INFORM - N. 192 - 17 ottobre 2011


CGIE

Le relazioni delle Commissioni Continentali

Gli interventi dei vicesegretari Losi (Europa e Africa del Nord), Nardelli (America Latina), Silvana Mangione (Paesi Anglofoni) e Andrea Amaro (Nomina Governativa)

 

ROMA- Durante l’ultima plenaria del Cgie, svoltasi alla Farnesina, i vice segretari di area sono intervenuti per illustrare le risultanze delle Commissioni Continentali.  “Con il paese che sta sprofondando – ha esordito Lorenzo Losi vice segretario generale per i Paesi dell’Europa e Africa del Nord - è forse presunzione che qualcuno ascolti le nostre delusioni che vengono da lontano, ma che hanno avuto una forte accelerazione negli ultimi due anni. Anche se abbiamo assistito al graduale smantellamento di quanto costruito per i connazionali nel mondo, noi insistiamo nel dire che gli italiani all’estero hanno pagato fin troppo per eventuali torti nell’arco degli anni, per poter rinunciare oggi anche alla minima delle loro ragioni. Mi domando, - ha aggiunto - di fronte a questo scenario, se la nostra azione conti ancora qualcosa. Ma questo non è il momento di mollare”.

Losi ha poi spiegato come nel corso delle Continentale si sia parlato sia della riforma degli organi di rappresentanza, che viene criticata dal Cgie, sia del rischio che la crescente indifferenza delle nostre comunità all’estero verso la politica, finisca con l’abbassare ulteriormente la partecipazione degli italiani nel mondo alle consultazioni elettorali. “ Nonostante tutto questo – ha concluso Losi – il nostro impegno rimarrà inalterato, perché, anche se i Comites e gli enti Enti gestori dovranno prepararsi al peggio a causa dei tagli alle risorse, noi abbiamo il dovere di tenere alta l’italianità”.    

Toni preoccupati anche nella relazione di Francisco Nardelli, vice segretario generale per l’America Latina,  che ha parlato degli effetti negativi che avranno le riduzioni delle risorse pubbliche per i nostri connazionali all’estero nel campo dell’assistenza, dei corsi di lingua e cultura e degli organi di rappresentanza. “Questo governo – ha proseguito Nardelli - sembra aver deciso di abbandonare la realtà italiana sparsa nel mondo e il fatto che questo avvenga dopo che l’Italia ci ha dato la possibilità di eleggere i nostri rappresentanti in Parlamento, è una vera contraddizione che le nostre collettività non riescono a capire. Vi è infatti grande delusione fra i nostri giovani che si erano attivati sul territorio negli ultimi anni e che pensavano di aver raggiunto un punto di svolta dopo la Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo.  Ma questo stato di abbandono – ha aggiunto Nardelli - non scoraggerà le nostre comunità che continueranno a chiedere un rapporto con la terra d’origine. Dal canto suo il mondo associativo continuerà a lavorare, anche senza la presenza dello Stato italiano, per mantenere viva la lingua, le tradizioni e la cultura italiana”. Nardelli ha inoltre precisato come nell’odierno mondo globalizzato, in un momento di crisi e ristrettezze economiche, l’Italia non possa permettersi di tagliare i ponti con la sua emigrazione, da sempre utile terminale per l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Nardelli, dopo aver ricordato che le scarse risorse messe  a disposizione della rete consolare non permettono di far fronte alle esigenze dei nostri anziani bisognosi, ha precisato come la proposta di riforma dei Comites e del Cgie approvata dal Sento e in discussione alla Camera, non rappresenti e sia lontana dalle istanze delle nostre comunità all’estero.

Di situazione di emergenza parla anche Silvana Mangione, vice segretario generale per i Paesi Anglofoni, che evidenzia come le nostre comunità nel mondo, non sufficientemente protette nemmeno dagli eletti all’estero, risultino sempre più emarginate dall’azione del Governo e del Parlamento italiano.  La Mangione ha anche sottolineato come, alla luce di questa difficile situazione, la Commissione “esorti i parlamentari eletti all’estero a fare quadrato per la difesa stessa delle nostre comunità, il cui collante è anche la lingua italiana, e chieda l’immediato rinnovo dei Comites e del Cgie con la legge in vigore senza aspettare l’approvazione definitiva della riforma che concentra troppi poteri nelle mani di pochi”. Per quanto poi riguarda la ristrutturazione della rete consolare la Mangione ricorda come la Commissione si opponga alla chiusura dei consolati di Adelaide e Brisbane in Australia e di Detroit e Filadelfia in USA. Il vice segretario ha anche parlato sia della possibilità di chiedere direttamente al ministro Frattini quali siano le politiche del governo per gli italiani all’estero, sia della necessità di non far cadere il dialogo con le nuove generazioni, anche attraverso l’indizione .della seconda Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo.

Dal canto suo Andrea Amaro, vice segretario generale per i Consiglieri di Nomina Governativa, ha ricordato l’ottimo lavoro per l’integrazione dei nostri connazionali svolto dalle nostre associazioni nel mondo e la difficile battaglia , durata decenni, per il conseguimento di un equilibrato sistema di rappresentanza, formato dai Comites, dal Cgie e dai parlamentari della circoscrizione Estero. Amaro, dopo aver criticato la mancanza di politica del Governo per gli italiani nel mondo , ha evidenziato come la proposta di riforma degli organi di rappresentanza varata dal Senato ed in discussione alla Camera, allontani i Comites dalla base elettorale e riduca il Cgie ad un mero organismo di consulenza privo di poteri reali. In definitiva secondo Amaro questa riforma spiana la strada al superamento degli stessi organi di rappresentanza e finisce con il compromettere il legame fra l’emigrazione e la società italiana    “Dobbiamo opporci a questa proposta di legge – ha puntualizzato Amaro - rilanciando un’iniziativa unitaria e comune che promuova una politica democratica per l’emigrazione, nell’emigrazione e con l’emigrazione. Metteremo in piedi manifestazioni e presidi nei vari paesi dove sono di più numerosi gli italiani all’estero. Ci impegneremo perché alla Camera questo disegno non venga approvato, senza dimenticare le altre emergenze come il porre fine ai tagli e allo smantellamento della rete consolare”. Anche Amaro ha lanciato un appello ai  parlamentari eletti all’estero “affinché siano protagonisti di questa battaglia evitando contrapposizioni fra la rappresentanza sociale e quella politica che hanno per tanti anni convissuto positivamente”. Amaro ha infine sottolineato come a tutt’oggi l’emigrazione italiana, ogni anno 70.000 giovani vanno all’estero per trovare occupazione qualificata, non sia ancora finita (G.M./Inform) 

 


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