CGIE - DOCCUMENTAZIONE
La relazione della V Commissione Tematica
“Formazione Lavoro Impresa Cooperazione”
Documento finale
A conclusione dei lavori della V Commissione, sono state espresse, in premessa, alcune considerazioni di ordine generale.
Il
CGIE è un organismo di rappresentanza indispensabile, pur nelle inevitabili differenziazioni
dialettiche, purché esso si ricordi di rappresentare l’insieme degli italiani
all’estero, anche quelli che non votano e non partecipano alla vita associativa,
abbia
E’ necessario che il CGIE abbia non solo autonomia ma anche efficacia operativa, attraverso l’inserimento del Segretario Generale nelle strutture esecutive che sviluppano politiche per gli Italiani all’estero ed una segreteria operativa che assicuri il progresso dei temi discussi nel corso delle Assemblee plenarie e continuità di lavoro alla struttura rappresentativa.
E’ indispensabile ribadire con forza che la legge di cosiddetta riforma degli organismi rappresentativi è da rigettare nel suo impianto.
Ancora una volta, mentre molte forze politiche richiedono che si dia voce anche alle minoranze in campo politico, la legge prevede soltanto grandi quantità di italiani per dare loro la possibilità di esprimersi attraverso i Comites ed elimina la rappresentanza dei frontalieri.
I Paesi emergenti, quelli di emigrazione recente legati alla delocalizzazione industriale, interi sub-continenti (India, Cina), potenze industriali ed economiche (Giappone), dove pure lavorano, vivono, lottano per la conquista di mercati difficili nostri connazionali, spesso fra difficoltà legali e di vita di ogni genere, non sembrano meritevoli, secondo il provvedimento in esame, di avere voce.
Il primo tema, quello relativo ai corsi di formazione per connazionali all’estero non residenti in Paesi U.E., è stato sviluppato con l’obiettivo, conseguito, di ottenere che il Ministero del Lavoro coinvolgesse le organizzazioni rappresentative locali nella scelta dei corsi e nel controllo del loro svolgimento mentre il CGIE avrebbe contribuito, per la sua parte, alla scelta finale dei progetti presentati.
I corsi assegnati si sono svolti, per quanto se ne sa, con regolarità, conseguendo gli obiettivi che erano previsti nei progetti approvati.
L’obiettivo è stato conseguito?
Presentata in questi termini sembrerebbe che la attività della Commissione sia meritevole dell’incondizionato plauso dell’intero CGIE. Come sappiamo non è stato così ed a questo punto sarebbe forse bene chiarire quali sono state le lacune, di conoscenza, di partecipazione, di informazione, per non ricadere, in un futuro che comunque appare lontano, nelle stesse manchevolezze che hanno tolto brillantezza ad un risultato comunque apprezzabile.
Il secondo tema affrontato dalla Commissione è stato quello della impresa e della internazionalizzazione, su cui si è tenuta anche una riunione straordinaria.
Il tema è stato sviscerato a fondo allo scopo di individuare le azioni per sostenere in particolare le PMI, alla luce di una collaborazione fattiva con le imprese ed il lavoro dei connazionali all’estero, affinché facciano sistema per affrontare meglio la competizione internazionale, analizzato le politiche italiane e quelle dell’unione europea a sostegno dell’internazionalizzazione, indicando le linee di azione che apparivano più adeguate, descritto il quadro normativo e le carenze da affrontare.
Si è ascoltata la voce della SACE e della SIMEST per conoscere le attività a supporto delle aziende nella loro azione di penetrazione dei mercati mondiali, dell’eventualità di un sostegno alla possibile interazione e collaborazione fra industria e lavoro in Madrepatria con i corrispondenti operatori in settori simili nei Paesi di accoglienza.
Apparentemente il nostro lavoro è finito in uno dei tanti cassetti del MAE e rimane il forte rammarico per il mancato coinvolgimento da parte del Ministero degli Affari esteri nelle attività relative alla politiche economiche che interessano gli italiani all’estero e l’internazionalizzazione, con particolare riguardo al sostegno delle PMI.
Sullo
stesso tema,
Come se non bastasse, ad indicare l’importanza del soggetto, il Ministero dello Sviluppo economico ha insediato nello scorso mese di agosto sei gruppi di lavoro tematici, coinvolgendo sette associazioni di categoria, i responsabili dei principali istituti di internazionalizzazione, regioni, imprenditori di successo e massimi rappresentanti delle autorità europee e italiane del settore: in questo mese di ottobre saranno presentate le conclusioni.
In
entrambe le occasioni né
Sarebbe comunque interessante conoscere le conclusioni, alla luce della manovra finanziaria di agosto: in un recente incontro con le rappresentanze sindacali l’ambasciatore Massolo, Segretario generale del MAE, ha indicato che la manovra prevede decurtazioni ai capitoli di spesa del Mae pari a 207 milioni di Euro per il 2012, 72 milioni per il 2013 e 93 milioni per il 2014.
I tagli alle finanze della Farnesina si ripercuoteranno solo sulla quota di bilancio – pari al 45% della spesa totale – che non ha carattere obbligatorio, mentre sul restante 55%, trattandosi di spese obbligatorie, non sarà possibile effettuare tagli.
Il Segretario Generale ha reso noto che le previsioni di decurtazione della spesa verranno applicate ai soli capitoli di bilancio relativi al funzionamento del MAE, ai contributi non obbligatori, all’ISE, alle attività culturali, alla cooperazione allo sviluppo, agli italiani all’estero, mentre i capitoli di spesa relativi agli stipendi metropolitani, alle utenze, alla comunicazione, ai contributi ONU - poiché obbligatori -, rimarranno invariati.
Massolo ha quindi illustrato il piano articolato di risparmi che, tenendo al riparo settori quali l’Unità di Crisi, la sicurezza della rete estera, l’informatica, le missioni ed il cerimoniale con rimodulazione della parte relativa ai contributi per gli impegni internazionali, alle strutture scolastiche o agli Enti operanti all’estero, interesserà rete consolare, diplomatici, personale di ruolo, personale a contratto e Ice.
Quest’ultimo tema, l’ICE, è una nebulosa molto confusa, per la parte organizzativa, finanziaria ed economica.
Al momento i cinque decreti della Presidenza del Consiglio, che dovrebbero mettere a regime le disposizioni della manovra, non sono pronti. Solo a conclusione di questo processo, gli impiegati e le risorse già assegnate all’ICE per tutti i programmi in itinere verranno, forse, assegnati al MAE.
La confusione come si vede è grande.
I temi che abbiamo analizzato nei nostri lavori sono temi concreti e non si prestano ad interpretazioni demagogiche o propagandistiche, rifuggono dal “politically correct”.
Con
un certo rammarico esprimo queste conclusioni, perché abbiamo lavorato tutti con
passione, ritenendo di contribuire alla soluzione di problemi reali:
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