LIBIA
Dopo l'annuncio della reintroduzione della Sharia
Diritti umani, quale ruolo nel futuro del Paese nordafricano?
Frattini: “La cosa che conta è che
ROMA - I diritti
umani e più in generale il rispetto delle libertà, anche quella di religione,
sono una tappa fondamentale nel processo di ricostruzione, anche istituzionale,
della Libia. Le reazioni, specie nei paesi europei che, come l’Italia, hanno
partecipato alla coalizione internazionale voluta dall’Onu e guidata dalla
Nato che il prossimo 31 ottobre da deciso la conclusione delle operazioni
in Libia,non si sono fatte attendere dopo l'annuncio della reintroduzione
della Sharia, fatto dal presidente del Cnt, Mustafa
Abdel Jalil. “La cosa che conta è che
Dall’Unione
europea è venuto un appello alle nuove autorità libiche affinché “rispettino
i diritti dell'uomo e i principi democratici. Ci aspettiamo che la nuova Libia
si fondi sul rispetto dei diritti dell'uomo e dei principi democratici”, ha
detto Maja Kocijancic, portavoce del capo
della diplomazia europea Catherine Ashton, mentre
il portavoce del Quai d’Orsay,
Bernard Valero ha detto che
Non sono mancate
le rassicurazioni da parte delle autorità libiche. Il presidente del Consiglio
nazionale di transizione libico, Abdel Jalil, che ha annunciato un’indagine sulle circostanze in
cui e’ morto il rais. “Voglio assicurare la comunità internazionale - ha precisato
- che noi libici siamo musulmani moderati”. E a Roma l’ambasciatore libico,
Abdulhafed Gaddur, ha
affermato che