FARNESINA
Lettera
del segretario generale al direttore del quotidiano La Stampa
Giampiero Massolo: “La diplomazia e l’Unità d’Italia”
Una riflessione su ruolo e trasformazione della diplomazia
italiana nel nuovo contesto globalizzato
ROMA
– Il segretario generale della Farnesina, Giampiero Massolo, ha scritto una
lettera al direttore del quotidiano
“L’identità di un Paese è strettamente legata al suo ruolo internazionale. Chi siamo è legato anche a ciò che siamo nel mondo e ciò chiama evidentemente in causa il ruolo della nostra diplomazia – scrive Massolo, segnalando come una riflessione sul ruolo della diplomazia nella vicenda nazionale italiana sia stata sviluppata quest’anno, in coincidenza con i festeggiamenti per 150 anni di Unità d’Italia, con una serie di convegni promossi dal Mae.
Si tratta di “un ruolo che è andato evolvendosi nelle diversi fasi storiche: dal sostegno all’unificazione, al contributo all’integrazione europea, al ruolo, nella fase attuale, di veicolo alla globalizzazione. Nel secolo e mezzo di vita dell’Italia unita, - afferma Massolo - la diplomazia ha svolto una funzione rilevante per la promozione, l’evoluzione e la rappresentazione dell’identità nazionale”. “Non si può chiederle, d’altra parte, - precisa il segretario generale - di fungere anche da «generatrice» di identità, più che mai in un periodo in cui il senso di sé del nostro Paese, e, per la verità, anche quello di molti altri Stati nazione, sembra, purtroppo, vacillare. Ciò accade certamente per varie cause endogene, ma anche per effetto delle molte certezze che la globalizzazione e le sue sfide transnazionali hanno contribuito a scuotere, rendendo in qualche modo più fragili gli assetti statuali”.
A rendere manifesta la “crisi di identità degli Stati”, minacce e sfide della globalizzazione generate in primis da eventi come la crisi economico-finanziaria, il terrorismo, il surriscaldamento del pianeta, il crimine transnazionale, la proliferazione di armi, problemi che mettono in luce “l’inadeguatezza a gestire, da soli, problematiche ben superiori alle loro capacità individuali”.
Massolo definisce la reazione a questi eventi “imperfetta, propria della transizione nella quale siamo immersi: piuttosto che a rafforzare le istituzioni sovrannazionali e a promuovere l’idea di un governo globale, - segnala - si è teso a ricercare un esercizio responsabile e condiviso delle rispettive sovranità. È un tentativo complicato e macchinoso, fatto di progressive e non sempre strutturate forme di coordinamento intergovernativo, molto vulnerabili, tuttavia, ai singoli protagonismi e interessi nazionali”.
“In questo contesto, la diplomazia è dunque chiamata a mediare tra i governi per cercare di ridare forma ai rapporti mondiali, per contribuire ad «ordinare» il caos del mondo globalizzato. Ciò richiede innovazione nei contenuti e nel metodo. Sul piano dei contenuti – si legge nella lettera, - il ruolo della diplomazia si amplia, per definire con puntualità l’interesse nazionale dal punto di vista politico-diplomatico, sostenere i valori universali nei quali la società italiana si riconosce, valorizzare il patrimonio culturale e promuovere il sistema produttivo. In sintesi, per suggerire il senso della nostra prospettiva, del nostro disegno nazionale, del «chi siamo» nel mondo”.
“Sul piano del metodo, oltre a fornire al governo opzioni di politica internazionale, la diplomazia deve aiutare a decifrare la complessità della globalizzazione e declinarla in termini di prospettiva ed interessi nazionali – scrive il segretario generale, sottolineando come occorra, per fare ciò, “entrare in sinergia con i processi di integrazione europei e di coordinamento globali, erogare con sempre maggiore efficienza i suoi servizi ai connazionali, alle imprese, alle articolazioni della società civile, alle realtà territoriali, affinando le proprie capacità gestionali e sviluppando sempre più una cultura manageriale”.
“La diplomazia attuale deve, in sostanza, essere al tempo stesso «più diplomazie»: della sicurezza, dell’economia e della finanza, dell’energia, dell’ambiente, del fare sistema anche grazie alla rete diplomatico-consolare, dell’Europa e della governance globale. In tal modo - aggiunge Massolo - essa sarà davvero diplomazia della globalizzazione. La diplomazia italiana e il ministero degli Esteri, ampiamente riformati e modernizzati nelle strutture, nello stile di lavoro, stanno investendo in questo ambizioso piano d’azione le proprie energie, cercando pur con difficoltà di ottimizzare a tal fine un volume di risorse umane e finanziarie purtroppo sempre decrescente”.
Alla base di questa trasformazione la “consapevolezza che è compito precipuo di ogni grande amministrazione dello Stato porsi, in ogni fase storica, al servizio del consolidamento e della promozione dell'identità nazionale, con l’ambizione – conclude la missiva - di sostenere il Paese nel recupero di quel senso di sé, che rischia di smarrire”. (Inform)