CHIESA ITALIANA
Migrantes: concluso il convegno dei Direttori
regionali
ROMA
– Si è concluso oggi a Roma l’incontro dei Direttori regionali Migrantes con al
centro la verifica dell’anno pastorale 2010-2011 e la programmazione pastorale
del 2011-2012. Il tema migrazioni e mobilità nell’incontro, sempre più presente
nella vita della città e delle chiese locali, è stato analizzato a partire dagli
“Orientamenti pastorali” dei vescovi italiani con una particolare attenzione a
rendere protagonisti gli adulti cristiani immigrati sia nelle comunità etniche
come nelle comunità parrocchiali. “Nelle nostre comunità – ha detto il Direttore
generale della Migrantes mons. Perego - si riscontra una debole percezione della
mobilità, accompagnata anche da una fatica alla relazione con l’altro, tanto più
quando l’altro è straniero o è temporaneamente presente nella comunità per motivi
diversi: rifugiato, prof
Durante il convegno molto significativo è stato un incontro congiunto tra i Direttori regionali e i 17 coordinatori nazionali delle comunità etniche cattoliche in Italia per approfondire la conoscenza, i problemi e le prospettive di lavoro insieme sul piano regionale”. I coordinatori nazionali hanno presentato i numeri dei cattolici delle diverse comunità sottolineando la distribuzione degli oltre 900.000 “nuovi cattolici” in Italia provenienti da almeno 60 Paesi del mondo. Si passa dalle piccole comunità malgascie o ungheresi o lituane alle numerose comunità cattoliche filippine, latino-americane o ucraine o sri-lanchesi, seguite da 2300 sacerdoti stranieri presenti in Italia e da oltre 700 centri pastorali etnici. I coordinatori hanno rilevato l'apporto ai percorsi di catecumentato e di iniziazione cristiana soprattutto di persone albanesi o cinesi, Paesi di tradizione atea e maoista. E’ stato un momento significativo per i direttori regionali Migrantes che hanno ringraziato i coordinatori nazionali per il prezioso lavoro pastorale, riconoscendo nelle comunità etniche in Italia “il soffio di una Chiesa giovane che sveglia le nostre, talora, stanche comunità”. (Raffaele Iaria-Migrantes online /Inform)