RASSEGNA STAMPA
Intervista al ministro degli Esteri su
Nazione – Carlino – Giorno di oggi
Frattini: “Ora impedire le vendette”
ROMA - Ministro Franco
Frattini, è veramente finita? Il Segretario di Stato americano ha detto che
dopo la morte di Gheddafi la cessazione delle ostilità non è affatto automatica.
«Quella della signora Clinton è una di
Ritiene credibile
il rischio di un bagno di sangue contro i pretoriani di Gheddafi e le tribù
che hanno sostenuto il Rais?
«Questo è un problema serio. Il mix di odio tribale e desiderio di vendetta contro il regime è un pericolo reale. E su questo punto sarà messa alla prova la credibilità delle affermazioni che il presidente Abdel Jalil ha fatto sulla volontà di creare uno stato di diritto. Chiusa una pagina nera, dobbiamo aiutare la svolta democratica: la parola chiave è ora riconciliazione. E il Cnt deve assolutamente fermare la mano di eventuali giustizieri: io stesso lo dirò domani (oggi, ndr) al primo ministro Jibril, che sentirò telefonicamente».
Quali sono adesso
le priorità dell`Italia sullo scacchiere libico?
«La prima è aiutare coloro che hanno gravemente sofferto: i
feriti, i familiari delle vittime, quelli che hanno perso
E poi la Libia richiede con urgenza la formazione di un esercito ben addestrato e di una polizia nazionale, per i quali siano disposti a fare attività formativa. La Libia ha anche bisogno di assistenza per poter riprendere a crescere economicamente. Gli serve expertise per gestire i porti e le infrastrutture. L’Italia vuole essere assolutamente in prima linea al suo fianco nella ricostruzione».
Bossi dice: e adesso
a casa i clandestini libici.
«Di clandestini libici ne abbiamo pochi. Abbiamo invece molti richiedenti asilo e il ministro Maroni ha avviato le procedure per valutare le loro domande. Ma sono vittime e non criminali o migranti economici».
Adesso che il regime
è caduto non dovrebbero venire meno le ragioni della concessione dello status
di profughi?
«Saranno gli uffici del ministro Maroni a stabilirlo. Certo la nuova Libia di Jibril ha già accettato la collaborazione con l`agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, che Gheddafi aveva sempre respinto. E quindi il processo sarà gestito in piena trasparenza e con ogni garanzia». (Alessandro Farruggia - Nazione – Carlino – Giorno del 21 ottobre 2011)
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