vini da tavola che non hanno niente a che fare con i marchi con
cui vengono commercializzati. Diverso il caso in cui la contraffazione si riconduce
alla sofisticazione che non esita ad utilizzare sostanze potenzialmente nocive
per la salute umana o con materie prime prive di origine e pertanto di informazioni
riguardo le norme sanitarie.
Per il
Movimento di Difesa del Cittadini e Legambiente il contrasto al fenomeno risulterebbe
potenziato da un inasprimento delle pene e da un ripensamento della governance
in materia di sicurezza alimentare.
“Nel Paese
che ha lottato per ospitare l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA)
– afferma
Per Francesco
Ferrante, della
Proprio
per valorizzare le buone pratiche il Rapporto segnala il “Premio a Tavola