INFORM - N. 191 - 14 ottobre 2011

 


CGIE

L’intervento del senatore del Pd Claudio Micheloni

“Con il lavoro sulla riforma svolto in Senato si è cercato di costruire la migliore protezione possibile delle istituzioni di rappresentanza degli italiani nel mondo”

 

ROMA – Nel corso del dibattito del Cgie, svoltosi alla Farnesina, ha preso la parola anche il senatore del Pd Claudio Micheloni. Un intervento a tutto campo in cui, il senatore eletto nella ripartizione Europa, ha parlato di politica, della riforma dei Comites e del Cgie e dei tagli ai capitoli di spesa per gli italiani all’estero.

“Ho sentito in alcuni interventi e fra le comunità all’estero – ha esordito Micheloni - dire una certa frase, ovvero che questo governo ce l’ha con gli italiani all’estero, Credo però che se resteremo  su questa posizione saremo perdenti su tutti i fronti, perché io, che vivo al Senato la realtà di tutti i giorni della politica italiana, dico che questo governo ce l’ha con il popolo italiano, non con gli italiani all’estero. Questo ci deve permettere di ridimensionare i nostri problemi nel quadro delle difficoltà che il paese vive oggi”.

“Con il lavoro svolto in Senato sulla riforma dei Comites e del Cgie – ha proseguito Micheloni dopo aver sottolineato la necessità di abbassare i toni e di tornare a discutere con sobrietà per ragionare sui temi concreti - si è cercato di costruire la migliore protezione possibile delle istituzioni di rappresentanza degli italiani nel  mondo e non la loro distruzione. Noi del Pd al Senato abbiamo dato un voto contrario alla riforma dopo una grande discussione. Abbiamo però chiesto ai nostri amici deputati di migliorare il buon lavoro fatto. Io credo dunque che la riforma vada rapidamente approvata e non  messa su di un binario morto”.

Dopo aver sottolineato la sua contrarietà al rinvio delle elezioni dei Comites deciso dal Governo, Micheloni ha ricordato come entro poche settimane arriverà in Parlamento una nuova finanziaria che certamente porterà ulteriori tagli alle risorse pubbliche. In questo contesto il deputato del Pd ha ricordato come l’indagine conoscitiva avviata delle Commissioni Esteri di Camera e Senato sul funzionamento del ministero degli Esteri stia cercando anche di capire l’utilizzo delle risorse da parte di questo dicastero, in modo anche di poter chiedere di indirizzare i tagli alle spese in modo diverso dall’attuale. Secondo Micheloni infatti, che critica il sottosegretario Mantica per non aver raccolto le istanze provenienti dalla base e dalla politica, la stessa opera di ristrutturazione della rete consolare presenta sprechi di risorse che potrebbero essere indirizzate altrove. Per quanto poi riguarda le riforme costituzionali attualmente all’esame del parlamento che riducono il numero dei parlamentari e quindi anche degli eletti all’estero, secondo Micheloni l’ipotesi fatta per il nuovo Senato federale di 4 senatori per la circoscrizione Estero non si adatterebbe alle odierne ripartizioni. “Io non credo – precisa Micheloni - che queste proposte costituzionali alla fine non verranno attuate, ma il rischio c’è. A mio giudizio per il Senato federale ci vorrebbero 5 senatori per regione e quindi 5 dovrebbero spettare alla circoscrizione Estero”. (Inform)  

 


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