ASSEMBLEA PLENARIA
CGIE
Le relazioni delle Commissioni
tematiche aprono la seconda giornata di lavori
Gli interventi di Santellocco
(Formazione, impresa, lavoro e cooperazione), Erio
(Nuove migrazione e generazioni nuove), Ruedenberg
(Gruppo donne), Montanari (
ROMA – Con le relazioni
dei lavori svolti nell’ambito delle Commissioni tematiche si è aperta oggi la
seconda mattinata di plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.
A cominciare è stato Franco
Santellocco, presidente della V Commissione (Formazione,
impresa, lavoro e cooperazione), che ha illustrato i temi oggetto di interesse
dell’organismo, preceduti da una considerazione sull’importanza del Cgie
quale assemblea rappresentativa di tutti i connazionali residenti nel mondo,
caratteristica che, secondo Santellocco, rischierebbe di essere messa in discussione dalla
riforma in materia in esame alla Camera. Per quanto riguarda i corsi di formazione
rivolti ai connazionali residenti nei Paesi extraeuropei, egli ha messo in luce
come il ministero del lavoro sia stato sollecitato affinché cercasse un più
diretto coinvolgimento del Cgie e delle realtà italiane
presenti nei luoghi di destinazione dei corsi finalizzato ad una migliore pianificazione
e controllo dei progetti. Ancora carente risulta invece il coinvolgimento del
Cgie nelle iniziative che riguardano la promozione
dell’imprenditorialità all’estero, specie riguardanti piccole e medie imprese.
“Ancora confusa è la situazione che si verrà a determinare con l’eliminazione
dell’Ice – sostiene Santellocco,
il quale auspica che le risorse destinate all’Istituto, in attesa dei decreti
attuativi della presidenza del Consiglio dei ministri, possano essere destinate
al Mae, e annuncia un odg
sui bandi di formazione destinati agli italiani all’estero che verrà sottoposto
all’esame della plenaria nella giornata conclusiva di domani.
Torna invece sui rischi
che l’attesa e il rinvio di incontri destinati alle giovani generazioni possono
avere sulla partecipazione di questi ultimi all’attività degli organismi di
rappresentanza Carlo Erio, presidente della
VII Commissione (Nuove migrazione e generazioni nuove), che sottolinea anche
come sarebbe importante disporre di dati e di un quadro aggiornato sulla presenza
giovanile italiana nel mondo. “Si sarebbe dovuto procedere a tempo debito con
il rinnovo di Comites e Cgie, dal memento che la prima Conferenza dei giovani italiani
nel mondo aveva stimolato la voglia di partecipare dei giovani all’attività
di questi organismi di rappresentanza – afferma Erio, mentre fa notare come il rinvio e il temporeggiamento
siano nocivi per l’entusiasmo giovanile dimostrato, “i giovani – dice – vogliono
risposte immediate”. Egli auspica che possa essere rinnovato il coinvolgimento
di questi ultimi, “anche con una presenza più ristretta”, agli incontri di Comites
e Cgie, ed avverte dei pericoli che la riforma in
esame al Parlamento potrebbe causare agli organismi, rendendo ancora più difficile
un avvicinamento ad essi delle nuove generazioni.
Per il Gruppo donne è intervenuta
Anna Pompei Ruedenberg, che ha ribadito l’importanza
dell’apprendimento della lingua italiana tra i discendenti di italiani all’estero:
“i nostri figli costituiscono il terreno privilegiato per trasmettere l’italiano,
lingua importante non solo a livello emozionale, ma anche sul fronte culturale,
formativo e professionale – ha affermato, auspicando per il futuro una maggiore
partecipazione delle donne al Cgie e riassumendo i principali contributi apportati al lavoro
del Consiglio generale dal gruppo da lei coordinato.
Per la I Commissione (
Il presidente dell’VIII Commissione (Tutela sanitaria), Pasquale Nestico, ha segnalato come l’impegno del Cgie abbia contribuito in questi anni alla stipula di polizze
assicurative per l’assistenza sanitaria di connazionali indigenti in Paesi dell’America
latina, “un’esperienza di grande rilevanza – ha detto – perché ha permesso di
cogliere quanto sia importante il tema del diritto alla salute, garantito dalla
nostra Costituzione”. Nestico ha quindi informato
dei passi avanti compiuti in merito all’indagine sulle necessità di tutela sanitaria
da parte dei residenti all’estero, indagine il cui svolgimento era stato avvallato
nel corso dell’ultima plenaria con l’approvazione di un apposito odg.
Il presidente dell’VIII Commissione ha illustrato
quindi il programma del sondaggio che verrà compiuto attraverso un questionario,
presentato all’assemblea da Anna Ruedenberg e preparato
in collaborazione, oltre che con il Gruppo donne, con la II Commissione (Sicurezza
e tutela sociale). La sua distribuzione è prevista nel mese di novembre, mentre
a gennaio 2012 Nestico prevede la raccolta dai dati
e il loro affidamento ad un gruppo di esperti di enti di ricerca come il Censis
o l’Istat. I risultati così elaborati verranno presentati nel corso di una conferenza
da tenersi entro i primi mesi dell’anno prossimo e saranno sottoposti anche
all’attenzione della prima assemblea plenaria del Cgie
del 2012.
Preoccupazioni sull’assenza
di riferimenti al tema dell’assistenza nell’intervento del governo all’assemblea
di ieri sono state manifestate dal presidente della II Commissione, Maria
Rosa Arona, che auspica l’indagine soprarichiamata possa servire anche per
una ripresa della questione non solo nell’ambito dei lavori del Cgie.
Arona ha inoltre illustrato le preoccupazioni sollevate dalla Commissione sulle
difficoltà acuite dalla crisi economica, in particolare in Italia: “lo stato
sociale viene visto sempre più come una spesa, un lusso, e i tagli attuati dal
governo rischiano di colpire una fascia di popolazione già debole e vulnerabile
– afferma Arona, che si sofferma anche sulle difficoltà dei pensionati italiani
all’estero, in particolare a quelle generate dalla richiesta di certificare
la propria esistenza in vita.
Per la III Commissione
(Diritti civili, politici e partecipazione) parla il presidente Mario Tommasi, che conferma la contrarietà già espressa sull’impianto
di riforma di Comites e Cgie in discussione alla Camera. “Già nella plenaria svolta
a Torino prima dell’estate, il presidente del Comitato sulle questioni degli
italiani all’estero del Senato, Giuseppe Firrarello,
ci manifestò la sua disponibilità ad ascoltare le nostre proposte, ma nulla
è cambiato – rileva Tommasi, elencando ancora una
volta i punti critici del ddl. “Una riforma di questo genere e tutto ciò che
è avvenuto in questi ultimi anni nelle politiche per gli italiani all’estero
hanno sollevato tra i connazionali sfiducia e perplessità che a volte investono
l’efficacia stessa della nostra rappresentanza parlamentare – prosegue Tommasi, segnalando come la Commissione abbia discusso anche
delle modifiche sulla normativa che regolamenta il voto all’estero, in merito
a cui si evidenzia come indispensabile il mantenimento del voto per corrispondenza,
“anche se non c’è concordanza di vedute sull’ipotesi di prevedere l’iscrizione
ad una lista di elettori – afferma Tommasi, a proposito
di alcuni dispositivi per la messa in sicurezza del voto discussi in Parlamento
nel corso di questi mesi. Annunciata, infine, la presentazione di un odg
per richiedere la convocazione di una nuova plenaria nel prossimo mese di dicembre.
Sulla drastica riduzione
dei contributi assegnati agli enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana
all’estero di sofferma Fernando Marzo per la IV Commissione (Scuola e
cultura), che sottolinea come, con l’entità dei tagli previsti, si rischi di
mettere in discussione non solo “la quantità ma la stessa qualità dell’offerta
linguistica”. “Oggi sembra che si sia rotto l’equilibrio nella relazione culturale
tra il nostro Paese e i connazionali che risiedono all’estero – prosegue Marzo,
segnalando come “la difficoltà risieda anche nell’impossibilità di fare programmi
certi nell’immediato per quanto riguarda gli enti gestori”. “Ciò che chiedono
i giovani italiani all’estero sono soprattutto lingua e cultura italiana – conclude
Marzo, sottolineando come debba essere stabilito un limite minimo nell’offerta
formativa, “oltre il quale le istituzioni italiane non possono più essere considerate
interlocutrici valide per le nostre collettività”.
Per la VI Commissione (Stato, Regioni, Province autonome e Cgie), Francisco Nardelli,
riporta gli interrogativi emersi sulla mancanza di confronto con le Regioni
sulla normativa di riforma del Cgie, tesa ad includervi
alcuni rappresentanti, e sull’assenza di interlocutori del Cgie. “La Commissione auspica la convocazione della Conferenza
Stato, Regioni, Provincie autonome e Cgie per la programmazione
delle politiche rivolte ai connazionali, tanto più necessaria in un quadro di
drastici tagli di risorse – conclude Nardelli, che evidenzia l’opportunità di posticipare le ipotesi
di riforma degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero alla
più generale riforma costituzionale attesa per lo Stato italiano. (