CAMERA DEI
DEPUTATI
Il Governo risponde all’interrogazione del deputato Pd
Fabio Porta: Visti turistici italiani in Brasile, il problema si avvia
a soluzione
Chiesto al Brasile il ripristino dell’estensione a 180
giorni di permanenza. Presto soluzione definitiva
ROMA – Visti turistici italiani in Brasile: qualche settimana
fa Fabio Porta, deputato del Pd eletto nella circoscrizione America Meridionale,
si era rivolto con una interrograzione al ministro
degli Esteri Franco Frattini motivata dal fatto che “da luglio, gli italiani
che chiedono il visto turistico per il Brasile sono sottoposti a un trattamento
diverso rispetto ai cittadini degli altri paesi europei”(.
Il Governo ha risposto all’interrogazione del deputato
italo brasiliano che “la differenza di trattamento nei confronti dei nostri
connazionali dovrebbe venir meno con l’entrata in vigore dell’Accordo di esenzione
sui visti di breve durata per i titolari di passaporto ordinario firmato
lo scorso anno dall’Unione Europea e dal Brasile. Attualmente in corso di ratifica
presso il Congresso Nazionale brasiliano, che prevede per i cittadini europei
un limite di permanenza in Brasile di 90 giorni ogni sei mesi”.
In attesa di tale ratifica l’Ambasciata italiana ha chiesto
al Governo brasiliano “il ripristino per i nostri connazionali della possibilità
di estendere fino a 180 giorni l’anno il soggiorno in territorio brasiliano
in esenzione del visto”.
Sulla reciprocità di trattamento, infine, il Governo
ha ribadito che “l’entrata di cittadini brasiliani per motivi turistici e la
loro permanenza in territorio nazionale sono di fatto disciplinate anche dal
regolamento UE 539/2001, che ha portato il termine complessivo di permanenza
a 180 giorni”.
L’on. Porta ha preso atto “con soddisfazione dell’immediata
risposta e soprattutto della tempestiva azione della nostra Ambasciata, che
viene incontro – ha detto – alla mia sollecitazione ed alla preoccupazione di
migliaia di cittadini italiani in Brasile e di altrettanti brasiliani in Italia”.
“Di tutto le relazioni bilaterali tra i nostri due grandi
Paesi hanno bisogno – ha aggiunto il deputato – fuorché di problemi burocratici
che complichino i reciproci flussi di persone tra Paesi che sono accomunati,
tra l’altro, dalla presenza in territorio brasiliano di oltre trenta milioni
di italo-discendenti”. (