INFORM - N. 194 - 19 ottobre 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Il “Corriere Canadese” intervista l’assessore Elio De Anna

Il Friuli Venezia Giulia incontra a Toronto i giovani corregionali del Nordamerica

L’appuntamento prevede tre workshop e si terrà dal 21 al 23 ottobre

 

TORONTO - La Regione Friuli Venezia Giulia ha organizzato il convegno dei “Giovani corregionali del Nordamerica” che si terrà dal 21 al 23 ottobre all’Hyatt Regency di Toronto: presenti personalità italiane e canadesi del mondo imprenditoriale, accademico, scientifico e dei media. L’intento è quello di ascoltare bisogni e proposte delle nuove generazioni di corregionali che vivono all’estero, mettendoli in contatto con personalità di caratura internazionale.

La tre giorni, infatti, incorpora anche la seconda convention “Protagonisti del Friuli Venezia Giulia nel mondo” e si articola in tre workshop in cui saranno affrontati temi come l’identità, la cultura, l’economia, la ricerca e l’informazione. L’evento è stato organizzato da “Ente Friuli nel Mondo”, con la collaborazione di “Ente Friulano Assistenza Sociale e Culturale Emigranti” (Efasce), “Unione Emigrati Sloveni”, “Ente regionale ACLI per i problemi dei lavoratori emigranti” (Eraple), “Associazione Lavoratori Emigrati del FVG” (Alef) e “Associazione Giuliani nel mondo”. Queste sono le sei associazioni regionali che si occupano di emigrazione.

L’assessore regionale alla Cultura Elio De Anna sottolinea l’importanza di conoscere le nuove generazioni all’estero, creando una rete di contatti con «chi diventa punto d’eccellenza e primo ambasciatore dell’internazionalizzazione della nostra Regione». E grazie a consolidati punti di riferimento a livello politico, imprenditoriale ed accademico, il Friuli Venezia Giulia riesce a creare interesse a livello mondiale, come nel caso delle Frecce Tricolori. De Anna in tal senso va oltre, aggiungendo: «La pattuglia di Rivolto è in procinto di fare un progetto per sbarcare il prossimo anno in Canada e negli Stati Uniti».

Assessore, quali sono gli obiettivi di questo convegno?

«Vivo questa esperienza, che per me è la prima come assessore di riferimento, come un’importante occasione per pormi nei confronti di questi giovani in un atteggiamento di ascolto. Spero tanto che questa convention non sia un momento in cui la Regione arriva e spiega ai giovani come si fa “a, b, c e d”, sarebbe una delusione. Credo che il messaggio debba essere: “siamo venuti per ascoltarvi”. Avremo ad esempio Cristina Compagno, rettore dell’università di Udine, che verrà in rappresentanza anche dell’ateneo di Trieste, inoltre ci sarà anche un delegato della Sissa (Scuola internazionale di studi avanzati del capoluogo giuliano, ndr). Il nostro credo di fondo è questo: la capacità attrattiva della nostra università e la qualità della vita delle nostre città permettono di avere grandi occasioni anche per giovani stranieri di origine italiana per venire in Regione a lavorare o perfezionare gli studi».

Quanti giovani ci saranno all’evento?

«Circa un’ottantina, tutti dal Nordamerica. Vogliamo sapere ad esempio cosa pensano della crisi globale, partita proprio dall’economia virtuale del Nordamerica e propagatasi nell’economia reale di tutto il mondo. Altro tema è capire come oggi il rapporto tra Nord e Sud - sia in Europa che in America - si stia quasi ribaltando, perché ad esempio uno dei Paesi emergenti sarà il Brasile».

Come nasce questa iniziativa, giunta alla sua terza edizione?

«Arriviamo a Toronto a seguito di un programma iniziato quattro anni fa a Melbourne (Australia, ndr) e due anni fa a Porto Alegre (Brasile, ndr). Inoltre l’anno scorso il ministero degli Affari Esteri ha incaricato la mia Regione di ospitare la convention dei “Protagonisti italiani nel mondo” a Villa Manin di Passariano (in provincia di Udine, ndr). Il ministro Frattini ha voluto riconoscere il ruolo degli italiani residenti all’estero che hanno eccelso nella propria attività. A quell’evento il Friuli Venezia Giulia ha dedicato una giornata ai nostri corregionali che si sono distinti all’estero. Nella circostanza ci è stato chiesto di continuare in questa direzione, così abbiamo messo in piedi una cabina di regia che facesse tesoro di tutte queste esperienze».

Da chi è formata la cabina di regia?

«È istituita presso il nostro servizio corregionali all’estero, quindi fa capo al dottor Napoli e alla dottoressa Zuccolin, con una serie di personaggi dalla Repubblica Ceca, alla Slovacchia, Cina, Stati Uniti, Brasile, Argentina, Sudafrica, Australia, Francia, Inghilterra, Canada. Queste persone mettono in rete una serie di interessi, che hanno lo scopo di internazionalizzare la nostra Regione».

Come si fa a legare le nuove generazioni con personaggi già affermati?

«Oggi non siamo di fronte all’emigrazione tradizionale di fine ‘800 o degli anni ’60. Attualmente abbiamo a che fare con due nuovi elementi: quello della “brain mobility” dei giovani, e quello delle nostre imprese che mandano all’estero i propri manager. Queste persone sentono il bisogno di aggregarsi in nuove forme che non sono più i club tradizionali. Noi vogliamo far incontrare queste due realtà, giovani e meno giovani, dove possiamo metterli a confronto e ascoltare cosa hanno da dirci».

Incontrerete soggetti politici ed imprenditoriali canadesi?

«Assolutamente, già i relatori sono dei “portatori di interesse” che hanno con sé dei “portatori di capitale”. È evidente che la politica non può essere esente da questo convegno, quindi mi aspetto la presenza delle istituzioni, del ministro Fantino che ha assicurato il coinvolgimento. Noi abbiamo già dei progetti avviati, ad esempio c’è un importante accordo di collaborazione tra il Princess Margaret Hospital di Toronto e il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (Cro, ndr). Dobbiamo capire che oggi il fatto importante è che due centri di eccellenza si scambiano dei dati in una rete che si allarga, perché il Cro collabora con Israele ed altre realtà, mentre il Princess Margaret si appoggia su altri versanti. I nostri cittadini non devono viaggiare in altri Paesi, perché le informazioni sono condivise, cosa impensabile fino a dieci anni fa».

Quali sono le sue aspettative sul convegno?

«Mi aspetto di implementare gli scambi nel business, quindi di creare nuove opportunità per questi giovani imprenditori del Nordamerica, con una conoscenza più completa della realtà della nostra Regione. Regione che ha tutti segnali positivi di ripresa, forse l’unica che in tre anni ha dimezzato il suo debito pubblico, prima in Italia per la ripresa dei consumi. Regione che ha realtà importanti nel settore del mobile, della metallurgia, della cantieristica, dell’enogastronomia e del vino, oltre alla cultura. Quindi abbiamo tutte le caratteristiche per poter inserire nel ramo del business rapporti con il Canada e Stati Uniti. Inoltre c’è attesa per i filoni scientifico e dei media, con nuovi progetti ed opportunità».

Ha già un’idea di dove si potrebbe tenere il quarto appuntamento con i giovani corregionali?

«Dopo Oceania, America Latina e Nordamerica, non escludo che il prossimo convegno si faccia in Europa».

Ci sono ancora alcuni posti disponibili per il convegno. Chi volesse partecipare può contattare Loretta Cal al 905-851-3731, o mandarle un’email a lorettacal@bell.net. (Mattia Bello-Corriere Canadese.com, 19 ottobre/Inform)


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