LIBIA
Le opportunità per le Pmi:
riunione alla Farnesina con i ministri Frattini e Romani
ROMA - Presentare l’impegno del Governo a favore delle
piccole e medie imprese italiane in Libia e le iniziative volte alla ripresa
e all’aumento della presenza in Libia di tali imprese: sono gli obiettivi della
riunione programmata per oggi alla Farnesina tra il ministro degli Esteri Franco
Frattini e il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani e rappresentanti
di vertice del mondo imprenditoriale (Confindustria/AssAfrica, Rete Imprese Italia, Camera di Commercio Italia-Libia, Ance, UnionCamere)
e del settore bancario impegnato in Libia (Unicredit, Intesa San Paolo, Ubae, Sace e Simest).
La riunione – informa la Farnesina - avviene a seguito
della visita del ministro Frattini a Tripoli dello scorso 30 settembre. Gli
incontri con le autorità della nuova Libia a Tripoli avevano visto la partecipazione,
oltre a Confindustria, di alcune tra le principali imprese italiane (quali Finmeccanica,
Salini, Atitech), titolari di contratti in essere
o già pronti alla conclusione per attività di immediato impatto rispetto ad
alcune emergenze segnalate dal Cnt soprattutto in campo infrastrutturale. Si è trattato di
una utile occasione per discutere dello status dei contratti e di nuove opportunità.
Alla Farnesina i ministri illustreranno agli operatori
economici medio-piccoli l’azione del Governo per tutelarne
e promuoverne gli interessi nonché per presentare le modalità con le quali si
intende facilitare la loro partecipazione alla costruzione ed alla ripresa economica
della Libia liberata.
Nello scenario Mediterraneo la Libia rappresenta per
l’Italia un partner economico fondamentale, per quanto concerne l’importazione
di idrocarburi e la produzione energetica, ma anche nel campo delle infrastrutture
e, in prospettiva, dell’industria, dell’agricoltura e dello sviluppo turistico,
settori chiave nella fase attuale di ricostruzione del paese.
L’impegno in difesa delle popolazioni libiche colpite
dalle violenze del regime di Gheddafi, nel quadro dell’azione svolta dalla Nato
ha posto l’Italia nelle condizioni di poter mantenere il primato - sottolinea
la Farnesina - nei rapporti con la nuova Libia. (