ITALIANI ALL’ESTERO
Il presidente del Comites di Hannover, Giuseppe Scigliano,
sui tagli a Comites e Cgie
Le gravi difficoltà generate dalla decurtazione delle
risorse al funzionamento dei Comites fanno emergere crescenti perplessità sul
futuro degli organismi di rappresentanza
HANNOVER – Il presidente del Comites di Hannover, Giuseppe Scigliano, lamenta i tagli di risorse destinate agli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, segnalando che, qualora le indicazioni contenute nelle manovre finanziarie non dovessero cambiare, si giungerebbe ad una paralisi delle strutture periferiche di rappresentanza.
“Ciò che stato deciso è qualche cosa di molto grave che colpisce duramente gli organismi di emigrazione, perché si smantellano strutture che hanno tenuto insieme la nostra collettività quando lo Stato non pensava ai problemi degli emigranti – scrive in una nota in proposito Scigliano, che ricorda come i tagli imposti finiranno per non consentire ai Comites in particolare di far fronte ad impegni finanziari già assunti, come quelli relativi alle gestione delle sedi.
Il presidente del Comites, consapevole del difficile momento di crisi economica attraversato dall’Italia, definisce però “un pungo di spiccioli” il risparmio derivante da tali decurtazioni, avvertendo che la grave compromissione delle funzioni dei Comitati così generata non potrà che determinare una loro successiva chiusura.
Scigliano critica anche la riforma degli organismi di rappresentanza al vaglio del Parlamento: “senza risorse il problema è risolto alla base. Non potremo più fare nulla, si cancellano così tutti i compiti previsti dalla legge – scrive, segnalando come le decurtazioni vanifichino qualsiasi tentativo di ampliare o modificare la struttura dei Comites “per proiettarla verso una visione più moderna”.
“Il danno compiuto è ancora più vasto di quello che si potrebbe pensare – prosegue la nota, che stigmatizza anche i tagli di risorse prospettati per gli Enti gestori, mentre “dall’altro si mantengono servizi il cui costo è ben superiore – scrive Scigliano, auspicando una diversa razionalizzazione anche di ciò che concerne la diffusione della lingua italiana all’estero.
Amara la considerazione sul metodo con cui sono state decise le decurtazioni: “nessuno ci ha chiesto suggerimenti e consigli su come e dove effettuare i tagli. È stato deciso tutto sulla nostra testa e noi, che conosciamo benissimo la realtà in cui operiamo, siamo costretti a subire quanto deciso in altri tavoli senza aver la minima possibilità di rendere più equa la distribuzione dei pochissimi fondi che arriveranno all’estero - afferma Scigliano, ribadendo come il diverso atteggiamento adottato dal governo tedesco sul fonte dell’integrazione abbia portato quest’ultimo a considerare Intercomites e Comites interlocutori sul tema.
“Se l’intenzione era quella di smantellare tutto il Sistema Italia, - prosegue Scigliano - allora sarebbe stato più corretto nei nostri confronti che si fosse parlato in modo chiaro”. “Se si ritengono i Comites organismi inutili, si abbia il coraggio politico di decretarne la chiusura, assumendosi le responsabilità del caso - aggiunge il presidente del Comites di Hannover, domandando al governo indicazioni su come gestire l’impossibilità di non riuscire a far fonte agli impegni già presi.
“Non si parli più dunque di nuove leggi di modifica – si legge a proposito della riforma di Comites e Cgie - perché l’unica battaglia che vedo all’orizzonte è quella di lottare per avere fondi sufficienti per mantenere almeno quello che abbiamo costruito fino a questo momento”.
In vista dell’intenzione di rinnovare i Comites entro la fine del 2012, così come annunciato dal sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica nella prima mattinata di lavori dell’assemblea plenaria del Cgie della scorsa settimana, Scigliano si domanda come potranno essere finanziate le elezioni e con quali risorse i futuri Comitati potranno indire le loro assemblee.
Il presidente del Comites di Hannover conclude la nota domandano a politici ed amministratori una più attenta valutazione della necessità di tagliare le risorse destinate gli italiani all’estero e delle possibili conseguenze, anche di natura economica, sull’Italia di questa decisione. (Inform)