INFORM - N. 190 - 13 ottobre 2011


ASSEMBLEA PLENARIA CGIE

Le relazioni delle Commissioni tematiche aprono la seconda giornata di lavori

Gli interventi di Santellocco (Formazione, impresa, lavoro e cooperazione), Erio (Nuove migrazione e generazioni nuove), Ruedenberg (Gruppo donne), Montanari (Informazione e comunicazione), Nestico (Tutela sanitaria), Arona (Sicurezza e tutela sociale), Tommasi (Diritti civili, politici e partecipazione), Marzo (Scuola e cultura) e Nardelli (Stato, Regioni, Province autonome e Cgie)

 

ROMA – Con le relazioni dei lavori svolti nell’ambito delle Commissioni tematiche si è aperta oggi la seconda mattinata di plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.

A cominciare è stato Franco Santellocco, presidente della V Commissione (Formazione, impresa, lavoro e cooperazione), che ha illustrato i temi oggetto di interesse dell’organismo, preceduti da una considerazione sull’importanza del Cgie quale assemblea rappresentativa di tutti i connazionali residenti nel mondo, caratteristica che, secondo Santellocco, rischierebbe di essere messa in discussione dalla riforma in materia in esame alla Camera. Per quanto riguarda i corsi di formazione rivolti ai connazionali residenti nei Paesi extraeuropei, egli ha messo in luce come il ministero del lavoro sia stato sollecitato affinché cercasse un più diretto coinvolgimento del Cgie e delle realtà italiane presenti nei luoghi di destinazione dei corsi finalizzato ad una migliore pianificazione e controllo dei progetti. Ancora carente risulta invece il coinvolgimento del Cgie nelle iniziative che riguardano la promozione dell’imprenditorialità all’estero, specie riguardanti piccole e medie imprese. “Ancora confusa è la situazione che si verrà a determinare con l’eliminazione dell’Ice – sostiene Santellocco, il quale auspica che le risorse destinate all’Istituto, in attesa dei decreti attuativi della presidenza del Consiglio dei ministri, possano essere destinate al Mae, e annuncia un odg sui bandi di formazione destinati agli italiani all’estero che verrà sottoposto all’esame della plenaria nella giornata conclusiva di domani.

Torna invece sui rischi che l’attesa e il rinvio di incontri destinati alle giovani generazioni possono avere sulla partecipazione di questi ultimi all’attività degli organismi di rappresentanza Carlo Erio, presidente della VII Commissione (Nuove migrazione e generazioni nuove), che sottolinea anche come sarebbe importante disporre di dati e di un quadro aggiornato sulla presenza giovanile italiana nel mondo. “Si sarebbe dovuto procedere a tempo debito con il rinnovo di Comites e Cgie, dal memento che la prima Conferenza dei giovani italiani nel mondo aveva stimolato la voglia di partecipare dei giovani all’attività di questi organismi di rappresentanza – afferma Erio, mentre fa notare come il rinvio e il temporeggiamento siano nocivi per l’entusiasmo giovanile dimostrato, “i giovani – dice – vogliono risposte immediate”. Egli auspica che possa essere rinnovato il coinvolgimento di questi ultimi, “anche con una presenza più ristretta”, agli incontri di Comites e Cgie, ed avverte dei pericoli che la riforma in esame al Parlamento potrebbe causare agli organismi, rendendo ancora più difficile un avvicinamento ad essi delle nuove generazioni.

Per il Gruppo donne è intervenuta Anna Pompei Ruedenberg, che ha ribadito l’importanza dell’apprendimento della lingua italiana tra i discendenti di italiani all’estero: “i nostri figli costituiscono il terreno privilegiato per trasmettere l’italiano, lingua importante non solo a livello emozionale, ma anche sul fronte culturale, formativo e professionale – ha affermato, auspicando per il futuro una maggiore partecipazione delle donne al Cgie e riassumendo i principali contributi apportati al lavoro del Consiglio generale dal gruppo da lei coordinato.

Per la I Commissione (Informazione e comunicazione) è intervenuto Mauro Montanari, che ha segnalato gli incontri avvenuti con il direttore di Rai International, Daniele Renzoni, in merito al servizio televisivo offerto ai connazionali residenti all’estero, e con Francesco Iannelli dell’Ufficio per il sostegno all’editoria dell’omonimo Dipartimento della presidenza del Consiglio dei ministri. Con il primo sono stati affrontate le problematiche segnalate dai connazionali relative a Rai Italia, dalla qualità del segnale all’articolazione dei palinsesti, sino alle criticità determinate da una contrazione delle risorse destinate al canale e quantificate da Renzoni in un - 44% per il 2010. Con Iannelli è stato approfondito il ruolo della stampa italiana all’estero, “che forma comunità e contribuisce alla diffusione della nostra lingua, anche se – ha affermato Montanari – l’intenzione non è quella di sostituirsi agli enti gestori. Tuttavia, in assenza di possibilità e fondi, spesso essa rimane l’unico strumento di diffusione della nostra lingua”. Per quanto concerne i fondi destinati al settore – circa 2 milioni di euro – la Commissione ha auspicato un miglioramento nel controllo della loro distribuzione e un’appropriata considerazione per le maggiori spese sostenute dalla stampa quotidiana distribuita all’estero.

Il presidente dell’VIII Commissione (Tutela sanitaria), Pasquale Nestico, ha segnalato come l’impegno del Cgie abbia contribuito in questi anni alla stipula di polizze assicurative per l’assistenza sanitaria di connazionali indigenti in Paesi dell’America latina, “un’esperienza di grande rilevanza – ha detto – perché ha permesso di cogliere quanto sia importante il tema del diritto alla salute, garantito dalla nostra Costituzione”. Nestico ha quindi informato dei passi avanti compiuti in merito all’indagine sulle necessità di tutela sanitaria da parte dei residenti all’estero, indagine il cui svolgimento era stato avvallato nel corso dell’ultima plenaria con l’approvazione di un apposito odg. Il presidente dell’VIII Commissione ha illustrato quindi il programma del sondaggio che verrà compiuto attraverso un questionario, presentato all’assemblea da Anna Ruedenberg e preparato in collaborazione, oltre che con il Gruppo donne, con la II Commissione (Sicurezza e tutela sociale). La sua distribuzione è prevista nel mese di novembre, mentre a gennaio 2012 Nestico prevede la raccolta dai dati e il loro affidamento ad un gruppo di esperti di enti di ricerca come il Censis o l’Istat. I risultati così elaborati verranno presentati nel corso di una conferenza da tenersi entro i primi mesi dell’anno prossimo e saranno sottoposti anche all’attenzione della prima assemblea plenaria del Cgie del 2012.

Preoccupazioni sull’assenza di riferimenti al tema dell’assistenza nell’intervento del governo all’assemblea di ieri sono state manifestate dal presidente della II Commissione, Maria Rosa Arona, che auspica l’indagine soprarichiamata possa servire anche per una ripresa della questione non solo nell’ambito dei lavori del Cgie. Arona ha inoltre illustrato le preoccupazioni sollevate dalla Commissione sulle difficoltà acuite dalla crisi economica, in particolare in Italia: “lo stato sociale viene visto sempre più come una spesa, un lusso, e i tagli attuati dal governo rischiano di colpire una fascia di popolazione già debole e vulnerabile – afferma Arona, che si sofferma anche sulle difficoltà dei pensionati italiani all’estero, in particolare a quelle generate dalla richiesta di certificare la propria esistenza in vita.

Per la III Commissione (Diritti civili, politici e partecipazione) parla il presidente Mario Tommasi, che conferma la contrarietà già espressa sull’impianto di riforma di Comites e Cgie in discussione alla Camera. “Già nella plenaria svolta a Torino prima dell’estate, il presidente del Comitato sulle questioni degli italiani all’estero del Senato, Giuseppe Firrarello, ci manifestò la sua disponibilità ad ascoltare le nostre proposte, ma nulla è cambiato – rileva Tommasi, elencando ancora una volta i punti critici del ddl. “Una riforma di questo genere e tutto ciò che è avvenuto in questi ultimi anni nelle politiche per gli italiani all’estero hanno sollevato tra i connazionali sfiducia e perplessità che a volte investono l’efficacia stessa della nostra rappresentanza parlamentare – prosegue Tommasi, segnalando come la Commissione abbia discusso anche delle modifiche sulla normativa che regolamenta il voto all’estero, in merito a cui si evidenzia come indispensabile il mantenimento del voto per corrispondenza, “anche se non c’è concordanza di vedute sull’ipotesi di prevedere l’iscrizione ad una lista di elettori – afferma Tommasi, a proposito di alcuni dispositivi per la messa in sicurezza del voto discussi in Parlamento nel corso di questi mesi. Annunciata, infine, la presentazione di un odg per richiedere la convocazione di una nuova plenaria nel prossimo mese di dicembre.

Sulla drastica riduzione dei contributi assegnati agli enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana all’estero di sofferma Fernando Marzo per la IV Commissione (Scuola e cultura), che sottolinea come, con l’entità dei tagli previsti, si rischi di mettere in discussione non solo “la quantità ma la stessa qualità dell’offerta linguistica”. “Oggi sembra che si sia rotto l’equilibrio nella relazione culturale tra il nostro Paese e i connazionali che risiedono all’estero – prosegue Marzo, segnalando come “la difficoltà risieda anche nell’impossibilità di fare programmi certi nell’immediato per quanto riguarda gli enti gestori”. “Ciò che chiedono i giovani italiani all’estero sono soprattutto lingua e cultura italiana – conclude Marzo, sottolineando come debba essere stabilito un limite minimo nell’offerta formativa, “oltre il quale le istituzioni italiane non possono più essere considerate interlocutrici valide per le nostre collettività”.

Per la VI Commissione (Stato, Regioni, Province autonome e Cgie), Francisco Nardelli, riporta gli interrogativi emersi sulla mancanza di confronto con le Regioni sulla normativa di riforma del Cgie, tesa ad includervi alcuni rappresentanti, e sull’assenza di interlocutori del Cgie. “La Commissione auspica la convocazione della Conferenza Stato, Regioni, Provincie autonome e Cgie per la programmazione delle politiche rivolte ai connazionali, tanto più necessaria in un quadro di drastici tagli di risorse – conclude Nardelli, che evidenzia l’opportunità di posticipare le ipotesi di riforma degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero alla più generale riforma costituzionale attesa per lo Stato italiano. (Viviana Pansa – Inform)

 


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