INFORM - N. 197 - 24 ottobre 2011


ASSOCIAZIONI

Rapiti tre cooperanti, tra cui un’italiana, in campi profughi sahrawi in Algeria

Vicinanza ai tre volontari dell’Associazione nazionale di Solidarietà con il Popolo Sahrawi

 

ROMA – L’Associazione nazionale di Solidarietà con il Popolo Sahrawi condanna fermamente il rapimento dei tre cooperanti della solidarietà internazionale, avvenuto nei campi profughi sahrawi nei pressi di Tindouf, in Algeria, nella notte tra il 22 e il 23 ottobre. I tre cooperanti rapiti  sono l’italiana Rossella Urru (ong Cisp) e gli spagnoli Ainoa Fernandeez de Rincón (Associazione degli Amici del Popolo Sahrawi di Estremadura) ed Enric Gonyalons (Associazione Munupat). Quest’ultimo è stato ferito insieme ad una guardia sahrawi.

L'Ansps esprime la propria “solidarietà all'amica Rossella e ai suoi due compagni di sventura”, ed è “vicina alle loro famiglie e alle associazioni dei cooperanti, in modo particolare al Cisp, che vanta una lunga ed efficace esperienza di cooperazione nei campi profughi sahrawi e di sensibilizzazione in Italia sulla questione sahrawi”.   

“Conosciamo l'intelligenza, la competenza e la determinazione di Rossella, speriamo che queste qualità possano renderle meno duri i momenti che sta vivendo, ma non per questo meno forte è la totale  e ferma condanna per questo atto che la vede vittima insieme agli altri due cooperanti spagnoli” sottolinea l’Associazione secondo la quale si tratta “senza ombra di dubbio di un atto terroristico”. L'Ansps conta “sulla capacità delle autorità sahrawi ed algerine, in collaborazione con quelle dei paesi vicini, di individuare gli autori dell'odioso sequestro e di porvi felicemente fine al più presto”. Chiede al governo italiano e a quello spagnolo di “concorrere al felice esito di questa vicenda” a alle autorità sahrawi di “rafforzare le misure per garantire la sicurezza di cooperanti e volontari che sono rimasti nei campi profughi”.

L’Associazione nazionale di Solidarietà con il Popolo Sahrawi ritiene “prioritaria l'immediata liberazione di Rossella e degli altri due cooperanti”, ma “non può dimenticare le ragioni della loro presenza nella regione, che sono anche le ragioni d'essere dell'Ansps. Invita pertanto “tutta la rete italiana ed europea di solidarietà con il popolo sahrawi a non cedere, proprio ora, al ricatto di un'organizzazione terroristica che ha tra i suoi scopi quello di impedire la solidarietà tra popoli di culture e fedi diverse”. “In questo momento di maggiore difficoltà è fondamentale non far mancare al popolo sahrawi l'aiuto ed il sostegno necessari” rimarca l’Associazione. Facendo osservare che  “in 36 anni di esilio in Algeria, è il primo attacco alla cooperazione internazionale in favore dei rifugiati sahrawi”. “La modalità del sequestro riconduce gli autori ad Al Qiada nel Maghreb Islamico (Aqmi), e ciò smentisce la propaganda del Marocco che ha più volte tentato di fare l'amalgama tra Aqmi e Fronte Polisario” sostiene l’Associazione. Che conclude: “Nel giorno in cui la comunità internazionale plaude all'apertura, in Tunisia, delle urne delle prime elezioni libere della “primavera araba”, il pensiero va a quel voto tenacemente negato dal Marocco al popolo sahrawi per scegliere, attraverso il referendum di autodeterminazione, il proprio futuro, malgrado le numerose risoluzioni dell'Onu”. (Inform)

 


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