ISRAELE
La liberazione di Ghilad Shalit
Auspici di pace in Medio Oriente nelle parole di Napolitano
e di Frattini
ROMA - Il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano appresa la notizia della avvenuta liberazione del caporale
Gilad Shalit, dopo più di
cinque anni di una prigionia ingiusta e crudele, in un messaggio ha chiesto
al presidente dello Stato di Israele, Shimon Peres, di porgere a Gilad Shalit, ai suoi famigliari
e all'intero popolo israeliano "l'espressione della gioia sincera e affettuosa
del popolo italiano, unitamente alla speranza che l'accordo che ha portato alla
liberazione di Gilad possa essere il seme di una nuova
stagione di dialogo e di un rinnovato anelito verso la pace".
“Si conclude oggi positivamente
una vicenda umana angosciante - dichiara a sua volta il ministro degli Esteri
Franco Frattini - dopo più di cinque anni di detenzione che non trovano fondamento
in nessuna regola internazionale. Mi impegnai personalmente lo scorso anno,
ricevendo alla Farnesina il padre del giovane militare - ricorda il ministro
degli Esteri - a svolgere ogni opportuna azione affinché si giungesse ad una
soluzione”.
“Oggi che quell’obiettivo è diventato
realtà - afferma Frattini - non posso che ribadire lo stesso concetto che espressi
pubblicamente nella mia visita a Gaza qualche mese fa: l’accordo sullo scambio
di prigionieri, restituendo al caporale Shalit il
godimento dei suoi diritti umani fondamentali, drammaticamente violati in questi
anni, può essere letto come un messaggio di pace e può servire da incoraggiamento
per la ripresa dei negoziati”.
“I due popoli, israeliano e palestinese
- conclude Frattini - vogliono la pace. Oggi mi piace pensare che alla positiva
chiusura di una dolorosa vicissitudine possa corrispondere l’ apertura di una
nuova pagina di speranza per la pace in Medio Oriente”. (Inform)