STAMPA ONLINE
Da
www.terrelibere.org, 21 ottobre 2011
Elezioni per
“Un paese democratico non accetterà di
vedere i suoi figli morti in mare”
ESCLUSIVO - Si vota in per l`Assemblea Costituente in Tunisia e nei collegi dei tunisini nel mondo. In Italia ci sono 80 seggi. Nelle liste, per legge, metà sono donne. Ma c`è anche un partito islamico moderato. Sara Ben Guiza, capolista del Polo Modernista per il collegio italiano ci spiega che si tratta di un pericolo reale per le donne e per la rivoluzione. E parla dell`emigrazione in Italia...
Ambasciate e consolati,
ma anche
Il tema dell`emigrazione, la parità uomo-donna e il pericolo islamico sono i temi fondamentali. Il nuovo governo stringerà accordi con i paesi europei? Le enunciazioni di principio sulla parità diventeranno articoli del codice civile anche in tema di eredità? Le proteste violente contro Nessma Tv (colpevole di aver trasmesso “Persepolis”, il film di animazione in cui per pochi istanti appare una rappresentazione di Dio), sono la spia di una offensiva islamica o episodi isolati? Intervistiamo Sara Ben Guiza, capolista per il Polo Democratico Modernista nel collegio italiano.
La legge
elettorale prevede che la metà dei candidati siano donne?
Sì, è una misura della Haute Instance per la realizzazione degli obiettivi della rivoluzione, della riforma politica e della transizione democratica, composta anche da gente che veniva dalla società civile. Prevede nelle liste l`alternanza tra un uomo e una donna. Ovviamente se una donna non è capolista è molto difficile che sia eletta visto che ci sono 1500 liste che si sono presentate per l`Assemblea Costituente (per questo, il PDM, è l`unico ad aver effettivamente promosso la parità con 16 donne capolista su 33 circoscrizioni).
Il pericolo
islamico è reale o è una preoccupazione dell`Occidente?
Il pericolo è quello di una strumentalizzazione della religione al servizio della politica ed è reale. Il caso della messa in onda di Persepolis e la sua contestazione è molto significativo. Esponenti di Ennahdha hanno dichiarato che quel film rappresenta un`aggressione alla fede e che la libertà d`espressione in questo caso andava limitata.
Cosa
proponete?
Vogliamo una Tunisia
democratica, progressista e laica che parli di dignità sociale, economica e
culturale e la nostra prima battaglia deve essere la lotta contro la disoccupazione.
Vogliamo un`uguaglianza totale nei diritti tra uomo e donna. Nel nostro ordinamento
tutto quello che riguarda la famiglia è nel codice dello statuto personale,
non nel codice civile. E` il più avanzato del mondo arabo-musulmano ma continua
ad esempio a discriminare le donne per quanto riguarda le successioni. Per arrivare
ad un`uguaglianza totale,
Temete
un arretramento?
Cosa
pensate dell`emigrazione dalla Tunisia all`Italia a seguito della Rivoluzione
di gennaio?
Un paese libero
e democratico non accetterà più di vedere i suoi figli morire in mare. Chi parte
spesso viene dalle zone meridionali, ma ci sono anche donne con figli che vogliono
raggiungere il marito in Europa, neo laureati in cerca di lavoro, ricordiamo
che 50% della popolazione ha meno di 31 anni. Il rapporto tra l`Italia e
* Fondatore della Casa editrice “terre
libere.org”